Airbus A320 fermi: per anni abbiamo viaggiato su aerei poco sicuri? La spiegazione dell’esperto

Dopo il caos scatenato dall'aggiornamento del software di controllo (e in alcuni casi anche degli hardware) degli aerei del tipo A320 che nella giornata di ieri ha lasciato a terra circa 6.000 velivoli, la maggior parte degli aerei della società Airbus sembrano tornati ad essere pienamente operativi. L'intervento era stato disposto d'urgenza nella serata di venerdì 28 novembre come misura precauzionale per prevenire i danni che alcune tempeste solari avrebbero potuto arrecare alle strumentazioni di volo (qui vi proponiamo un approfondimento tecnico), come avvenuto un aereo della compagnia JetBlue, che lo scorso 30 ottobre ha cominciato una brusca manovra verso il basso senza che i piloti avessero fornito alcun comando.
L'incidente non ha comportato gravi danni (una quindicina di feriti lievi e un atterraggio d'emergenza in Florida), ma ha acceso i riflettori su una falla di sicurezza che ha posto viaggiatori di fronte a un quesito: poiché le tempeste solari non sono un fenomeno così raro, in tutti questi anni sono stati fatti decollare degli aerei poco sicuri? Fanpage.it ha rivolto la domanda a Stefano Bonci, comandante Airbus 320 e direttore del dipartimento tecnico dell'Associazione Nazionale Professionale Aviazione Civile (ANPAC).
Comandante, può spiegarci cosa significa questo richiamo d'urgenza per aggiornare una flotta così nutrita di aerei?
Quello che è successo è che più di 6000 velivoli sono stati richiamati per un aggiornamento urgente al software. Airbus, a seguito di un singolo evento occorso su milioni di voli, ha fatto delle verifiche e ha identificato una vulnerabilità in uno dei sette computer che gestiscono i comandi di volo. Per prevenire ulteriori eventi di questo tipo e considerando l'importanza della vulnerabilità, hanno dunque deciso di effettuare questo richiamo. Nella maggior parte dei casi riguarda un aggiornamento software, mentre in alcuni casi è necessario sostituire proprio i componenti fisici del computer.
Significa che finora abbiamo volato su aerei poco sicuri?
No, non è così. In aviazione la sicurezza è sempre superiore agli standard normali: si fa sempre qualcosa in più per prevenire qualsiasi problema. Alcuni componenti, per esempio, vengono sostituiti dopo un determinato numero di ore di volo anche se funzionano perfettamente. Questo avviene per prevenire eventuali malfunzionamenti. Nel caso specifico non è ancora noto quale sia stato il problema tecnico di quel singolo volo, ma la società Airbus, dopo aver individuato una possibile vulnerabilità, ha comunque preferito intervenire tempestivamente per dotare tutti i velivoli di un sistema di controllo che non presentasse alcuna falla.
Questa vicenda aiuterà a sviluppare protocolli e standard ancora più sicuri?
Sicuramente. Quando emerge una problematica di un certo tipo, i costruttori si attivano per avere componenti adeguati alle nuove problematiche. La navigazione è in continua evoluzione, e ogni novità o componente viene testato; se emergono problemi, vengono risolti. Continueremo a viaggiare sicuri. Non è che prima eravamo meno sicuri, ma ogni nuova evidenza tecnica ci permette di rafforzare ulteriormente la sicurezza dei voli.