Perché stiamo scappando da ChatGPT: c’è una nuova IA che gli utenti ritengono più etica

Dopo l'annuncio dell'accordo tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa statunitense, l'app di ChatGPT ha registrato negli Stati Uniti un'impennata senza precedenti di disinstallazioni: +295% in un solo giorno rispetto alla media abituale. Un contraccolpo immediato, accompagnato dal crollo delle nuove installazioni e da una valanga di recensioni negative.
Parallelamente, ClaudeAI, il modello di intelligenza artificiale di Anthropic, sta registrando un autentico boom di download tanto che, nella giornata di ieri, numerosi utenti hanno segnalato disservizi e rallentamenti nell'utilizzo dell'app, con ogni probabilità legati proprio all'improvviso aumento del traffico. La tempistica dei trend opposti non lascia spazio a troppe interpretazioni. A differenza di OpenAi, la startup guidata da Dario Amodei ha infatti scelto di non piegarsi alle pressioni del Pentagono sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per scopi militari particolarmente controversi. Una decisione che molti utenti sembrano aver apprezzato.
Cosa sta succedendo a ChatGPT e Claude
Secondo i dati diffusi dalla piattaforma di analisi Sensor Tower, sabato 28 febbraio le disinstallazioni di ChatGPT sono schizzate a livelli quasi tripli rispetto alla norma, mentre i download sono calati del 13% nel giro di ventiquattr'ore, per poi perdere un ulteriore 5% il giorno successivo. Le recensioni a una stella sono aumentate del 775% in un solo giorno, mentre quelle a cinque stelle si sono dimezzate.
Parallelamente Claude ha vissuto un vero e proprio boost di utilizzo. Negli Stati Uniti i download sono cresciuti di oltre il 50% in un fine settimana, consentendo al chatbot di Anthropic di conquistare la vetta dell'App Store e di scalare rapidamente le classifiche anche in Europa, dalla Germania alla Svizzera. Altri osservatori, come Appfigures e Similarweb, confermano un incremento straordinario del traffico, con volumi fino a venti volte superiori rispetto a gennaio.
I motivi della fuga da OpenAI
Per comprendere l'inaspettato fenomeno bisogna fare un passo indietro al 26 febbraio scorso, quando Amodei ha risposto picche all'ultimatum del Dipartimento di Difesa americano. Il governo di Donald Trump voleva che Anthropic, dopo aver sottoscritto accordi milionari per integrare il suo modello di IA nei sistemi di gestione e sviluppo dell'apparato militare statunitense, rimuovesse tutti quei limiti che impedivano a Claude di operare nel campo della sorveglianza di massa e lo sviluppo di armi completamente autonome. Due progetti che invece risultano particolarmente cari agli attuali inquilini della Casa Bianca.
Con un duro comunicato, l'azienda di San Francisco ha però respinto qualsiasi forma di contrattazione, mostrandosi disposta a rinunciare alla remunerativa collaborazione con il Pentagono piuttosto che tradire i propri principi etici. "Alcuni utilizzi sono semplicemente al di fuori di ciò che la tecnologia odierna può fare in modo sicuro e affidabile" si legge nella dichiarazione ufficiale.
Il giorno dopo, la presa di posizione di Anthropic è stata applaudita non solo da milioni di cittadini, ma anche dai dipendenti delle due dirette concorrenti dell'azienda, Google e OpenAI, 415 dei quali hanno firmato un appello alle rispettive compagnie per invitarle a seguire l'esempio di Amodei e opporsi alle richieste del governo. In tutta risposta, poche ore più tardi, il CEO di OpenAI Sam Altman ha firmato un accordo con il Pentagono per accettare tutte le condizioni che Anthropic aveva rifiutato.