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L’UE sta lavorando a un’app per verificare l’età sui social, von der Leyen: “Sarà come per le bevande alcoliche”

L’UE lancia una nuova app per la verifica dell’età, ispirata al Green Pass, per proteggere i minori dai rischi della rete. Presentata da Ursula von der Leyen, l’infrastruttura open source garantirà l’anonimato degli utenti e colmerà un importante vuoto normativo nella gestione delle piattaforme.
A cura di Niccolò De Rosa
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L'Unione Europea accelera sulla sicurezza digitale dei minori e annuncia l'arrivo di una nuova applicazione per la verifica dell'età. A comunicarlo è stata la presidente della Commissione Europea (CE), Ursula von der Leyen, che ha parlato di una soluzione imminente dopo il test che ha riguardato cinque Paesi membri, tra cui l'Italia: "La nostra app europea per la verifica dell'età è tecnicamente pronta e sarà presto disponibile per i cittadini". Uno strumento pensato per colmare un vuoto normativo e tecnologico che, finora, ha lasciato alle piattaforme online un margine troppo ampio nella gestione dell'accesso dei minori.

Come funzionerà la nuova applicazione

L'applicazione sarà ispirata al modello già sperimentato durante la pandemia e consentirà agli utenti di dimostrare la propria età in modo semplice e sicuro. "Proprio come i negozi chiedono un documento d'identità a chi acquista bevande alcoliche", ha spiegato la presidente. Dopo il download, sarà sufficiente configurarla con un documento ufficiale e utilizzarla per accedere ai servizi online.

Come in Italia abbiamo già potuto sperimentare con la querelle relativa ai sistemi di age verification per l'accesso ai siti per adulti, la privacy sarà ovviamente un punto decisivo per questa nuova infrastruttura digitale. "Gli utenti dimostreranno la propria età senza rivelare altre informazioni personali" ha rassicurato von der Leyen, precisando che gli utenti non dovranno rivelare informazioni personali per dimostrare la loro età. L'app sarà sostanzialmente anonima e funzionerà su qualsiasi dispositivo e godrà di un sistema open source che permetterà a chiunque di verificarne il codice. L'app, di cui ancora non sono stati rilevati i riferimenti tecnici, è stata già testata in Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda.

I rischi della rete per i più giovani

Alla base dell'iniziativa c'è un quadro definito "estremamente preoccupante". La Commissione richiama dati significativi: "Un bambino su sei è vittima di bullismo online" e "uno su otto è un bullo online". Le dinamiche delle piattaforme digitali, tra "scorrimento infinito", "video brevi" e contenuti personalizzati, contribuiscono ad aumentare il tempo trascorso davanti agli schermi. "Questo è tempo che non trascorrono al parco giochi con i loro coetanei", ha sottolineato von der Leyen, evidenziando anche il rischio crescente di esposizione a contenuti dannosi o a predatori online.

"Non tollereremo in alcun modo le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli" è la linea dura ribadita dalla Presidente della CE. Una linea che si allinea al clima di allerta globale nei confronti delle piattaforme che, dopo aver goduto per anni di una libertà indiscriminata, ora sono sotto la lente d'ingrandimento di governi e tribunali (Meta e Google sono appena state condannate dai giudici di Los Angeles per aver favorito la dipendenza tra i giovani) per tutelare la salute mentale e la sicurezza degli utenti. "Nell'Unione europea, i diritti dei bambini vengono prima degli interessi commerciali. E faremo in modo che ciò avvenga", ha concluso von der Leyen.

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