La profezia sull’IA dopo la copertina del Time: “Dopo il 2025 non si torna più indietro”

La foto a cui si ispira la conosciamo tutti: è "Lunch atop a Skyscraper" scattata nel 1932 da Charles C. Ebbets a un gruppo di operai durante una pausa "sospesa" su una giovane New York ancora in fase di costruzione. Ma al posto degli operai ci sono Mark Zuckerberg di Meta, Elon Musk di xAI, Sam Altman di OpenAI, ma anche Jensen Huang di Nvida, Fei-Fei Li e Dario Amodei di Anthropic e gli altri "architetti dell'IA". Sono loro le persone dell'anno secondo la celebre copertina del Time.
O sarebbe meglio dire i protagonisti delle due copertine. Per il 2025 l'ambita copertina si è sdoppiata: oltre all'omaggio alla famosa foto degli anni '30, ce n'è un'altra in cui i titani dell'intelligenza artificiale si muovono in un'enorme impalcatura a forma delle lettere "AI". La motivazione del Time è piuttosto inequivocabile: "Per aver inaugurato l'era delle macchine pensanti, per aver stupito e preoccupato l'umanità, per aver trasformato il presente e trasceso il possibile, gli Architetti dell'IA sono la Persona dell'Anno 2025 del Time", ha annunciato la rivista newyorkese in un post su X.
La profezia del Time
È vero, di intelligenza artificiale se ne parla da un po' ormai. Da quando nel 2022 OpenAI ha lanciato ChatGPT il sospetto che qualcosa di grande e completamente nuovo stesse per accadere è venuto un po' a tutti. Ma secondo il Time la sua celebre copertina è andata agli "architetti AI" solo ora perché "il 2025 è stato l'anno in cui il pieno potenziale dell'intelligenza artificiale è emerso in tutta la sua portata, e in cui è diventato chiaro che non si tornerà indietro".
Le due copertine lo raccontano bene. L'intelligenza artificiale è oggi un enorme cantiere – proprio come era New York un secolo fa – su cui i magnati più influenti del mondo hanno deciso di puntare. Non a caso, è stato proprio nel 2025 che Nvidia, leader nella produzione di microchip per l'intelligenza artificiale, è diventata l'azienda quotata più grande al mondo nonché la prima a superare i 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione.
"Ogni settore ne ha bisogno, ogni azienda la utilizza e ogni nazione deve svilupparla" ha detto al Time il presidente Jensen Huang commentando il boom dell'intelligenza artificiale. "Stai conquistando il mondo, Jensen". Sempre secondo la rivista, con queste parole Donald Trump avrebbe commentato il suo successo in una telefonata.
Non solo, nel 2025 Zuckerberg ha anche inserito la sua intelligenza artificiale, Meta AI, su tutti i social di sua proprietà, tra cui Instagram e Facebook, oltre che su WhatsApp, l'app di messaggistica più usata al mondo.
Luci e ombre sull'IA
Ma l'articolo del Time mette anche in luce come la rapida ascesa dell'intelligenza artificiale non sia priva di ombre, zone grigie e dubbi. Per ora molti riguardano la sicurezza degli utenti, soprattutto dei più piccoli e più fragili. Sempre quest'anno ha fatto il giro del mondo la notizia della morte di Adam Raine, il ragazzo californiano di 16 anni che si è tolto la vita dopo aver trascorso mesi a parlare con il modello GPT-4o di ChatGPT, poi ritirato dall'azienda perché ritenuto troppo "accondiscendente".
I suoi genitori hanno fatto causa a OpenAI accusando la sua tecnologia di aver avuto un ruolo chiave nel suicidio del figlio, anche se OpenAI da parte sua ha negato di aver alcuna responsabilità nella morte del ragazzo. La causa legale è ancora in corso, ma i Raine non sono gli unici ad aver portato in tribunale l'azienda di Sam Altman, altre famiglie hanno accusato l'azienda di aver provocato o alimentato danni psicologici gravi, che in alcuni casi avrebbero portato perfino al suicidio.
Poi ci sono le domande sul futuro del mondo del lavoro, o meglio su quello dei tantissimi lavoratori che ora temono di perdere presto il proprio posto, sostituiti da un modello di intelligenza artificiale. Gli stessi laboratori del settore – spiga il Time -ritengono che i loro modelli entreranno presto in ogni ambito, cancellando migliaia di posti. Dario Amodei, CEO di Anthropic, stima che l'intelligenza artificiale potrebbe portare la disoccupazione fino al 20% nei prossimi anni.