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Hacker iraniani violano la mail del capo dell’FBI, Kash Patel: “È questa la sicurezza degli USA?”

Un gruppo di hacker iraniani ha violato la posta personale del direttore Kash Patel. Il gruppo Handala ha pubblicato foto private e documenti con un comunicato-beffa per farsi gioco del sistema di sicurezza statunitense.
A cura di Niccolò De Rosa
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Un gruppo di hacker iraniani si è introdotto nella casella di posta elettronica personale del direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI), Kash Patel, e ha pubblicato su Internet foto e documenti personali per farsi beffe del sistema di intelligence statunitense. Il clamoroso gesto è stato compiuto dal gruppo di cyber-attivisti Handala Hack Team e le immagini private del direttore Patel sono state diffuse oggi 27 marzo insieme a un breve testo che si fa beffe dell'inefficienza di quella che un tempo era l'agenzia di sicurezza più famosa del mondo.

"Kash Patel, l'attuale capo dell'FBI, il cui nome un tempo campeggiava con orgoglio sulla sede centrale dell'agenzia, ora si ritrova nella lista delle vittime di un attacco informatico andato a buon fine. I cosiddetti sistemi ‘impenetrabili' dell'FBI sono stati messi in ginocchio in poche ore dal nostro team", si legge nel comunicato. "Tutte le informazioni personali e riservate di Kash Patel, incluse email, conversazioni, documenti e persino file classificati, sono ora disponibili per il download pubblico".

L'attacco hacker che imbarazza l'intelligence USA

L'attività del gruppo è nota dai tempo ai servizi segreti americani. Secondo una nota del Dipartimento di Giustizia ripresa da Reuters, Handala è uno dei diversi pseudonimi utilizzati da un'unità di hacker che opera sotto il Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza iraniano (MOIS) nell'ambito delle operazioni di guerra psicologica dell'agenzia. A metà marzo il gruppo aveva colpito un colosso di servizi medici del Michigan, la compagnia Stryker, come rappresaglia per il raid contro la scuola di Minab, in cui hanno perso la vita almeno 175 persone, perlopiù giovani studentesse. In quell'occasione gli hacker avevano cancellato dati da oltre 200.000 dispositivi aziendali e sequestrato circa 50 terabyte di informazioni. Una mossa che aveva spinto il governo a mettere una taglia da 10 milioni di dollari per la cattura del gruppo.

Questa volta Handala ha invece colpito personalmente uno dei vertici del sistema di spionaggio e sicurezza interna. Su Internet sono finite foto di Patel mentre annusa e fuma sigari, fa le smorfie davanti a uno specchio o posa in shorts di fianco a una decappottabile, come il più classico dei papà boomer. A parte l'indirizzo mail personale di Patel, il catalogo di foto trafugate non contiene nulla di particolarmente compromettente, ma la violazione rappresenta comunque uno smacco per il sistema di cybersecurity dell'FBI. Lo stesso Dipartimento di Giustizia è stato costretto a confermare sia l'autenticità del materiale, sia la violazione dell'account di Patel.

Secondo quanto riporta la CNN, poche settimane dopo la sua nomina a capo dell'FBI, Patel fu informato che alcune delle sue comunicazioni personali erano state intercettate. Le foto sembrano risalire al periodo tra il 2011 e il 2012. Non sono ancora state rese note le modalità con cui gli hacker sono riusciti a "bucare" la posta elettronica di Patel.

La beffa del comunicato

Nella nota allegata alla pubblicazione delle immagini, il gruppo Handala ha deciso di battere sul tasto dell'umiliazione per accentuare il tono propagandistico dell'operazione

"Questa è la sicurezza di cui si vanta il governo degli Stati Uniti?! Questo è il gigante della sicurezza informatica che pensa che minacce e tangenti possano mettere a tacere la voce della resistenza? Al mondo intero, dichiariamo: l'FBI è solo un nome, e dietro questo nome non c'è una vera sicurezza. Se il vostro direttore può essere compromesso così facilmente, cosa vi aspettate dai vostri dipendenti di livello inferiore?".

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