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Cosa fare se hai uno Spid Poste e non vuoi pagarlo da febbraio

Dalle alternative gratuite allo SPID alla Carta d’Identità Elettronica: cosa fare per continuare ad accedere ai servizi pubblici senza pagare un canone.
A cura di Elisabetta Rosso
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A partire dal 1° gennaio 2026, Poste Italiane ha introdotto un canone annuale per il servizio SPID PosteID, segnando una svolta significativa per milioni di utenti che fino a oggi avevano utilizzato l’identità digitale senza costi. La scelta riguarda esclusivamente Poste Italiane in qualità di Identity Provider e non modifica in alcun modo il funzionamento del sistema SPID nel suo complesso.

Lo SPID resta infatti uno strumento ufficiale e valido per l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, utilizzato quotidianamente per operazioni fiscali, sanitarie e previdenziali. L’introduzione del canone non implica un obbligo per i cittadini di continuare a utilizzare Poste come fornitore. Il sistema, infatti, è basato su più gestori accreditati, tra i quali è possibile scegliere. Chi non intende sostenere il costo può valutare alternative gratuite.

Cambiare provider SPID senza perdere l’accesso ai servizi

Come ha spiegato Poste Italiane, chi non è d'accordo con il cambio delle condizioni economiche ha diritto a recedere il contratto entro 30 giorni senza costi aggiuntivi.

Non solo, il passaggio a un altro provider SPID non comporta la perdita dell’accesso ai servizi pubblici né richiede nuove autorizzazioni: una volta ottenute nuove credenziali, l’identità digitale resta pienamente operativa su tutti i portali della Pubblica Amministrazione, come INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario elettronico o app IO.

I servizi pubblici non distinguono il provider utilizzato, ma riconoscono semplicemente l’identità digitale SPID. È sufficiente attivare un nuovo SPID e, se lo si desidera, disattivare quello di Poste prima che entri in vigore il rinnovo a pagamento.

Negli ultimi mesi, diversi provider come Aruba, InfoCert e Register hanno iniziato a trasferire il costo del servizio sugli utenti. I prezzi oscillano tra i 4,90 euro più IVA di Aruba, ai 5,98 euro di InfoCert e 9,90 euro di Register, IVA inclusa. Esistono però ancora fornitori gratuiti, è probabile però che la lista si riduca ulteriormente nei prossimi mesi. 

La Carta d’Identità Elettronica come alternativa allo SPID

Accanto allo SPID esiste un’alternativa altrettanto valida: la Carta d’Identità Elettronica. La CIE consente di accedere agli stessi servizi online della Pubblica Amministrazione senza alcun abbonamento. Chi è in possesso della carta può autenticarsi tramite l’app CIE ID utilizzando lo smartphone oppure tramite computer con un lettore NFC. 

L’attivazione iniziale può richiedere qualche passaggio in più rispetto allo SPID, ma una volta configurata la CIE garantisce un accesso sicuro e completamente gratuito. 

Dal punto di vista dell’utente, SPID e CIE hanno lo stesso valore legale e permettono di svolgere le stesse operazioni online. La differenza principale riguarda la gestione del servizio: lo SPID dipende dai provider privati, mentre la CIE è uno strumento istituzionale legato direttamente al documento di identità. Per questo motivo, chi preferisce evitare possibili costi futuri può considerare la CIE una soluzione più stabile e indipendente da decisioni commerciali.

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