Secondo la Polizia Postale è in corso una nuova ondata delle solite truffe su WhatsApp

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La Polizia Postale lancia l’allarme sul ritorno di truffe che ciclicamente tornano a circolare su WhatsApp, come la truffa della ballerina, che permette ai criminali di sottrarre alle vittime il controllo del proprio account.

Se in questi giorni state ricevendo strani messaggi su WhatsApp, fate attenzione e non fidatevi: 99 volte su 100 si tratta di una truffa. È questo, in buona sostanza, l'allarme lanciato dalla Polizia Postale, che mette in guardia gli utenti da una nuova ondata di tentativi di frode che sfruttano la fiducia riposta in amici e conoscenti per ingannare le vittime e sottrarre loro l'account. Le strategie sono sempre le solite che su Fanpage.it stiamo raccontando ormai da anni. I messaggi provengono sempre da contatti salvati in Rubrica e finiscono immancabilmente con la richiesta di un piccolo contributo economico con le scuse più disparate, dalla necessità di saldare un piccolo debito fino alla richiesta di qualche centinaio di euro per far fronte a un incidente o a un imprevisto.

In particolare, l'ultimo comunicato della Postale riguarda la sempreverde truffa della ballerina – ne abbiamo già parlato qui con il commento esperto del perito informatico forense Paolo Dal Checco – che a quanto pare sta continuando a circolare e a mietere vittime, sottraendo con l'inganno dati e credenziali d'accesso a Whatsapp.

Come funzionano le truffe che stanno girando su WhatsApp

Nell'esempio riportato dalla Polizia, il messaggio fraudolento contiene generalmente la fotografia di una bambina e un link che invita a esprimere una preferenza. Cliccando sul collegamento, la vittima viene indirizzata a un sito malevolo, dove le viene chiesto di inserire il proprio numero di telefono. Il sito invita quindi a comunicare un codice ricevuto sul dispositivo, presentandolo come necessario per completare la procedura. In realtà, quel codice può consentire ai truffatori di registrare l'account WhatsApp della vittima su un altro dispositivo. In questo modo i criminali possono impossessarsi del profilo e utilizzarlo per fingersi il legittimo proprietario, contattando amici e familiari.

Una volta preso il controllo dell'account, i truffatori possono sfruttare la fiducia dei contatti per chiedere denaro, facendo leva su presunte emergenze o necessità improvvise. Il messaggio appare credibile proprio perché arriva da un numero conosciuto e da una conversazione apparentemente autentica. Nel frattempo, la persona derubata del profilo potrebbe perdere l'accesso a WhatsApp e non riuscire ad avvisare tempestivamente i propri contatti. Il rischio, quindi, è che la truffa si propaghi rapidamente, coinvolgendo altre vittime attraverso la rete di conoscenze del primo account compromesso.

In alcuni casi gli account vengono violati attraverso strategie ben più sofisticate, come gli attacchi zero click che negli scorsi mesi hanno riguardato decine di dispositivi Apple con sistemi operativi iOS non adeguatamente aggiornati. In questi casi, per trovarsi il cellulare infettato non serve nemmeno interagire con i truffatori: basta ricevere un'immagine e un malware s'intrufola nel nostro sistema. Sempre con Paolo Dal Checco abbiamo raccontato il fenomeno e come provare a difendersi.

Cosa fare per proteggere il proprio account

Gli esperti raccomandano di diffidare sempre dai messaggi che invitano a votare qualcuno, partecipare a concorsi o effettuare verifiche tramite link esterni, anche quando sembrano arrivare da persone conosciute. È importante non inserire il proprio numero di telefono su siti sospetti e, soprattutto, non condividere mai con terzi i codici ricevuti per attivare o verificare WhatsApp. Per aumentare la sicurezza è poi consigliabile attivare la verifica in due passaggi, impostando un PIN nelle impostazioni dell'app. Se WhatsApp si disconnette improvvisamente o segnala una registrazione su un altro dispositivo, occorre intervenire subito per recuperare l'account.

Qualora invece ci si accorga di essere cascati nel raggiro, la prima cosa da fare è avvisare amici e familiari attraverso altri canali, invitandoli a ignorare eventuali richieste di denaro o messaggi sospetti provenienti dal proprio numero. Consigliabile poi seguire le procedure ufficiali per recuperare il profilo e denunciare l'accaduto alla Polizia Postale.

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