video suggerito
video suggerito

Il videogame che inizia dopo un Lunamoto, un terremoto lunare: com’è stata la nostra prova di Pragmata

Il nuovo gioco di Capcom unisce spazio, IA e rapporto padre-figlia in un’avventura delicata e coinvolgente che però non osa mai davvero fino in fondo. Certo, questo titolo ha comunque il merito di rinnovare il panorama videoludico. Pragmata è disponibile per PS5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.
A cura di Lorena Rao
0 CONDIVISIONI
Immagine

Quando è arrivato il codice d’anteprima di Pragmata, il nuovo videogioco dallo studio di Resident Evil, era in corso la missione Artemis II. Il che, a ripensarci, è molto evocativo: la schermata iniziale del gioco mostra la Terra vista dalla Luna, che appare piccina, avvolta dal buio, in contrasto col suolo argenteo del nostro satellite. Un’immagine simile alla foto scattata dalla navetta Orion il 10 aprile scorso. Una suggestione di come i videogiochi riescano a incarnare i sogni e le paure della società. Perché Pragmata parla di spazio, di intelligenza artificiale, di corporativismo, anche se poi non riesce ad andare fino in fondo nelle sue riflessioni. Ma andiamo con ordine.

Protagonista del titolo action-adventure di Capcom è Hugh Williams, un ingegnere spaziale mandato sulla Luna assieme ad altri colleghi per indagare sul malfunzionamento di un avamposto industriale della Delphi, un’azienda privata. Tra le sale della stazione regna silenzio e solitudine. Poi l’imprevisto: un lunamoto. Il terreno si spacca, le luci diventano rosse in segno di allarme. Alcuni compagni di Hugh vengono travolti dai crolli e dalla pressione esterna. Ma non è tutto: a causa dello smottamento del terreno, l’intelligenza artificiale che regola l’avamposto diventa ostile, eliminando gli ultimi sopravvissuti. Resta solo Hugh, disperato.

Per fortuna in suo soccorso giunge Diana, una bambina fuori dal comune. Ha dei grandi occhi chiari, una lunga chioma bionda e un incontenibile entusiasmo per tutto ciò che è nuovo. Classico dei bambini. Fin qui nulla di strano. A rendere particolare Diana, tuttavia, è la sua natura: di bimba ha solo la forma esterna, perché in realtà è un’intelligenza artificiale di supporto, capace di hackerare e interagire digitalmente con gli spazi dell’avamposto Delphi. Incuriosita da Hugh decide di aiutarlo nella sua missione di contattare la Terra per richiedere soccorso. Inizia così un viaggio lunare tra robot e IA ostili, hacking, ma anche teneri momenti che omaggiano il nostro pianeta come luogo di sentimenti, di ricordi, di colori e di vita. In un’unica parola, di umanità.

PRAGMATA | L’ambientazione offre scorci vari grazie al pretesto della lunite, un minerale lunare che permette di riprodurre qualsiasi cosa, città come New York comprese.
PRAGMATA | L’ambientazione offre scorci vari grazie al pretesto della lunite, un minerale lunare che permette di riprodurre qualsiasi cosa, città come New York comprese.

Il gameplay: come si gioca a Pragmata

Quello della coppia è un tema ricorrente all’interno del panorama videoludico recente. Attenzione, coppia intesa non come amanti, ma come padre-figlia. Da BioShock 2 a The Last of Us, nell’ultimo quindicennio i videogiochi hanno utilizzato questo espediente narrativo (e interattivo) per evidenziare i contrasti tra le due parti fino ad arrivare all’equilibrio. Una sperimentazione che si ricollega anche al pubblico di riferimento videoludico, ossia gamer uomini oggi padri, cresciuti con i videogiochi. Che poi è il motivo per cui i videogiochi sono pieni di figure paterne e meno di figure materne, come abbiamo già analizzato in questo articolo. Tornando a Pragmata, la razionalità adulta di Hugh si contrappone alla curiosità fanciullesca di Diana, innescando scene e scambi di battute di grande dolcezza e empatia. E questo succede pur conoscendo sin da subito la natura artificiale della bambina. Tale contrasto regola anche il gameplay, piuttosto strutturato ma comunque immediato.

Diana infatti può hackerare i nemici che popolano l'avamposto lunare, mentre Hugh ricorre alla forza bruta delle armi. Nasce così un flusso di gameplay molto dinamico, fatto di minigiochi di tasti, sinergia di armi e attacchi, schivate e salti. All’inizio questo approccio potrebbe far sentire sopraffatti, ma dopo aver preso familiarità, si entra in quel flow tipico del gergo videoludico, tutto sommato appagante ma che osa poco nella varietà. A rallentare il ritmo incalzante di combattimenti ed esplorazione, il rifugio di Hugh e Diana. Un luogo di pace, che accoglie reperti della Terra da mostrare, come giostre, pennarelli colorati e altro ancora. Un piccolo spaccato di umanità, durante il quale poter giocare a nascondino, correre, ma anche potenziare il proprio equipaggiamento. Insomma, Pragmata riesce a fondere due anime contrapposte, che sia dei protagonisti o del gameplay, in modo molto delicato.

PRAGMATA | Per abbattare i nemici, bisogna indebolirli con l’hacking di Diana tramite un minigioco di tasti, mentre Hugh può attaccarli a viso aperto con le armi.
PRAGMATA | Per abbattare i nemici, bisogna indebolirli con l’hacking di Diana tramite un minigioco di tasti, mentre Hugh può attaccarli a viso aperto con le armi.

Cosa manca a Pragmata: la nostra recensione

Il risultato finale è un titolo che coinvolge, intenerisce, capace di costruire un legame autentico tra i protagonisti e chi gioca. Eppure, proprio quando sembra sul punto di affondare davvero il colpo, Pragmata si ritrae. Sfiora temi enormi, come l’autonomia delle IA, l'impatto dei robot sul lavoro umano, la solitudine dello spazio, ma senza mai lasciarsi attraversare fino in fondo da essi. È una scelta precisa, che restituisce un’esperienza piacevole, curata, ma anche trattenuta. Alla fine, ciò che resta è un viaggio delicato, fatto di piccoli momenti e di una relazione che funziona, ma che raramente si imprime nella memoria con forza. E forse è proprio questo il paradosso di Pragmata: racconta un futuro dominato dalla tecnologia, ma è quando guarda all’umanità più semplice che riesce davvero a brillare.

Forse, a volte, basta anche questo. Soprattutto se pensiamo allo stato attuale dell'industria videoludica, sempre più legato a sequel e rimasterizzazioni delle vecchie icone a discapito di nuove storie, personaggi e trovate di gameplay. Pragmata riesce nonostante tutto ad arricchire in modo creativo il mondo dei videogiochi. Dopotutto, il milione di copie vendute pochi giorni dopo il lancio è la dimostrazione che il pubblico ha bisogno di nuove idee, non per forza rivoluzionarie.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views