video suggerito
video suggerito

Macron ha citato la cultura nerd ben prima dell’onda energetica lanciata oggi: tutti i riferimenti

Dal disegno di Porco Rosso alla Kamehameha con Sanae Takaichi: abbiamo ripercorso tutte le volte in cui Emmanuel Macron ha usato la cultura nerd per la sua comunicazione. Tempo fa si era mostrato con la carta del Drago Bianco Occhi Blu di Yu-Gi-Oh!.
A cura di Lorena Rao
0 CONDIVISIONI
Immagine

In occasione di una visita ufficiale in Giappone, il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron ha ricevuto in dono un disegno di Porco Rosso firmato dall’autore Hayao Miyazaki. Nello specifico, si tratta di un foglio originale utilizzato per la realizzazione del film d’animazione, la cui uscita risale al 1992. Tema centrale dell’opera è la critica alla guerra e al fascismo. "Porco Rosso oppone alla brutalità del mondo un’idea di libertà che non si lascia piegare. In un momento in cui siamo chiamati a difendere la pace, le nostre democrazie e la libertà, Porco Rosso!", ha scritto Macron sui suoi canali social per mostrare il dono ricevuto. "Grazie di cuore a Hayao Miyazaki per quest’opera, che accolgo con profonda gratitudine". Ma i momenti "nerd" di Emmanuel Macron in Giappone non terminano qui. Nella giornata di oggi, il Presidente ha scambiato un saluto in stile Dragon Ball con il primo ministro giapponese Sanae Takaichi. Entrambi mimano con le mani la kamehameha, l’onda energetica di Goku.

Due momenti dall’importante carica simbolica, che testimoniano la penetrazione dell’immaginario pop nel linguaggio politico, ma anche un coinvolgimento personale che va oltre l'incontro diplomatico. Gli episodi legati a Porco Rosso e Dragon Ball non sono semplicemente frutto del contesto che li ha ospitati – quello giapponese – ma riflettono una passione autentica di Emmanuel Macron per la cultura pop. Pensiamo, ad esempio, alla sua presenza alla Japan Expo 2025. Durante l’evento, Macron si è mescolato al pubblico partecipando con naturalezza a una kamehameha collettiva ispirata a Dragon Ball per rendere omaggio al compianto Akira Toriyama, tra sorrisi e pose da combattimento. Nel corso della manifestazione ha pure incontrato Kazuhiko Torishima, storico editor di Toriyama, ammirando da vicino alcuni disegni originali della saga, in particolare quelli legati a Majin Buu, che conserva nella sua collezione personale.

Un gesto tutt’altro che formale, che conferma come il suo amore per il manga non sia una posa istituzionale, ma un affetto di lunga data. Tale affetto è emerso anche in occasione dello Yu-Gi-Oh! World Championship 2025, ritornato in Europa dopo cinque anni di assenza. L’evento si è aperto con un video ufficiale in cui Macron ha celebrato il valore aggregativo del gioco e mostrato una carta donatagli da Konami, la casa produttrice giapponese dietro al gioco di carte.

EMMANUEL MACRON | Qui ritratto con la carta donatagli da Konami per Yu–Gi–Oh! World Championship 2025.
EMMANUEL MACRON | Qui ritratto con la carta donatagli da Konami per Yu–Gi–Oh! World Championship 2025.

E ancora. Macron ha offerto il suo sostegno anche all’industria videoludica nazionale, come nel caso di Clair Obscur: Expedition 33, il videogioco che ha reinterpretato in chiave francese la scuola giapponese dei giochi di ruolo. Grazie a questo approccio, il titolo ha infranto il record di premi vinti agli Oscar dei videogiochi, i The Game Awards, ed è diventato immediatamente una pietra miliare del panorama contemporaneo. Un successo che ha reso fiero Macron. "Un grande orgoglio per Montpellier e per la Francia" ha scritto sui social non appena appresa la notizia della nomination di Clair Obscur ai The Game Awards. "Congratulazioni al team di Sandfall Interactive. Per le future generazioni e per chi verrà dopo!".

In tutti questi casi emerge un approccio partecipativo, in cui la cultura pop diventa parte integrante del discorso identitario e culturale promosso da Macron. Uno stile che si distingue da quello adottato, ad esempio, dall’amministrazione Trump, che ha invece rafforzato il connubio tra politica e immaginario pop ricorrendo a icone videoludiche come Pokémon, Grand Theft Auto e Call of Duty . I due casi sono diversi. Come abbiamo spiegato in questa analisi la scelta di legare i video della guerra o delle deportazioni alle immagini di videogiochi segue un'altra strategia: avvicinare la violenza reale all’intrattenimento, così da depotenziarla.

Immagine
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views