Polymarket, dentro il sito dove puoi scommettere quando scoppierà una bomba atomica: l’analisi dei rischi

I mercati predittivi stanno diventando una fonte di dati per media e investitori, dalle puntate sugli attacchi in Iran ai legami con politica e finanza americana. Siamo stati su Polymarket, la più importante di queste piattaforme: la nostra analisi tra rischi di manipolazione, insider trading e speculazioni sui conflitti.
A cura di Elisabetta Rosso
0 CONDIVISIONI
Immagine

Basta un click, per scommettere se l’Iran testerà un ordigno atomico entro il 2027 o se Stati Uniti lanceranno una bomba in un quartiere di Teheran. Sono su Polymarket è una piattaforma online dove le persone possono fare scommesse su eventi futuri. Si può puntare su qualsiasi cosa: guerre, rapimenti, catastrofi naturali, matrimoni, avanzate militari.  Anche il referendum sulla giustizia. Tra le tante, se gli Stati Uniti confermeranno o meno la presenza degli alieni, sul ritorno di Gesù Cristo entro il 2027 e sulla lista per scommettere chi parteciperà al matrimonio di Taylor Swift. Ma la piattaforma, soprattutto, ha un grande debole per i conflitti, come stiamo vedendo gli attacchi in Iran hanno attirato scommesse milionarie.

Il Ceo e fondatore Shayne Coplan, ha presentato Polymarket come una macchina della verità globale. "È la cosa più precisa che abbiamo come umanità in questo momento, finché qualcun altro non creerà una sorta di super sfera di cristallo", ha detto durante un’intervista a 60 minutes. Ma forse questa palla di cristallo ha una crepa. Vista da vicino Polymarket sembra più una strana macchina per modellare il futuro. Perché c’è un momento preciso in cui Polymarket smette di essere un gioco e diventa uno strumento che può influenzare la politica, l’economia e perfino la guerra.

Come funziona Polymarket

Polymarket non è l’unica. Esistono piattaforme simili come Kalshi e Betfair, ma Polymarket è quella che negli ultimi anni è cresciuta più velocemente. Funziona come una borsa delle previsioni. Gli utenti acquistano contratti su eventi futuri, scegliendo “sì” o “no”. Il prezzo di ogni contratto va da 0 a 1 dollaro. Se un contratto vale 0,70, significa che il mercato ritiene che quell’evento abbia il 70% di probabilità di verificarsi. Se l’evento accade, il contratto paga 1 dollaro.

Non esiste un bookmaker centrale. Le operazioni avvengono tramite smart contract e token digitali. In teoria, il prezzo riflette in tempo reale ciò che gli utenti credono accadrà. Iscriversi è semplice: basta una mail. Non è richiesta alcuna verifica dell’identità. L’anonimato è parte integrante del sistema, ed è anche uno dei motivi per cui la piattaforma è diventata il luogo perfetto per scommettere sulla guerra.

Scommettere sulla guerra

Basta aprire Polymarket: conflitti, crisi internazionali,  scenari catastrofici, mercati della morte. Mentre gli Stati Uniti e Israele lanciavano attacchi in Iran, i trader sui mercati di previsione online scommettevano miliardi di dollari su ogni aspetto del conflitto: per quanto tempo lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso, se le truppe di terra statunitensi entreranno in Iran, quali paesi colpirà. Hanno attratto molte scommesse anche i "mercati della morte". Ovvero puntate su chi avrebbe perso la vita durante il conflitto, tra questi la guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, che è stato ucciso il 28 febbraio. Un giornalista in questi giorni è stato persino minacciato di morte per aver pubblicato una notizia sugli attacchi in Iran che avrebbe fatto perdere soldi ad alcuni utenti.

La storia dietro Polymarket

Polymarket è stata fondata nel 2022 e dopo due anni ha attirato l’attenzione delle autorità statunitensi. La Commodity Futures Trading Commission ha multato la piattaforma per circa 1,4 milioni di dollari, sostenendo che operasse come mercato predittivo senza registrazione. Non solo Commodity Futures Trading Commission ha bloccato l’accesso negli Stati Uniti, dichiarando la piattaforma fuori legge.

Non solo. Durante le elezioni del 2024, nonostante il blocco negli Usa Polymarket registra un volume enorme di scommesse sugli esiti politici, parliamo di 3,2 miliardi di dollari. Chiaramente una simile cifra non è passata inosservata, e gli agenti federali hanno fatto irruzione nell'appartamento di Coplan a New York, alla ricerca di prove di attività illecite.

Quando il potere investe nelle previsioni

Ma come ha fatto una piattaforma che era stata vietata negli Usa a raggiungere i numeri simili? Per rispondere a questa domanda dobbiamo farcene un'altra, ovvero chi c’è dietro a Polymarket? E la risposta è l’elite politica e tecnologica degli Stati Uniti. In testa la famiglia Trump. Il presidente dopo le elezioni ha spianato la strada ai mercati predittivi. Il Dipartimento di Giustizia ha archiviato l'indagine su Coplan e l’amministrazione ha avviato una deregulation molto favorevole. E infatti appena quattro mesi dopo l'irruzione nella sua abitazione, Coplan viene invitato a unirsi a un gruppo di dirigenti alla Casa Bianca per un summit sulle criptovalute con Trump.

La stessa famiglia Trump è coinvolta. Il figlio del presidente, Donald Trump Jr., è consulente sia di Kalshi (altro prediction market) che di Polymarket, e la sua società, 1789 Capital, è un investitore di Polymarket. Non solo: la famiglia Trump intende lanciare il suo mercato predittivo. Si chiamerà Truth Predict. Non solo, a maggio 2024, la società ha annunciato di aver raccolto 70 milioni di dollari in due round di finanziamento. E questi round includono anche Founders Fund, la società di venture capital fondata da Peter Thiel, che tra le altre cose è anche fondatore di Palantir. Azienda controversa specializzata nell'analisi dei big data.

Da sito illegale a fonte ufficiale

Nel giro di pochi anni Polymarket attira investimenti e acquista credibilità. Tanto da diventare una fonte di dati per testate e investitori tradizionali. Nel 2025, inizia a stringere partnership con aziende come Google, X  e la National Hockey League. Poi, la Borsa di New York investe 2 miliardi di dollari nella piattaforma.

Polymarket diventa anche partner per il mercato delle previsioni dei Golden Globes e, a gennaio 2026, firma un accordo con Dow Jones – l’indice che ci dice come stanno andando le 30 aziende più importanti degli Stati Uniti, e tra le altre cose proprietario del Wall Street Journal – per integrare i suoi dati nelle pubblicazioni. Anche Kalshi ha già firmato accordi simili per la fornitura di dati con CNBC e CNN.

Il primo problema di Polymarket

La lista dei problemi legati a Polymarket è lunga. Partiamo dal più evidente: normalizzare quello che di fatto è un gioco d’azzardo, soprattutto per i più giovani. Queste piattaforme infatti vengono sponsorizzate sui social. Si parla spesso di arricchimento rapido e di rifiuto del lavoro tradizionale. Ci sono schiere di influencer arruolati per sponsorizzare Polymarket.  Non solo, la stessa Polymarket funziona come una comunità.

Siamo entrati per capire come funziona. Nelle chat gli utenti scrivono: “Dai continua a sperare per il si”, “punta ancora”, “non vendere” . Ci sono consigli su cosa scommettere e frasi motivazionali che vanno a rafforzare il senso di comunità e di conseguenza a normalizzare come dicevamo puntate e gioco d’azzardo. Questo è un problema per chi è ludopatico ma anche per chi è giovane e non ha i mezzi per capire in cosa sta entrando.

Il lato oscuro di Polymarket

Un altro capitolo invece sono i problemi strutturali di Polymarket. L'apertura di uno spazio dove poter speculare persino sull'uso di armi nucleari – soprattutto in un periodo "caldo" come quello attuale – ha sollevato gravi interrogativi etici difficili da ignorare. Anche se questi mercati offrissero effettivamente delle indicazioni veritiere sulle aspettative degli utenti, la natura della scommessa, per esempio, un probabile olocausto nucleare, rischia di trasformare uno scenario catastrofico in un'opportunità di profitto. Poi c’è il rischio di insider trading. Cosa vuol dire? Che chi ha delle informazioni privilegiate può utilizzarle per guadagnare. Quello che dicevamo prima.

Il mondo si è accorto del problema quando, a gennaio, gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro. Poco dopo, sono iniziate a circolare voci su un nuovo account su Polymarket che aveva guadagnato oltre 400.000 dollari scommettendo sulla sua destituzione entro la fine di gennaio. E le scommesse erano state piazzate nelle ore precedenti l’annuncio ufficiale della cattura.  Il Guardian ha poi identificato decine di conti Polymarket con caratteristiche sospette di insider trading. Si tratta di un reato che sulla piattaforma però viene agevolato dall’anonimato.

L’insider trading rischia di scatenare un tipo completamente nuovo di minaccia alla sicurezza nazionale. Si potrebbe dare un vantaggio agli avversari, non a caso strumenti come Polymarket hanno già attirato l’attenzione delle agenzie. Non stupisce, l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense durante la Guerra al Terrore accarezzò l'idea di creare quello che definì il "Policy Analysis Market", un sito che avrebbe permesso a trader anonimi di scommettere sugli eventi mondiali per prevedere attacchi terroristici e colpi di stato. Bloccato poi dai democratici.  Ora ogni avversario e gruppo terroristico al mondo potrebbe facilmente accedere a mercati di guerra molto più avanzati.

Non solo. Un aspetto critico sono poi gli investitori Whale, in italiano Balene. Se pochi investitori con grandi somme di denaro – detti “whale”- puntano su un evento anche se assurdo, la piattaforma mostrerà una probabilità più alta di quella che ci si aspetterebbe. I grandi investitori, possono sotto anonimato quindi far salire o scendere le probabilità a loro vantaggio.

Non stanno prevedendo il futuro, lo stanno costruendo

Sicuramente i mercati predittivi sono un indicatore di quella che viene chiamata saggezza collettiva, e in diversi casi hanno battuto sondaggi ufficiali, quindi il primo interesse è avere sotto mano una fonte dal basso, dati, opinioni, credenze. Sono oro in quest’epoca. Ma sotto c’è un aspetto inquietante. I mercati predittivi possono essere manipolati. Soggetti con molti soldi o informazioni privilegiate possono spingere le quote in una direzione conveniente per loro e influenzare così le decisioni politiche stesse.

Secondo Nikos Smyrnaios , professore di scienze sociali all'Università di Tolosa, Polymarket rischia di essere un'arma nella "guerra contro esperti e giornalisti, condotta dal movimento reazionario della Silicon Valley e dall'establishment trumpiano”. Ma facciamo uno sforzo di immaginazione. Torniamo all'inizio, alla scommessa dell’Iran che testa un ordigno atomico. Siamo su Polymarket, le probabilità salgono e scendono. E quei numeri vengono letti da analisti, giornalisti, investitori, come se fossero una misura reale di quello che stava per succedere. Ma quei numeri arrivano da persone anonime che stanno scommettendo soldi. E allora succede qualcosa di paradossale.

Se qualcuno ha informazioni riservate, può guadagnare milioni. Se qualcuno ha abbastanza soldi, può spostare il mercato. Se qualcuno vuole creare panico, può far sembrare probabile una guerra che magari non è affatto certa. A quel punto la previsione non descrive la realtà. L'influenza. Perché se il mercato dice che l’Iran attaccherà, gli investitori si muovono, le borse reagiscono, i governi si preparano, i media ne parlano, la paura cresce. È così che una piattaforma nata per scommettere sul futuro rischia di diventare uno strumento per cambiarlo. E forse la vera domanda non è se Polymarket dice la verità. Ma chi ha interesse a far sembrare inevitabile quello che ancora non è successo.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views