L’omicidio di Charlie Kirk è diventato la missione di un videogioco: il caso di GTA

“We Are Charlie Kirk”. È questo il titolo di una missione creata da alcuni utenti di GTA Online. Ambientata in un campus universitario, la sequenza chiede al giocatore di raggiungere il tetto di un edificio, impugnare un fucile da cecchino e sparare a un uomo intento a tenere un discorso pubblico. La vittima è chiaramente ispirata a Charlie Kirk. L'esponente della destra statunitense è stato ucciso lo scorso 10 settembre con un colpo d’arma da fuoco al collo durante un evento universitario a Orem, nello stato dello Utah.
Di fronte a missioni di questo tipo, la casa produttrice del gioco Rockstar Games è intervenuta per eliminare e vietare qualsiasi riferimento diretto a Charlie Kirk tramite i filtri di moderazione. Di solito, questi strumenti vengono impiegati per limitare volgarità e linguaggio offensivo ma adesso vengono estesi nel tentativo di prevenire la rielaborazione videoludica di eventi reali ritenuti sensibili. Una misura che, tuttavia, si sta rivelando tutt’altro che definitiva, dato che gli utenti di GTA Online stanno aggirando le restrizioni attraverso l’uso di nomi alterati, giochi di parole e lingue diverse dall’inglese.
GTA come strumento politico dei giocatori
Non è la prima volta che Grand Theft Auto, franchise legato a una rappresentazione estrema e satirica della criminalità, diventa un palcoscenico in cui vengono rimessi in scena fatti di cronaca. Durante le proteste di Hong Kong del 2019, ad esempio, la modalità online di GTA V si è trasformata in un campo di battaglia virtuale tra sostenitori dell’autonomia del territorio e giocatori cinesi. Coordinati attraverso piattaforme come LIHKG e Weibo, i due schieramenti hanno dato vita a scontri simbolici, con i manifestanti di Hong Kong impersonati da avatar vestiti con l’iconico outfit della protesta (mascherina ed elmetto giallo) e i giocatori cinesi nei panni delle forze di polizia.

Un fenomeno simile si è ripetuto nel 2020, in seguito all’uccisione di George Floyd e all’esplosione delle proteste del movimento Black Lives Matter. In quell’occasione, GTA è stato utilizzato da numerosi utenti per mettere in scena manifestazioni virtuali contro la brutalità della polizia statunitense nei confronti della comunità afroamericana. Oltre alla decisione simbolica di Rockstar Games di spegnere i server per due ore in segno di commemorazione, i giocatori hanno organizzato proteste pacifiche davanti alle centrali di polizia del gioco, schierandosi immobili con le mani alzate in un gesto di dissenso non violento.