La prima asta italiana dei vecchi videogiochi: a Vercelli 50 titoli battuti per quasi 70.000 euro

Per la prima volta in Europa i videogiochi da collezione escono dalla loro nicchia per appassionati e sbarcano nel circuito delle aste, venendo battuti per migliaia di euro proprio come un quadro o un'opera d'arte contemporanea. È accaduto a Vercelli con "Pop Culture #1 – Video games", asta promossa da Galleria Allegrini e Meeting Art su iniziativa di Games Market, il primo marketplace italiano interamente dedicato alla compravendita dei videogiochi. L'esperimento è servito per tastare il terreno riguardo un mercato – quello dei videogame e delle console degli '80/'90 e dei primi Duemila – che in Asia e America muove da tempo volumi di denaro di tutto rispetto. La risposta, confermano gli stessi organizzatori a Fanpage.it, è stata ottima e tutti i 50 lotti sono stati venduti per una cifra totale di 69.500 euro.
Numeri oltre le aspettative
Quello dei retrogame è un settore di collezionismo in forte ascesa. Oltreoceano, da anni, case d'asta come Heritage Auctions registrano vendite che, a fine giornata, raggiungono complessivamente svariati milioni di dollari. Emblematico il caso del 2022, quando una copia sigillata e certificata di "John Madden Football" del 1990 è stata aggiudicata per 480.000 dollari. Per la prima volta europea le cifre sono ovviamente state più contenute, ma anche i collezionisti del Vecchio Continete si sono dati battaglia a colpi di rilanci.
I top lot sono stati "Monkey Island 2", battuto a 8.900 euro, e "Indiana Jones and the Fate of Atlantis", che ha raggiunto i 5.900 euro. Curiosamente entrambi i titoli sono avventure grafiche firmate da LucasArts, la casa di produzione del padre di Star Wars, George Lucas. Dietro questi capolavori dell'arte videoludica dei primi anni Novanta ci sono il raro Shinrei Jusatsushi Taromaru, venduto a 3.500 euro, il picchiaduro "Tekken", battuto aa 2.600 euro, il fantasy "Golden Sun: L'Era Perduta" in prima stampa italiana, aggiudicato a 2.200 euro, e lo storico Metal Gear Solid a 1.600 euro. Insieme ai videogame, gli appassionati si sono contesi anche alcune console old gen. Una Sony PlayStation Scph 9002-C – uno dei modelli della primissima Playstation – è stata venduta a 2.000 euro.
Chi compra: un pubblico maturo e desideroso di rivivere i titoli dell'infanzia
Un elemento rilevante emerso dall'asta riguarda il profilo dei partecipanti, i cosiddetti "bidder", come si dice in gergo. Per l'asta di Vercelli sono stati 18, quasi esclusivamente uomini over 40. Un dato che, come sottolineato a Fanpage.it da un referente della Meeting Art, mostra chiaramente come i più interessati a questo mercato siano proprio gli adulti cresciuti giocando con i cabinati e le prime console e che ora dispongono delle possibilità economiche per aggiudicarsi quei titoli che hanno scandito i pomeriggi della loro infanzia.
La partecipazione si è svolta prevalentemente online, con 15 offerenti collegati da remoto e tre presenti in sala. La maggior parte dei bidder era italiana, ma all'asta hanno partecipato anche francesi e tedeschi. Molti lotti sono stati venduti dopo feroci gare al rialzo, tanto che sono state registrate 120 offerte complessive con una media di 4,8 rilanci per lotto.
L'ingresso nel circuito delle aste ufficiali contribuisce ad allineare il collezionismo videoludico alle dinamiche già consolidate nel mercato dell'arte, fondate su certificazioni, standard qualitativi e canali regolati. Del resto, era solo questione di tempo: dopo il boom milionario delle carte Pokémon, anche il commercio dei videogame retrò ha iniziato a farsi spazio in Europa.