Meno bambini e più robot: il piano della Cina per affrontare il crollo demografico

La Cina è passata dall’ossessione per il controllo delle nascite alla preoccupazione opposta: non ci sono abbastanza bambini. Le nascite sono crollate ai minimi storici, la popolazione diminuisce per il quarto anno consecutivo e invecchia a un ritmo senza precedenti nella storia moderna del Paese. Il risultato è un delicato equilibrio che vacilla: meno lavoratori, più pensionati, pressioni crescenti su welfare, sanità e crescita economica.
Le misure per incentivare la natalità – sussidi, agevolazioni fiscali, riforme sul matrimonio – finora non hanno avuto un impatto significativo. E così, accanto alle politiche sociali, prende forma una strategia parallela: robot, automazione e intelligenza artificiale. L'obiettivo è mantenere alta la produttività anche con una forza lavoro in contrazione. Una strategia abiziosa che però solleva dubbi sul piano etico e sociale.
Il declino demografico della Cina: i dati ufficiali
In Cina la popolazione continua a diminuire, mentre il tasso di natalità tocca nuovi minimi storici. Secondo i dati ufficiali dell’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, alla fine del 2025 la popolazione complessiva era di circa 1,404 miliardi di persone, con un calo di 3,39 milioni rispetto all’anno precedente. Il numero di nuove nascite invece è precipitato a 7,92 milioni, circa il 17% in meno rispetto al 2024.
Non solo, il tasso di fertilità cinese si attesta attorno a 0,96 figli per donna, al di sotto della soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna necessaria per mantenere stabile una popolazione.
Il declino demografico è dovuto a più fattori: l’eredità culturale e sociale di decenni di rigido controllo delle nascite, i costi elevati legati all’educazione e alla cura dei figli nelle metropoli, la precarietà lavorativa per le nuove generazioni e l’aumento dell’età media per sposarsi e fare figli.
Una forza lavoro in contrazione, una società che invecchia
La quota di cittadini con più di 60 anni è arrivata al 23% nel 2025, con oltre 323 milioni di persone anziane. Questa tendenza è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, con proiezioni che vedono fino a 400 milioni di over 60 entro il 2035.
L'invecchiamento della popolazione pone enormi pressioni sul sistema pensionistico e sulla spesa sanitaria. Per contrastare il fenomeno il governo cinese ha adottato nuove misure negli ultimi anni: incentivi finanziari per le famiglie, detrazioni fiscali, sostegni per la cura infantile e nuove norme per facilitare i matrimoni. Tuttavia, questi interventi non hanno finora invertito la tendenza demografica. Pechino ha anche deciso di innalzare gradualmente l’età pensionabile nel 2024 per mitigare gli squilibri del sistema previdenziale.
Robot e automazione: la soluzione tecnologica di Pechino
La Cina, però, sta puntando anche su un altro fronte: robotica, automazione e intelligenza artificiale. Non stupisce, Pechino al momento rappresenta il più grande mercato di robot industriali, con più della metà di tutte le installazioni globali nel 2024, secondo i dati della International Federation of Robotics. Catene di montaggio altamente automatizzate, fabbriche “dark” che operano senza illuminazione per gli operatori umani e sistemi robotici per la saldatura, la verniciatura e l’assemblaggio permettono di mantenere livelli produttivi elevati nonostante la diminuzione della forza lavoro.
Non solo, decine di startup e centri di ricerca stanno sviluppando robot umanoidi. L'obiettivo non è solo integrarli nelle fabbriche ma anche in servizi come logistica, assistenza sanitaria e persino cura degli anziani. Secondo molti esperti, se l’automazione e l’adozione dell’IA riusciranno ad aumentare significativamente la produttività del lavoro, sarà possibile mitigare gli effetti economici di una forza lavoro in contrazione.
La sfida sociale della transizione tecnologica
Il grande piano della Cina non è però privo di costi sociali. La sostituzione di lavoratori umani con macchine può portare a perdita di posti di lavoro in alcuni settori, senza investimenti massicci in formazione, riqualificazione e protezione sociale, la transizione potrebbe accentuare disuguaglianze territoriali e tensioni generazionali.
La corsa all’automazione è solo una parte della risposta a una trasformazione molto più profonda. La Cina dovrà combinare innovazione industriale, riforme strutturali del welfare e politiche familiari capaci di creare condizioni più favorevoli per le nuove generazioni.