Il finto assegno di Amazon Prime per sottrarre soldi e dati personali: come funziona la nuova truffa

Un assegno apparentemente autentico, addirittura consegnato a mano, che promette un rimborso da parte di Amazon Prime. In alternativa si potrebbe anche procedere in via telematica. Qui scatta la duplice trappola per il malcapitato che rischia di vedersi sottratti soldi e dati personali. È questa la nuova truffa segnalata nel Modenese e denunciata da Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) che ha visto come vittima una donna residente a Formigine. Secondo gli addetti ai lavori questa operazione fraudolenta appare particolarmente subdola perché unisce le caratteristiche del phishing con le più classiche tecniche dell'inganno "porta a porta".
Come funziona la truffa dell'assegno di Amazon
Come la stessa donna ha raccontato agli inquirenti, l'elemento più insidioso della truffa risiede nella sua credibilità. La vittima si è infatti vista recapitare da parte di un giovane ben vestito una busta contenente un assegno e una lettera che citava un'azione legale avviata dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense contro Amazon e che darebbe diritto a molti clienti a ottenere un rimborso di 51 dollari. Nella missiva veniva anche indicata la data del 28 aprile 2026 come scadenza per ottenere il rimborso e una lista di indicazioni per ricevere il denaro tramite PayPal.
In effetti la causa citata dalla lettera esiste davvero. Si tratta di un accordo raggiunto dall'amministrazione Trump con Amazon.com Inc riguardo la violazione del Restore Online Shopper's Confidence Act, una legge che protegge i consumatori online da pratiche di fatturazione ingannevoli. Anche la banca che sull'assegno figura come l'emittente del titolo di credito esiste, così come è fedele all'originale il timbro che certifica la spedizione internazionale. Il problema è che tale provvedimento che vale solo per i cittadini degli USA. Tutti questi elementi, uniti alla consegna a mano da parte di un giovanotto dall'aspetto rassicurante, spingono a credere che sia tutto vero.
Cosa succede dopo aver ricevuto il denaro
Per sua fortuna, la donna di Formigine si è insospettita e ha subito informato le autorità, senza cercare di incassare i 51 dollari promessi. Qualora non si fosse accorta dell'inganno i rischi sarebbero stati due.
Dopo aver depositato il titolo in banca, la vittima si sarebbe vista accreditare la somma, mentre la banca avrebbe avviato le consuete verifiche. A quel punto i truffatori si sarebbero fatti vivi denunciando un presunto errore nell'assegnazione del rimborso, chiedendo (e ottenendo) la restituzione del denaro. A quel punto, mentre i malviventi spariscono con i soldi, la banca potrebbe rivalersi sul cliente per chiedere di ridare i 51 dollari che a suo tempo aveva accreditato.
Il secondo pericolo riguarda invece il link di PayPal. Se la vittima "ci casca" e utilizza le indicazioni della lettera per ottenere il rimborso, ecco che si concretizza il più classico scenario del phishing, ossia quella frode informatica nella quale i truffatori si fingono enti o persone sulle quali la vittima può fare affidamento. Accedendo al link i malintenzionati possono infatti mettere le mani su credenziali e dati personali della persona, i quali potranno essere usati per prosciugare conti o perpetrare altre truffe.
Come difendersi dalla truffa dell'assegno di Amazon
L'elemento più inquietante di questa nuova forma di truffa è che i criminali erano riusciti ad avere nome e indirizzo della donna per poter effettuare la consegna a mano e dare un'ulteriore elemento di credibilità al proprio inganno. Le autorità hanno quindi ricordato la necessità di mantenere la massima allerta per qualsiasi comunicazione che riguardi movimenti di denaro o la richiesta di informazioni o dati sensibili.
In particolare è bene non incassare mai assegni di dubbia provenienza, mai cliccare su link allegati a comunicazioni non verificate (soprattutto se inviate via WhatsApp) e non fornire mai a sconosciuti dati personali o riferimenti bancari.