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Intelligenza artificiale (IA)

Scrittrice vince un premio letterario e poi svela il trucco: “Ho usato ChatGPT”

La scrittrice giapponese Rie Kudan dopo la premiazione ha raccontato che l’intelligenza artificiale ha ispirato i dialoghi del suo romanzo e stimolato la sua creatività.
A cura di Elisabetta Rosso
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Si intitola "The Tokyo Tower of Sympathy", per la critica è un libro "impeccabile", e infatti ha vinto il premio Akutagawa, uno dei riconoscimenti letterari per scrittori emergenti più prestigiosi del Giappone. Eppure dietro al successo c'è l'intelligenza artificiale (IA). L'autrice, Rie Kudan, 33 anni, ha infatti rivelato dopo la vittoria di aver usato ChatGPT per scrivere il romanzo: “Ho intenzione di continuare a trarre profitto dall’uso dell’IA nella scrittura dei libri, lasciando che la mia creatività si esprima al massimo”, ha spiegato alla Cnn.

L’autrice ha poi aggiunto in una conferenza stampa che circa il 5% del suo libro è stato scritto dall'intelligenza artificiale. Si tratta quindi di una collaborazione, l'idea e la stesura sono di Rie Kudan, che però ha deciso di usare ChatGPT come un assistente, e infatti il chatbot è stato anche citato nel libro. La storia racconta di un architetto che deve costuire una prigione confortevole a Tokyo e Kudan si è rivolta all'IA per raccontarle "quei pensieri e sentimenti che non avrei potuto dire a nessuno". Le conversazioni con il chatbot hanno infatti ispirato la trama e i dialoghi del romanzo.

La reazione del pubblico dopo le rivelazioni

Secondo il Japan Times la reazione sui social è stata dura, molti utenti sono preoccupati per l'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sui lavori creativi. Nessuno sa bene cosa c’è dentro i tritacarne magici delle intelligenze artificiali. Setacciano il web, ingeriscono informazioni, e poi realizzano testi e immagini prendendo spunto dalle opere pubblicate online. Si è aperta così una battaglia legale per ridefinire il diritto di autore.

Eppure il caso Kudan non rientra nelle razzie dell'intelligenza artificiale. Come ha spiegato su X (fu Twitter) Keiichiro Hirano, scrittore e membro del comitato del premio giapponese: "La storia secondo cui il pluripremiato lavoro di Rie Kudan è stato scritto utilizzando l’intelligenza artificiale generativa è stata fraintesa… Se la leggi, vedrai che l’intelligenza artificiale generativa è stata menzionata nel lavoro. Ci saranno problemi con questo tipo di utilizzo in futuro, ma non è questo il caso".

Il mercato dei libri scritti con l'intelligenza artificiale

Negli ultimi mesi sui siti di e-commerce sono spuntati nuovi romanzi, saggi e guide turistiche. Hanno tutti recensioni a 5 stelle, commenti entusiasti e un costo troppo basso. Una volta consegnati gli acquirenti si sono accorti che qualcosa non andava. I libri erano scritti male, ripetitivi, pieni di errori grammaticali. E infatti erano figli di un'intelligenza artificiale. Gli "autori" dietro ai chatbot hanno cominciato a mettere in vendita i romanzi scritti dall'IA per guadagnare in modo facile.

Per contrastare l'ultizzo dell'IA e soprattuto tutelare gli autori, oltre 10.000 scrittori hanno firmato una lettera aperta. Chiedono strumenti che permettano agli artisti di scegliere se lasciare o meno in pasto all’IA le proprie opere. Non solo, si dovrebbe anche creare sorta di filigrana sui contenuti digitali per dimostrare l’autenticità, la fonte e di conseguenza assicurare una corretta attribuzione e compenso all’artista di riferimento. George R. R. Martin, autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ha anche intentato una causa legare contro OpenAI, madre di ChatGPT, accusandola di aver utilizzato i suoi romanzi per addestrare l'intelligenza artificiale.

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