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Come funzionerà il postino robot di Poste Italiane: niente pilota e sensori hi-tech per cavarsela nel traffico

Poste Italiane ha avviato i test per BOXi, un postino robot per consegne di pacchi e lettere in città. Il veicolo elettrico a guida autonoma sfrutta tecnologie di ultima generazione sviluppate con l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.
A cura di Niccolò De Rosa
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Il modello Boxi presentato da Matteo Del Fante, CEO di Poste Italiane
Il modello Boxi presentato da Matteo Del Fante, CEO di Poste Italiane

Fino a qualche anno fa sembrava fantascienza, ma presto un veicolo compatto, silenzioso, poco inquinante e senza conducente potrebbe affiancare (o, in futuro, sostituire) i portalettere nelle consegne della posta in città. Poste Italiane ha infatti annunciato di aver avviato la sperimentazione di BOXi, un van a guida autonoma progettato per operare nei contesti cittadini più complessi, dai centri storici alle aree ad alta densità di traffico. Il progetto segna un passo nel campo della logistica automatizzata già intrapreso in altre zone del globo, Cina su tutti, e apre una fase di test che servirà a valutarne l'effettiva integrazione nelle attività quotidiane per la consegna di pacchi e missive.

Come funziona il postino robot: la guida senza pilota

BOXi è un veicolo elettrico a quattro ruote motrici e sterzanti, progettato per muoversi con agilità anche in spazi ridotti. La velocità massima è limitata, non va oltre i 25 chilometri orari, ma si tratta di una soglia pensata proprio per la circolazione in ambito urbano e per evidenti questioni di sicurezza. L'autonomia delle batterie raggiunge invece i 60 chilometri percorsi con una singola ricarica.

La guida autonoma si basa su una dotazione tecnologica avanzata, sviluppata grazie al supporto dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che si è occupata dei sensori e della componente "meccanica" del mezzo, e del Politecnico di Milano, che invece ha curato la parte software e la fase sperimentale. BOXi utilizza infatti telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale dell’ambiente e sensori LiDAR che sfruttano il laser per percepire un oggetto e restituirne un'immagine tridimensionale. Grazie a questi sensori, i veicoli driverless possono creare mappe 3D dettagliate e radar a 360 gradi per individuare ostacoli e veicoli. Il sistema di localizzazione combina poi navigazione satellitare e unità inerziali (che misurano come un oggetto si muove e si orienta nello spazio), permettendo al mezzo di operare anche in aree dove il segnale GPS è debole o assente. Le dimensioni compatte e la trazione integrale consentono infine al mezzo di seguire il percorso tracciato anche in presenza di percorsi irregolari, manovre strette e situazioni tipiche del traffico cittadino.

La consegna della posta

Il cuore operativo di BOXi risiede però nel vano di carico, che prevede un metro cubo di spazio in grado di trasportare fino a 500 kg di posta e pacchi. All'interno è presente un sistema di locker automatizzati con undici cassetti accessibili sia dagli operatori sia dai destinatari, che possono ritirare le spedizioni tramite un’applicazione dedicata. Proprio come accade per gli armadietti automatici dove gli utenti possono far recapitare i pacchi acquistati online, basterà dunque inserire un codice o sfruttare un QR Code (la procedura esatta non è ancora nota) per sbloccare il vano contenente la propria posta. Il modello di consegna punta così a combinare il recapito tradizionale con modalità automatizzate e flessibili.

Dalla prova in pista alla strada

La sperimentazione è iniziata in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub, dove il veicolo viene sottoposto a test a bassa velocità e alla calibrazione dei sensori. La fase successiva prevede un percorso urbano misto di circa 600 metri, pensato per simulare scenari dinamici e situazioni complesse, come incroci, pedoni e ostacoli improvvisi. L’obiettivo è valutare affidabilità, sicurezza e capacità di adattamento del sistema.

Se e quando la sperimentazione dovesse dare esiti positivi, BOXi potrebbe rappresentare una nuova frontiera per il recapito urbano automatizzato. La speranza è che questi postini robot si dimostrino più affidabili di quanto accade in Cina, dove i furgoni a guida autonoma sono diventati un vero meme a causa dei numerosi video che li mostrano andare in tilt o restare incastrati sui marciapiedi.

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