La Casa Bianca posta la foto di un’attivista disperata, ma è un falso: perché le lacrime sono state aggiunte

La fotografia di una manifestante che ha preso parte a una protesta contro le azioni dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) è diventata un caso nazionale che ha messo in imbarazzo la Casa Bianca. Sull'account ufficiale X della sede presidenziale è stata pubblicata l'immagine di Nekima Levy Armstrong, attivista e avvocata per i diritti civili, ritratta in lacrime mentre viene portata via dagli agenti. Uno scatto che, però, non documenta fedelmente quanto accaduto: la foto è stata infatti modificata digitalmente, trasformando la scena in una rappresentazione della disperazione degli oppositori, contrapposta alla linea dura dell'amministrazione Trump.
L'arresto durante la protesta in chiesa
Armstrong è stata arrestata ieri, giovedì 22 gennaio, a St. Paul, in Minnesota, insieme ad altre due persone, in relazione a una manifestazione che aveva interrotto una funzione religiosa. I dimostranti erano entrati in chiesa per contestare uno dei pastori della comunità, accusato di essere anche il responsabile operativo locale dell'ICE. La notizia degli arresti è stata rilanciata in mattinata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi attraverso i suoi profili social.
Poco dopo l'annuncio, alle 10.21, la segretaria per la Sicurezza interna Kristi Noem ha poi pubblicato su X una fotografia del momento dell'arresto dell'attivista. Nell’immagine Armstrong appare vestita di nero, ammanettata e accompagnata da un agente con il volto oscurato. Il suo atteggiamento è composto, l'espressione del viso neutra, priva di segni evidenti di una qualche tensione emotiva.
Prima di proseguire è bene ricordare chi è Kristi Noem. Madre di quattro figli ed ex-governatrice del South Dakota, Noem è una fedelissima di Trump, per nulla nuova a posizioni estreme e dichiarazioni incendiarie, come quando nella sua biografia raccontò di aver sparato al proprio cane perché "impossibile da addestrare". Insomma, non proprio il tipo di personalità politica che modificherebbe apposta un'immagine per edulcorarla o renderla meno emotiva.
La versione della Casa Bianca
Circa mezz'ora più tardi, però, sul profilo ufficiale di X della Casa Bianca compare un'altra immagine dello stesso arresto. La scena sembra identica, ma il volto di Armstrong appare trasformato. La donna ora è immortalata mentre piange disperata, con il volto contratto e lacrime evidenti. La foto viene accompagnata da una dura didascalia che la definisce una "agitatrice dell'estrema sinistra" e viene rilanciata anche da figure di primo piano dell’amministrazione.

Le prove della manipolazione
Alla luce di una simile discordanza (subito fatta notare da diversi utenti sotto al post), diversi giornali hanno provato a eseguire un'analisi comparativa delle due immagini, mostrando come effettivamente si tratti dello stesso identico scatto. Gli agenti coincidono perfettamente, così come lo sfondo e la posizione di altre persone presenti sulla scena. L’unica differenza significativa riguarda il volto di Armstrong, che secondo le ricostruzioni di note testate come il The Guardian o la CBS News, non può che essere stato modificato digitalmente. Stando agli esperti di analisi forense interpellati, l'intervento potrebbe essere stato effettuato con strumenti di intelligenza artificiale, anche se la tecnica utilizzata non è stata dichiarata.
La risposta ufficiale e la strategia dei meme
Interpellata sulle modifiche, la Casa Bianca non ha smentito l’alterazione dell’immagine. La risposta è arrivata indirettamente, attraverso un post del vice direttore della comunicazione Kaelan Dorr, che ha provato a ridimensionare l'accaduto definendo la foto un semplice "meme".
"Ancora una volta, per le persone che sentono il bisogno di difendere istintivamente gli autori di crimini efferati nel nostro Paese, condivido con voi questo messaggio: l'applicazione della legge continuerà. I meme continueranno. Grazie per l'attenzione"
Insomma, per la Casa Bianca non ci sono state né contraffazioni né tentativi di ingannare l'opinione pubblica: era un semplice scherzo che è subito stato manipolato dalla solita opposizione infida e priva di umorismo. Un po' difficile da credere, anche perché non è la prima volta che Donald Trump rilancia contenuti manipolati, come quando nel 2020 attribuì alla CNN un video fake come prova della manipolazione dei media contro la sua persona.
Il contesto delle proteste
L’arresto di Armstrong si inserisce in un clima di forte tensione nel Minnesota, dove nelle ultime settimane si sono moltiplicate le manifestazioni contro l'ICE dopo l'uccisione di una donna durante un intervento degli agenti. Armstrong, già presidente della NAACP di Minneapolis, è accusata di aver orchestrato la protesta e rischia un’incriminazione federale, anche se un giudice ha respinto la richiesta di custodia cautelare.