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Borseggiatori col Pos, come funzionano davvero i bonifici per rubare dalle carte nel portafoglio

Arriva un’altra segnalazione di un caso di furto avvenuto tramite Pos. Rubare soldi con questi dispositivi non è in assoluto impossibile ma rimane comunque molto difficile.
A cura di Valerio Berra
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C’è una nuova segnalazione nella saga dei Pos pirata. Nell’estate del 2025 sono arrivate le prime notizie su una pratica che porta a un altro livello le strategie di borseggio. Secondo una nota dei carabinieri, una donna di  36 anni era stata trovata in possesso di uno strumento definito un Pos Pirata. Un dispositivo in grado di fare pagamenti automatici una volta avvicinato alle carte delle persone. Ora è arrivata una nuova segnalazione.

Il Corriere della Sera ha pubblicato una testimonianza raccolta a Napoli. Un uomo che denuncia di aver trovato un addebito da 50 euro fatto tramite Pos. Nulla di autorizzato. Secondo la ricostruzione pubblicata dal giornalista Gennaro Scala si tratterebbe di un furto avvenuto tramite Pos. Si imposta la cifra, si avvicina al portafoglio e la transazione viene fatta subito. Perché 50 euro? È il limite per cui non viene chiesto il Pin della carta.

I passaggi del telefono con il Pos e i limiti sulla distanza

I furti tramite Pos non sono fantascienza ma ci sono un po’ di fattori che li rendono effettivamente difficili. Partiamo dagli strumenti. Acquistare un Pos è semplice: non serve avere una cassa. Ci sono piccoli lettori che si possono acquistare senza problemi per circa 30 euro. Ma non solo.  Si possono anche acquistare dalla app che permettono di gestire i pagamenti con Pos direttamente da smartphone. Si attiva l’app, si appoggia la carta e si registra la transazione.

La cosa più complessa è far funzionare il contatto con la carta. Uno dei maggiori produttori di Pos spiega nelle note dei suoi dispositivi che il “chip NFC viene riconosciuto dai POS contactless fino a una distanza di 4 centimetri”. In effetti NFC è l’acronimo di Near Field Communication, quindi la carta riesce a comunicare con il Pos solo quando è molto vicina. Il borseggiatore quindi deve impostare la cifra sul Pos e prima che scada il tempo in cui può effettuare la transazione deve avvicinare il Pos alla carta. Il tutto senza farsi scoprire.

Se non bastasse, i colleghi di Dday.it spiegano che se la carta si trova in tasca, nel portafogli o nella borsa diventa ancora più difficile rubare con i Pos perché si mette un ostacolo nella trasmissione delle frequenze. In linea teorica questi furti quindi potrebbero anche essere possibili. Ma le condizioni in cui si possono verificare non sono così probabili.

Con gli smartphone, tutta l’operazione diventa ancora più improbabile. Soprattutto quelli su cui avete impostato password o comunque un sistema di verifica prima di utilizzare la carta.

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