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“Nel 2026 perderemo la gravità per 7 secondi, milioni di morti”: la NASA smentisce Project Anchor

La presunta catastrofe dei 7 secondi senza gravità è una fake news: ecco perché la gravità terrestre non può sparire secondo le leggi della fisica.
A cura di Elisabetta Rosso
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La Terra fotografata dal satellite Meteosat Third Generation Imager–1 (MTG–I1). Credit: ESA / EUMETASAT
La Terra fotografata dal satellite Meteosat Third Generation Imager–1 (MTG–I1). Credit: ESA / EUMETASAT

Le teorie del complotto, di solito, battono tutte sugli stessi temi. Nel 2026, però, ha preso forma una nuova tesi originale, spiega che il 12 agosto 2026 la Terra perderà per 7 secondi la gravità causando una catastrofe globale e milioni di morti. La fonte sarebbe un documento segreto della NASA chiamato “Project Anchor”, dal budget di 89 miliardi di dollari, che avrebbe previsto un’anomalia gravitazionale dovuta all’intersezione di onde gravitazionali generate da buchi neri. Il testo parla anche di bunker sotterranei in costruzione per proteggere élite politiche e “cittadini selezionati”.

Si tratta chiaramente di una fake news con radici complottiste. Le leggi della fisica non funzionano così. La forza di gravità che tiene legati gli oggetti sulla superficie terrestre non è un mistero scientifico, né qualcosa che può “spegnersi” per qualche secondo. La gravità di un pianeta dipende dalla massa complessiva del sistema Terra, e come ha spiegato la Nasa a Snopes, per far sparire la gravità, la Terra dovrebbe improvvisamente perdere gran parte della sua massa. Un evento impossibile secondo le leggi della fisica.

Teorie del complotto e la posizione della Nasa

La teoria è stata diffusa sui social. In un post, poi cancellato, l'account Instagram @mr_danya_of, ha scritto: "Nel novembre 2024, un documento segreto della NASA intitolato "Project Anchor" è trapelato online. Il budget del progetto è di 89 miliardi di dollari e il suo obiettivo è sopravvivere a un'anomalia gravitazionale di 7 secondi prevista per il 12 agosto 2026 alle 14:33 UTC [10:33 ET]".

Secondo la tesi l’evento sarà causato dall’intersezione di due onde gravitazionali generate da buchi neri, un fenomeno che la NASA avrebbe previsto già nel 2019 con una probabilità del 94,7%. La portavoce della Nasa ha sottolineato che non c'è alcun “Project Anchor” o documento simile. "L'unico modo in cui la Terra potrebbe perdere gravità sarebbe che il sistema Terra, la massa combinata del suo nucleo, mantello, crosta, oceano, acqua terrestre e atmosfera, perdesse massa".

Cosa dice in realtà la fisica: cose possibili e cose impossibili

Secondo la teoria della relatività generale di Albert Einstein (1915), quella che oggi sostituisce e amplia la legge di gravitazione universale di Isaac Newton, la gravità non è una “forza” nel senso classico, ma una curvatura dello spaziotempo causata dagli oggetti massivi. In altre parole, pianeti, stelle e altri corpi celesti deformano il tessuto dello spaziotempo, e ciò fa sì che oggetti più leggeri viaggino su percorsi curvi, che noi percepiamo come attrazione gravitazionale.

Un modo semplice per visualizzarlo è immaginare un grande telo elastico teso: se metti una palla pesante al centro, il telo si deforma attorno ad essa, una pallina più piccola lasciata scorrere sul telo cadrà verso la palla grande seguendo la curvatura. La gravità terrestre è simile a questa deformazione – e non esiste alcun meccanismo noto che possa temporaneamente annullarla.

In particolare, l’intersezione di onde gravitazionali generate da buchi neri – fenomeni studiati dall’astronomia moderna e osservati per la prima volta nel 2015 grazie agli interferometri LIGO e Virgo – non può causare un evento del genere. Le onde gravitazionali che raggiungono la Terra sono così deboli che fanno espandere e contrarre lo spaziotempo di una quantità inferiore alla dimensione di un protone, nulla che possa cambiare la gravità terrestre percepibile da un essere umano.

Il fenomeno reale del 12 agosto 2026: un’eclissi solare totale

Il 12 agosto 2026 non si spegnerà la gravità, ma un evento astronomico straordinario e del tutto naturale: un’eclissi solare totale. Sarà particolarmente significativa perché visibile in totalità in alcune aree dell’emisfero nord, tra cui l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda e il nord della Spagna, nonché parti dell’Oceano Atlantico. In molte altre regioni d’Europa, dell’Africa settentrionale e dell’America settentrionale si potrà vedere almeno una eclissi parziale.

Secondo i calcoli astronomici, il picco dell’eclissi dovrebbe avvenire intorno alle 19:47 ora italiana del 12 agosto, con la fase di totalità che può durare oltre due minuti in alcune località della fascia centrale dell’ombra lunare. È importante ribadire che un’eclissi solare non altera la gravità terrestre. Tirando le fila: non c’è alcuna prova scientifica di una “perdita di gravità” il 12 agosto 2026, quello che ci attende è un evento naturale straordinario.

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