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Ora per accedere al registro elettronico a scuola servirà lo SPID o la CIE: cosa cambia per le famiglie

Tra pochi giorni l’accesso al registro elettronico avverrà solo tramite Spid o CIE. La novità coinvolge milioni di famiglie ed esclude gli studenti delle scuole medie dal controllo autonomo dei voti.
A cura di Niccolò De Rosa
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Nel giro di pochi giorni tutte le scuole italiane dovranno adeguarsi a una nuova regola. A breve, infatti, per entrare nel registro elettronico degli studenti non basteranno più le tradizionali credenziali con username e password. L'accesso sarà consentito esclusivamente tramite un'identità digitale verificata. Tradotto, per conoscere i voti dei ragazzi, monitorare le assenze e tenere sotto controllo le comunicazioni con docenti e segreteria, servirà lo Spid o la Carta d’identità elettronica (CIE). Una novità che riguarda direttamente circa 15 milioni di genitori e 2,5 milioni di studenti delle scuole superiori, chiamati ad adeguarsi in tempi molto rapidi.

Cosa dice la norma e quando entrerà in vigore

La misura è contenuta nel decreto-legge Semplificazioni, approvato dalla Camera lo scorso 26 novembre 2025 e inizierà a essere applicata nel corso delle prossime settimane. La norma aggiorna una disciplina che risale a oltre dieci anni fa, quando il registro elettronico fece il suo debutto nell'anno scolastico 2012/2013, sostituendo definitivamente quello cartaceo. Nel testo si legge che "ai registri online si accede tramite il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale (Spid) o la Carta di Identità Elettronica (CIE)", sancendo così la fine delle credenziali rilasciate direttamente dalle scuole.

Secondo il Governo, questo cambiamento rappresenta un ulteriore step per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Eliminando l'utilizzo di password personali, la convinzione è che si aumenti la sicurezza del sistema, meno vulnerabile a intrusioni e perdite di dati sensibili.

Cosa cambia per famiglie e studenti

Il registro elettronico non è solo un archivio di voti. È il canale principale attraverso cui famiglie e studenti consultano compiti assegnati, orari delle lezioni, comunicazioni ufficiali e prenotano i colloqui con i docenti. Con la nuova regola, nel primo ciclo di istruzione l'accesso sarà riservato esclusivamente ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. Gli studenti delle scuole medie, quindi, non potranno più controllare in autonomia valutazioni e avvisi, come invece è avvenuto finora.

Il nodo dei costi e delle difficoltà pratiche

Dopo anni di accesso gratuito, l’identità digitale potrebbe non essere più a costo zero. Con il progressivo congelamento dei finanziamenti pubblici, alcuni provider hanno introdotto un canone, tracciando una strada che probabilmente verrà seguita in futuro anche dagli altri gestori. Poste Italiane, ad esempio, ha reso lo SPID a pagamento da gennaio, con un costo di 6 euro l'anno. L'alternativa resta la CIE, meno diffusa e spesso più complessa da usare, anche perché richiede sempre il pin completo, fornito in parte al momento del rilascio e in parte successivamente, e un'ulteriore procedura di attivazione (ne avevamo parlato in questo articolo). In ogni caso, l'onere dei costi di attivazione e dell'eventuale abbonamento ricadranno sul singolo cittadino.

Uno degli aspetti più critici è però l’assenza di una fase "intermedia" per consentire alle famiglie di attrezzarsi. La norma ha decorrenza immediata e non prevede deroghe temporanee. Una scelta che pertanto impone ai genitori di attivarsi rapidamente per dotarsi di SPID o CIE, pena l'impossibilità di consultare il registro e di accedere al canale ufficiale per le comunicazioni scolastiche. Un danno non da poco, anche perché gli istituti non hanno l'obbligo di contattare i genitori con singole mail e chi dovesse rimanere tagliato fuori rischierebbe seriamente di perdersi importanti notizie relative alla vita scolastica dei propri figli.

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