Referendum, anomalie nelle scommesse su Polymarket: quasi 800.000 dollari giocati in poche ore

Un sito di scommesse dove il mondo si trasforma in un casinò. Oppure lo strumento più potente al mondo per prevedere il futuro. Secondo il New York Times è tra queste due facce che oscilla Polymarket, il più grande prediction market che esiste su internet. Una piattaforma in cui ovviamente si è discusso anche del referendum costituzionale, qui vi lasciamo i risultati definitivi. Giusto ieri, verso le 13:00, abbiamo pubblicato un articolo in cui commentavamo i 360.000 dollari spesi da centinaia di scommettitori sull’esito del referendum. Poi però è successo altro.
Nel giro di qualche ora il volume totale delle scommesse per il referendum è passato da 360.000 dollari a 1.131.097 dollari. Una differenza di 771.097 dollari, 665.312 euro al cambio attuale. Tutti giocati nelle ultime ore del referendum. In qualche caso le puntate sono state fatte appena dopo gli exit poll, quando ormai era chiaro che avrebbe vinto il No. Su Polymarket, lo ricordiamo, si può scommettere su tutto: anche sul ritorno del Messia o sull'esplosione di una bomba nucleare.
Come funzionavano le scommesse sul referendum
Polymarket funziona in modo abbastanza semplice. Ci sono due modi per guadagnare. Il primo è quello di scommettere che un evento si verifichi. Prendiamo il caso del referendum. Si potevano acquistare le quote del Sì e quelle del No. Le quote oscillavano in base alle puntate. Più persone scommettevano per il Sì, più le quote del Sì lievitavano. Più persone scommettevano per il No, più le quote del No si alzavano. La somma di una quota del Sì più una quota del No fa sempre circa un dollaro. Se io prendo il Sì quando è a 0,30 dollari, poi se effettivamente vince sul No io guadagno 0,70 dollari. Al contrario, se io compro un No a 0,70 dollari e poi vince il Sì, io perdo tutto l’investimento.
Il secondo modo con cui si può guadagnare con Polymarket è vendendo ad altri utenti le quote che abbiamo acquistato prima che la scommessa si chiuda. Anche qui è abbastanza intuitivo. Se io compro 1.000 azioni del Sì quando è 0,30 dollari e poi, grazie magari a un nuovo sondaggio, le sue quote salgono a 0,50 dollari posso vendere le mie azioni ad altri utenti. In questo modo guadagno sulla differenza: porto a casa 0,20 dollari ad azione.
L’analisi delle scommesse di Polymarket
Ora. Tutte le attività attorno a una scommessa vengono salvate. Ci sono i commenti degli utenti, le posizioni dei singoli utenti e le attività di compravendita. I movimenti delle azioni hanno seguito una traiettoria strana. Nei giorni prima del referendum le quote del Sì hanno cominciato a scendere regolarmente, in linea con i sondaggi. A urne aperte, dopo i primi dati dell’affluenza, le quote sono schizzate velocissime dal 32% al 62%, con diverse puntate che hanno trainato il Sì. Possiamo leggerlo in due modi. Uno degli adagi che si ripetevano in questi giorni era che un’alta affluenza avrebbe favorito il Sì, quindi in molti si sono convinti a puntare. Oppure che qualcuno abbia deciso di comprare quote del Sì per poi rivenderle subito, giusto per sfruttare l’attenzione sulle scommesse in quel momento.
Abbiamo controllato i movimenti. Ci sono state tre puntate superiori ai 10.000 dollari. Tutte sul No, tutte quando l’esito del referendum era chiaro: un utente ha puntato 58.148 dollari, un altro 10.989 dollari e un altro ancora 17.311 dollari. Tutti hanno comprato le azioni del No a cifre comprese tra 99,7 centesimi e 99,9 centesimi. Hanno puntato molto guadagnando quindi cifre minime. Ma certo, si possono raggiungere grandi cifre anche con puntate diverse. Sempre in fase di chiusura l’utente DonaldihoTrumpito ha scommesso circa 10.000 dollari in sei puntate diverse, sempre su azioni del No vendute a quote tra 98 e 99 centesimi. Un guadagno minimo ma praticamente sicuro. Parliamo di un giocatore seriale. Nel suo profilo personale ci sono diverse scommesse attive: dalla caduta del regime iraniano all’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.