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Intelligenza artificiale (IA)

Il caso Cittadino Zero, il volto che non esiste: chi è la nuova voce della destra italiana

Cittadino Zero ha 35.000 follower su Instagram. I suoi video vengono ricondivisi nel profilo ufficiale della Lega. Parla di attualità e di politica. Dice di essere “il primo avatar che difende i valori dell’Occidente”. Non è chiaro chi ci sia dietro di lui.
A cura di Valerio Berra
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Capelli biondi, forse ossigenati. Occhi azzurri. Maglietta bianca. Cittadino Zero potrebbe avere circa 20 anni. Su Instagram ha 35.000 follower. Nella bio scrive “Coscienza reale in un corpo virtuale”. Dopo qualche secondo di un suo qualsiasi video si capisce meglio. È un avatar, fatto anche abbastanza bene. La sua voce e il suo volto sono creati con l’intelligenza artificiale.

È un progetto dichiarato, almeno nella biografia. Su YouTube si legge “il primo avatar che difende i valori dell’Occidente”. Certo, un utente distratto che se lo ritrova all’improvviso sul feed di Instagram potrebbe fare fatica a capire cosa ha davanti. Cittadino Zero è solo la versione creata con l’intelligenza artificiale di un genere ormai definito.

L’ecosistema dei creator di destra

La galassia è abbastanza popolata. Negli ultimi anni ci sono media e creator vicini alla destra che offrono variazioni dello stesso contenuto. Video brevi su social verticali, soprattutto Instagram e TikTok. Notizie, opinioni e commenti che seguono la linea della destra. Attacchi mirati verso politici o giornalisti considerati nemici. Tutti indistintamente definiti come “comunisti”. C’è anche una nota in più. Questi profili spesso non si dichiarano affiliati a reti o partiti. Si presentano tutti come indipendenti. È il caso di Esperia, media company analizzata in un’inchiesta di Irpi Media e una di Report. È il caso di Siete dei Poveri Comunisti, ormai presenza fissa ad Atreju.

Cittadino Zero non solo fa parte di questo universo ma è già intrecciato con loro. Solo nelle ultime settimane ha pubblicato due video in collaborazione con Esperia. Ma c’è di più. Uno dei suoi video è stato direttamente ripubblicato sul profilo della Lega. Si tratta di un contenuto sulla morte di Quentin Deranque, attivista francese ucciso da un gruppo di attivisti di estrema sinistra. Anche il feed delle storie Instagram è allineato. Piccolo elenco delle ultime ore: video di Giorgia Meloni sul referendum per la giustizia, post di Nicola Porro, video di Welcome To Favelas, meme sull’Askatasuna, video dell’account SeFossiAmericanoVotereiTrump e video di Daniele Capezzone.

Ah, ovviamente il referendum. Come ha sottolineato il Fatto Quotidiano, Cittadino Zero è per il Sì al referendum con tanto di cartello: “Sono una persona perbene e voto Sì”. Nuovo slogan della campagna ripreso dalle parole di Nicola Gratteri. Il volto quindi ormai è noto. Anche se non è chiaro chi ci sia nato. Chi lo ha creato? Come ha fatto a ottenere così credito da finire sulle pagine di partiti di governo?

La vecchia passione della destra per l’intelligenza artificiale

Certo. Creare un profilo con un avatar digitale non è una strategia nuova per i social. Già alla fine del 2023 era spuntata sui social italiani Rebecca Galani, modella virtuale attualmente dispersa. Eppure non è difficile lanciare una certa attenzione dei politici di destra alle campagne di comunicazione basate sull’intelligenza artificiale.

Nel novembre del 2024 il quotidiano britannico The Guardian aveva dedicato un reportage sul tema:How the far right is weaponising AI-generated content in Europe. I giornalisti Ben Quinn e Dan Milmo hanno passato in rassegna le campagne di comunicazione dei partiti di destra e di estrema destra europea. Era l’anno delle elezioni per il Parlamento Europeo.

Gli esempi in Italia non mancavano. Nel maggio del 2024 avevamo analizzato un post pubblicato da Matteo Salvini. Lui, o meglio il suo team, aveva usato l’intelligenza artificiale per creare l’immagine di un uomo con una gravidanza contrapponendolo alla foto di una famiglia composta da uomo, donna e bambini. Anche lì l’uso dell’intelligenza artificiale non era dichiarato.

Oggi è più difficile distinguere le immagini create da questi algoritmi. Gli strumenti di intelligenza artificiale fanno parte della tavolozza di molti grafici. Vengono usati al posto di Photoshop per creare sfondi, aggiungere elementi o modificare elementi. Certo, una certa propensione all'uso dell'IA per creare scene inventate partendo dalla cronaca si vede ancora.

Giusto nell'ultima settimana il profilo della Lega ha pubblicato l'immagine di un ragazzo di colore con la bocca spalancata, delle forbici in mano e la maglietta sporca di sangue. Non solo l'immagine dell'uomo non ha molto a che fare con quelle emerse dalla cronaca ma pure la razza del cane è sbagliata. Non solo. Da nessuna parte si legge che è stata usata l'intelligenza artificiale.

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