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Yellowstone, il bacino acido più grande del mondo è tornato a eruttare dopo anni: cosa sta succedendo

L’Echinus Geyser, il più grande bacino acido del mondo sito nel Parco Nazionale di Yellowstone, è tornato a produrre spettacolari eruzioni dopo più di cinque anni di silenzio.
A cura di Andrea Centini
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L’Echinus Geyser al Parco Nazionale di Yellowstone
L’Echinus Geyser al Parco Nazionale di Yellowstone

Dopo diversi anni di quiete, il bacino acido più grande del mondo è tornato a eruttare, dando vita a spettacolari geyser alti una decina di metri. Si tratta dell'Echinus Geyser, incluso nella spettacolare zona termale Norris Geyser Basin del Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. Quest'area è nota per essere la più dinamica, calda e attiva del più antico parco nazionale del mondo: alla fine del 2024, ad esempio, comparve una nuova “voragine” a causa di un attività idrotermale, mentre un'analisi più recente ha rilevato una deformazione del terreno di un paio di centimetri nell'estate del 2025.

Sono segnali che vengono costantemente tenuti sott'occhio perché lo Yellowstone è un supervulcano che, in caso di eruzione, potrebbe innescare una catastrofe globale riversando nell'atmosfera una quantità immensa di sostanze tossiche e ceneri. Per questo è costantemente monitorato dagli scienziati. Al momento, comunque, non c'è alcun indicatore che possa suggerire eruzioni imminenti, nonostante il magma in profondità si stia spostando e accumulando in una specifica regione, dove i ricercatori ritengono possa avvenire la futura eruzione.

Tornando all'Echinus Geyser, come indicato, esso è tornato improvvisamente in attività all'inizio di febbraio 2026 e ha dato vita a decine di spettacolari eruzioni, la prima delle quali si è verificata esattamente alle 17:00 ora locale di venerdì 6. L'ultima della sequenza è stata invece rilevata 04:29 del 24 febbraio e da allora il bacino acido sembra essere tornato silente. L'aspetto interessante è che la nuova attività è stata registrata a cinque anni e due mesi dal precedente evento, risalente al 16-17 dicembre 2020 (con sole quattro eruzioni). Ancor prima, erano state rilevate un'unica eruzione nel 2019, una nel 2018, e una lunga sequenza nel 2017. Questo comportamento a fasi alterne, con lunghi periodi di quiete, è completamente diverso da quello che si registrava nel recente passato, come sottolineato dal geofisico del Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) Michael Poland, responsabile scientifico dello Yellowstone Volcano Observatory e curatore della rubrica Yellowstone Caldera Chronicles, nella quale vengono raccontate le novità relative all'attività del supervulcano.

In un periodo durato una ventina di anni, tra gli anni '70 e i '90 del secolo scorso, come evidenziato dal dottor Poland il Geyser Echinus eruttava in modo regolare, all'inizio ogni 40-80 minuti. Le eruzioni più spettacolari potevano durare anche un'ora e mezza e il geyser poteva raggiungere altezze di 23 metri, tanto da fare “il bagno” di acqua acida calda ai presenti, posizionati lungo le panchine per assistere allo spettacolo. Anche se parliamo del bacino di acqua acida più grande del modo – ha un diametro di una ventina di metri – non dobbiamo pensare a qualcosa di mortale e pericoloso, a meno che non ci si finisca dentro. Lo scienziato ha infatti spiegato che l'acido dell'Echinus non è concentrato, ma ha un'acidità simile a quella del succo d'arancia o dell'aceto. Insomma, nessun fenomeno alieno dalle conseguenze horror.

Purtroppo, dopo quei circa 20 anni di esplosioni continue, il geyser è tornato quiescente a lungo (come prima degli anni '50), dando vita a sporadici exploit fino alla lunghissima pausa iniziata nel 2020. Il professor Poland afferma che i geyser acidi sono rari, per via del fatto che l'acidità può disgregare la roccia, che rappresenta il motore in grado di innescare le spettacolari esplosioni. “Nel caso dell'Echinus Geyser, tuttavia, la composizione è dovuta alla miscelazione tra gas acidi e acque neutre, e l'acidità non è sufficiente a erodere la roccia. La chimica dell'acqua, alquanto unica, dà origine a formazioni e composizioni interessanti, tra cui il colore rosso (dovuto a ferro, alluminio e arsenico) che borda la piscina del geyser e le rocce spinose ricoperte di silice che danno il nome al geyser”, spiega l'esperto. Il nome Echinus, curiosamente, è legato al fatto alla presenza di rocce simili a ricci di mare, che fanno parte degli Echinodermi.

Prima di eruttare, nei primi giorni di febbraio il geyser ha dato segnali di attività con sbuffi e agitazione dell'acqua (surges). Si pensa che la ripresa dell'attività sia stata innescata da un blocco nei condotti sotterranei che portano l'acqua e il vapore verso il bacino in superficie. Essi possono ostruirsi con il tempo (da sedimenti e minerali precipitati) facendo aumentare la pressione, fino a quando non diventa critica e si innescano i potenti geyser. È uno spettacolo della natura ciclico e perfettamente normale, che non ha nulla a che vedere con il rischio di eruzione del supervulcano dello Yellowstone. In molti sperano che l'attività possa perdurare fino all'estate, ma ormai sono diversi giorni che l'Echinus è tornato silenzioso e non si esclude che possano volerci anni per rivederlo nuovamente in attività.

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