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9 Settembre 2022
14:40

Perché non trovate più il pulsante di Facebook per accedere ad altri siti

In alcuni portali non sarà più possibile fare accesso tramite Facebook. I rischi per la privacy stanno diventando troppo alti.
A cura di Elisabetta Rosso
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Fino a un mese fa per entrare sul sito di Dell e comprare un laptop bastava schiacciare un bottone “Accedi con Facebook”. Una scorciatoia, per evitare al cliente di creare un nuovo utente e una nuova password. Questa opzione è sparita. E non solo su Dell. Buy, Ford Motor, Pottery Barn, Nike, Patagonia, Match, anche il servizio di streaming video Twitch, tutti hanno rimosso la possibilità di accedere ai siti attraverso Facebook.

Secondo Jen Felch, chief digital e chief information officer di Dell, le persone sono più attenete alla loro privacy e alla condivisione dei propri dati." Abbiamo solo esaminato quanti clienti stavano scegliendo di utilizzare la propria identità sui social media per accedere al sito", ha detto Felch. "Sono sempre più alti i rischi per la sicurezza”, la loro è solo la risposta a una tendenza evidente.

Molte aziende consideravano gli accessi social un metodo facile per consentire ai consumatori di accedere in modo sicuro ai propri siti senza dover impostare dozzine di nomi utente e password. Come afferma Rakesh Soni, CEO della società di gestione dell'identità digitale LoginRadius, era un vantaggio per tutti. I siti web diventavano più smart, accessibili, snelli, Facebook e Google raccoglievano tutti i dati degli utenti per poi rivenderli agli inserzionisti e guadagnarci.

Tutti gli incidenti per la privacy di Facebook

Forse Facebook ha sbagliato troppo. Nel 2018 lo scandalo Cambridge Analytica. La piattaforma ha raccolto le informazioni personali di 87 milioni di profili per indirizzare gli annunci della campagna presidenziale del 2016. Poi la fuga di dati, le informazioni rubate, le notizie false legate alla pandemia. Infine, i documenti rilasciati l'anno scorso dall'ex dipendente Frances Haugen, che mostrano come i dirigenti di Facebook fossero a conoscenza degli effetti negativi legati alla piattaforma che incidevano sulla salute mentale dei giovani adolescenti, della disinformazione in ambito medico, e anche dell’influenza dell’algoritmo sull’instabilità politica in molti Paesi.

Non solo. La crescita degli utenti sul social network è stagnante. A fine 2021 Facebbok contava 1,93 miliardi di utenti attivi. Un numero è salito di pochissimo nel 2022, a 1,97 miliardi. Si può ancora accedere da Facebook. Numerosi siti o testate hanno ancora l’opzione attiva. Ma come sottolinea Soni sempre più aziende potrebbero chiedersi: “Perché diavolo dovrei spendere le mie risorse ingegneristiche per mantenerlo? Perché spendere energie per averlo se non aggiunge valore alla mia attività?"

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