Il dottore di Epstein, aura, cellule epatiche e ragazze dolci: abbiamo letto le mail con Deepak Chopra

Giugno 2025, Beverly Hills. Nella luce viola e azzurra della sala conferenze del Milken Institute, tra magnati della finanza e filantropi tecnologici, Deepak Chopra parla di coscienza e benessere. Da decenni incarna una forma di misticismo compatibile con la Silicon Valley: meditazione come strategia di leadership, consapevolezza come vantaggio competitivo. Chopak è un medico, uno dei principali promotori della medicina integrativa – che combina pratiche convenzionali e approcci alternativi. Sul suo sito si definisce “esploratore della coscienza” e pioniere nel campo del benessere olistico. È il guru delle star di Hollywood, dei tech bro di Wall Street, ed è anche un caro amico di Jeffrey Epstein. Il suo nome, infatti, è presente nei registri dei contatti e nella corrispondenza del finanziere. La presenza, da sola, non prova nulla. Ma le carte raccontano una relazione che si è protratta nel tempo.
Dal 2016 al 2019 i due uomini si scrivono con frequenza. Le conversazioni oscillano tra il metafisico e il mondano: teorie sulla natura della realtà, progetti per applicazioni dedicate all’ “aura”, ipotesi di finanziamento, commenti su conoscenti comuni, allusioni a viaggi e a “ragazze”. Il tono cambia di registro con disinvoltura, come accade nelle amicizie che si muovono tra affari e confidenze. È da questo scambio di mail, bonifici e discorsi sulle cellule epatiche come flussi nel tempo che prende forma una storia più complessa.

Il guru del benessere: chi è Deepak Chopra
Chopra è un nome grosso nell'universo del benessere e della medicina integrativa. È diventato famoso per aver integrato nella cultura occidentale concetti legati alla connessione tra mente, corpo e spirito. Di formazione è medico, ma sul suo sito ufficiale si definisce un “Consciousness Explorer and a world-renowned pioneer in integrative medicine and personal transformation” — cioè un esploratore della coscienza e pioniere nella medicina integrata e nella trasformazione personale.
Ha scritto decine di libri – molti dei quali bestseller internazionali – dove parla di spiritualità, neuroscienze, fisica quantistica e meditazione, con un linguaggio divulgativo. Nel corso degli ultimi trent’anni è stato tra i principali promotori di pratiche come meditazione, yoga e Ayurveda, contribuendo a rendere mainstream una visione della salute che va oltre l’assenza di malattia e si concentra sull’equilibrio olistico di corpo e mente. Chopra aveva amici ad Hollywood, a Wall Street, nella Silicon Valley, e nella sua lista dei contatti compare anche Jeffrey Epstein.

I messaggi tra Epstein e Chopra: ragazze, viaggi e XO XO
Le mail esaminare mostrano un rapporto stretto. Chopra ed Epstein si sarebbero incontrati più volte, nella casa a New York del finanziere, nella sua residenza in Florida e nel suo appartamento di Parigi. Anche il tono dei messaggi è intimo. Chopra saluta con formule affettuose come “Love” o “XO”, e scrive: “Sono profondamente grato per la nostra amicizia”.
In alcune mail il tono è ambiguo. Chopra più volte ha invitato Epstein a partecipare a viaggi o workshop, suggerendo di portare con sé le sue “ragazze”. Non è chiaro a chi si riferisse l’espressione né se questi inviti siano stati accettati. Non mancano battute su donne e conoscenti comuni, apprezzamenti su "bellissime donne arabe" e pareri su "ragazze molto dolci".

In una mail inviata nel 2017 Epstein chiama Chopra "un predatore". Il medico risponde: “Non sono un predatore, solo un amante”. In un altro passaggio, il finanziere chiede a Chopra di trovargli “una bionda israeliana carina”. Tutto questo dopo che Epstein si era dichiarato colpevole nel 2008 per aver adescato una minorenne.

Affari, tecnologia e aura: i progetti "spirituali" di Epstein
Il rapporto tra Chopra ed Epstein, stando ai documenti, non si limitava a uno scambio di idee o a una frequentazione personale. Nelle mail si parla anche di lavoro e soldi. Nel 2017 la Chopra Foundation ricevette un assegno da 50.000 dollari da “Gratitude America”, una delle entità filantropiche riconducibili a Jeffrey Epstein. Nei file il contributo risulta destinato a iniziative di ricerca scientifica legate alle attività della fondazione.

Nello stesso periodo, Chopra e il suo collaboratore Poonacha Machaiah coinvolsero Epstein anche in un progetto imprenditoriale: il lancio di Jiyo, una piattaforma digitale dedicata al benessere. Nelle mail chiedono a Epstein consigli strategici e, soprattutto, contatti nel settore assicurativo. Il finanziere si offrì di presentare il progetto ai vertici di alcune tra le maggiori compagnie, ipotizzando un possibile sviluppo nell’ambito delle polizze sanitarie e dei servizi di prevenzione.

In realtà già nel 2016, era stato lo stesso Epstein a proporre a Chopra di sviluppare un’app incentrata sull’“aura”, immaginando – come scrive in una mail – che “ogni donna abbia bisogno di un misuratore di bontà”. Chopra rispose con entusiasmo formale: “Sono al tuo servizio per qualsiasi avventura. Se dovessimo realizzare un’app sull’aura, dovrebbe essere supportata dalla teoria emergente della scienza del biocampo…”. Il riferimento è alla corrente controversa che ipotizza l’esistenza di campi energetici del corpo umano, che non ha mai trovato riscontro nella comunità scientifica.

Il peso delle frequentazioni
Chopra ha messo le mani avanti prendendo sin da subito le distanze da Epstein. In un post pubblicato su X ha scritto: "Sono profondamente addolorato per la sofferenza delle vittime in questo caso e condanno inequivocabilmente l'abuso e lo sfruttamento in ogni sua forma. Voglio essere chiaro: non sono mai stato coinvolto, né ho partecipato ad alcuna condotta criminale o di sfruttamento. Qualsiasi contatto che ho avuto è stato limitato e non correlato ad attività abusive. Sono emersi alcuni scambi di email passati che riflettono un tono poco giudizioso. Me ne rammarico e capisco come possano essere interpretati oggi, dato ciò che era pubblicamente noto all'epoca. Il mio obiettivo rimane quello di sostenere la responsabilità, la prevenzione e gli sforzi che proteggono e sostengono le vittime".
Al di là delle responsabilità penali – che non lo riguardano – la vicinanza documentata con una delle figure più controverse degli ultimi decenni solleva interrogativi su un ecosistema dove finanza globale, filantropia, tecnologia e spiritualità si sfiorano e spesso si sovrappongono.