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Intelligenza artificiale (IA)

Gli esseri umani creati dai computer ci eccitano più delle persone reali? I risultati dello studio

La semplice convinzione che un’immagine fosse stata generata dall’intelligenza artificiale (anche se reale) è stata sufficiente per ridurre l’eccitazione. Eppure i ricercatori hanno spiegato che gli uomini riescono più facilmente ad abituarsi alle foto delle donne create con l’IA.
A cura di Elisabetta Rosso
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C'è già chi investe nel mercato del porno artificiale, le modelle sintetiche su Instagram accumulano follower e i sexy bot vengono programmati per soddisfare ogni desiderio erotico. Ci sono robot del sesso iperrealistici con capezzoli, peli pubici e labbra personalizzabili, a un prezzo di partenza di 7.999 dollari e pornostar create da un software su OnlyFans. Ma ci eccitano davvero? Questa domanda se l'è fatta un team di scienziati italiani e finlandesi. Il loro studio, pubblicato sulla rivista Cognition and Emotion "analizza l'impatto delle immagini generate con l'intelligenza artificiale sull'eccitazione umana", spiegano i ricercatori.

"La tecnologia sta avanzando ed è in grado di creare immagini sintetiche indistinguibili da quelle reali, è urgente capire se credere che un'immagine sia reale o meno abbia qualche importanza sui fenomeni affettivi come l'eccitazione sessuale", si legge nello studio. “In particolare, volevamo rispondere alla domanda: le immagini ritenute generate artificialmente sono in grado di suscitare lo stesso livello di eccitazione di quelle reali, o queste ultime mantengono ancora una marcia in più in questo senso?” hanno raccontato a PsyPost gli autori dello studio Alessandro Demichelis e Alessandro Ansani. 

I risultati dello studio

I ricercatori hanno condotto due test. Prima hanno mostrato immagini di donne e uomini in costume da bagno o lingerie, alcune reali, altre generati con l'intelligenza artificiale. Hanno chiesto ai partecipanti di "esprimere il livello di eccitazione per ogni fotografia" e poi indovinare se l'immagine era stata realizzata con l'intelligenza artificiale. Ne secondo test, invece, hanno mostrato di nuovo le immagini, contrassegnate però da etichette per segnalare i contenuti sintetici. 

In entrambi i casi hanno notato come "la percezione dell'autenticità" giocasse un ruolo importante per l'eccitazione sessuale delle donne e degli uomini che hanno partecipato allo studio. "Tuttavia, abbiamo anche scoperto che gli uomini riuscivano più facilmente ad abituarsi alle foto delle donne create con l'intelligenza artificiale. Le immagini false sono in grado di generare eccitazione, soprattutto negli uomini, ma in misura inferiore", hanno spiegato Demichelis e Ansani.

Immagini false che sembrano vere

“Le immagini generate dall’intelligenza artificiale sono qui per restare e, come ogni progresso tecnologico, offrono sia opportunità che pericoli”, hanno spiegato i ricercatori. “I nostri risultati mostrano che i contenuti sintetici non sostituiranno il mondo “reale”. La semplice convinzione che un’immagine fosse stata generata dall’intelligenza artificiale (anche quando non lo era) è stata sufficiente per ridurre l’eccitazione. Sembra quindi che preferiamo ancora eccitarci con immagini reali", o che sembrano tali.

L'unica vera discriminante è la percezione, e ora sta diventando sempre più difficile distinguere i contenuti realizzati con l'IA. Lo ha dimostrato il caso Emily Pellegrini, la modella IA infatti è stata contattata su Instagram da calciatori e lottatori di Mma che, non sapendo fosse artificiale, le hanno chiesto di uscire. 

"I nostri risultati si basano sulla convinzione dell'autenticità, non sull'autenticità stessa. E infatti gli uomini e le donne che hanno percepito semplicemente come false immagini che erano reali, le hanno comunque trovate meno eccitanti", si legge nello studio. "Quindi, è necessario assicurarsi che gli utenti percepiscano come reali le immagini che sono effettivamente reali, riconoscendo come false quelle generate artificialmente, una precondizione che attualmente non è soddisfatta".

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