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Intelligenza artificiale (IA)

Meta licenzierà altri 8.000 dipendenti “per compensare gli altri investimenti”: i sospetti sul ruolo dell’IA

Meta ha annunciato un nuovo taglio del personale che porterà al licenziamento di circa 8.000 dipendenti, ovvero il 10% di tutto il personale. Anche se non è stato detto esplicitamente, la decisione è verosimilmente legata agli investimenti sempre più ingenti nello sviluppo dell’IA.
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Le avvisaglie c'erano tutti, ora c'è anche l'annuncio ufficiale: ieri, giovedì 24 aprile, Meta ha comunicato ai propri dipendenti che taglierà il 10% del personale per migliorare l'efficienza dell'azienda. Questo significa che circa 8.000 dipendenti verranno licenziati, oltre ai 2.000 già licenziati in altri due tagli già avvenuti nell'anno. Lo ho rivelato Bloomberg, aggiungendo che secondo le proprie fonti l'azienda avrebbe anche annunciato che chiuderà altre 6.000 posizioni aperte. Un portavoce di Meta ha confermato i licenziamenti, ma non è voluto entrare nel merito della vicenda.

Ma ieri non è stata una brutta giornata soltanto per i dipendenti di Meta. Il clima non deve essere troppo sereno nemmeno negli uffici di Microsoft. Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times, sempre ieri i dirigenti dell'azienda di Bill Gates hanno comunicato ai dipendenti che offrirà loro degli incentivi per favorire il licenziamento volontario dei dipendenti di lunga data, nello specifico dei dipendenti più anziani (coloro per i quali la somma tra gli anni trascorsi in azienda e l'età si aggira o supera i 70 anni). L'offerta dovrebbe riguardare circa il 7% degli assunti. È la prima volta che Microsoft propone licenziamenti volontari.

Oltre alle tempistiche, c'è un aspetto fondamentale che accumuna gli annunci di queste duo colossi della tecnologia: in entrambi i casi, molto probabilmente i tagli del personale sono dettati dalla necessità di compensare gli investimenti nell'IA. È vero, in questi due annunci non ci sono stati riferimenti espliciti al ruolo dell'IA nel recente indirizzo nella gestione del personale, ma gli elementi per sospettarlo non mancano.

Perché Meta licenzierà 8.000 dipendenti

Nel comunicato interno rivolto al personale di Meta, il direttore delle Risorse Umane di Meta, Janelle Gale, ha spiegato che i tagli al personale appena annunciati permetterebbero all'azienda di "compensare gli altri investimenti che stiamo facendo". Gale non ha nominato espressamente l'IA, ma è molto verosimile che gli investimenti a cui si riferisce siano quelli che negli ultimi anni Meta ha deciso di destinare all'implementazione dell'IA.

È ormai da tempo che Mark Zuckerberg non nasconde quanto l'azienda si stia concentrando su questo settore. Ne ha parlato in più occasioni agli investitori, annunciando una "grande accelerazione dell'IA". Va da sé quindi che l'azienda stia spostando sempre più le proprie risorse economiche in questo ambito: a fine 2025 Zuckerberg ha parlato di investire nell'IA tra i 115 miliardi ai 135 miliardi di dollari per l'IA, il doppio di quanto destinato all'ambito l'anno scorso.

La politica dei licenziamenti di Meta

Sempre a inizio anno lo stesso Zuckerberg aveva fatto presagire che Meta avrebbe continuato con la politica di licenziamenti iniziata già da tempo. Nella chiamata sugli utili del quarto trimestre, il Ceo di Meta aveva detto che il 2026 sarebbe stato l'anno in cui "l'IA inizierà a cambiare drasticamente il modo in cui lavoriamo".

Quello di Zuckerberg non era un discorso astratto, ma calato nella realtà stessa di Meta. Subito dopo aveva infatti detto di aver osservato quanto i propri dipendenti fossero diventati più produttivi con l'IA, raggiungendo un livello tale per cui le mansioni che prima richiedevano decine di persone ora potevano essere svolte in modo efficace da un solo dipendente: "Stiamo iniziando a vedere come progetti che prima richiedevano grandi squadre ora vengono realizzati da una singola persona di grande talento", ha detto Zuckerberg.

Anche l'annuncio di Microsoft rientra in una più ampia politica di licenziamenti che procede di pari passo con gli ingenti investimenti nell'implementazione dell'IA. Secondo quanto riporta il Financial Times, i licenziamenti in programma a Microsoft riguarderebbero per ora circa 15.000 dipendenti, a fronte di una spesa di 140 miliardi solo nell'anno fiscale corrente da destinare all'IA.

Ovviamente, quello dell'impatto dell'IA sul mondo del lavoro è un tema universale, che non riguarda solo i giganti del tech, ma che crea preoccupazione nelle categorie più svariate. Qui vi lasciamo una nostra intervista ad Alfonso Fuggetta, professore di Informatica del Politecnico di Milano, sul futuro del lavoro nell'epoca dell'IA tra rischi reali e falsi miti.

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