Vaccino universale spray protegge da virus, batteri e allergeni nei test: possibile svolta in medicina

I ricercatori hanno creato un vaccino sperimentale universale estremamente promettente, che si è dimostrato in grado di proteggere da virus, batteri e persino allergeni in test di laboratorio. Ciò che rende il preparato GLA 3M 052 LS+OVA potenzialmente rivoluzionario risiede nel fatto che funziona in modo completamente diverso dai comuni vaccini, compresi quelli recentissimi a RNA messaggero (mRNA) contro Covid e cancro. Tutti i preparati, sin dagli esperimenti di Edward Jenner del 1790 con il vaiolo bovino per proteggere dal vaiolo umano, si basano sul medesimo principio: stimolare il sistema immunitario a riconoscere una o più componenti dei patogeni (gli antigeni), affinché venga addestrato e armato – attraverso la produzione di anticorpi e cellule T – per colpirli in seguito all’esposizione. Questo processo può richiedere un paio di settimane ed è per questo che si è completamente protetti solo dopo questo lasso di tempo a seguito della somministrazione di un vaccino.
Il nuovo vaccino sperimentale fa una cosa molto diversa, dato che non si basa sulla stimolazione del sistema immunitario adattativo; esso, infatti, attiva il sistema immunitario innato, la nostra prima linea di difesa, che si innesca pochi minuti dopo l’esposizione a un patogeno. È molto potente e coinvolge cellule come macrofagi, neutrofili, etc etc, ma ha un grosso limite: dura pochi giorni e cede il passo all’immunità adattativa. In parole semplici, i ricercatori hanno capito come mantenere attiva l’immunità innata anche per mesi, ottenendo una protezione eccezionale contro varie tipologie di patogeni. Con poche gocce nasali (il nuovo vaccino non si basa su iniezioni) i topi coinvolti nell’esperimento sono risultati ben protetti dal bombardamento di virus respiratori – compreso il coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della COVID-19 –, batteri e antigeni che i ricercatori hanno scagliato contro di loro. Basti sapere che nei loro polmoni i livelli di particelle virali sono risultati 700 volte inferiori rispetto a quelli dei modelli murini non vaccinati del gruppo di controllo. Nessuno è morto, a differenza dei topi non protetti, che andavano incontro anche a una drastica riduzione di peso e a una significativa infiammazione polmonare.
Come sempre, non si deve cantar vittoria troppo presto, perché ciò che funziona sui topi non è detto che funzioni sulle persone (molto spesso i risultati vengono disattesi). Inoltre, secondo gli autori dello studio, potrebbero volerci dai 5 ai 7 anni prima di avere un preparato del genere a disposizione, ma sono molto fiduciosi di aver imboccato la strada giusta per arrivare a questa sorta di “Sacro Graal” della vaccinazione. L’aspetto più emozionante risiede nel fatto che un preparato del genere potrebbe proteggerci anche da una nuova pandemia scatenata da un virus non ancora conosciuto, o magari noto ma pronto a mutare in modo virulento e aggressivo (quello dell’influenza aviaria H5N1 è tra i possibili candidati). A mettere a punto il rivoluzionario vaccino sperimentale universale GLA 3M 052 LS+OVA è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi della Facoltà di Medicina dell’Università di Stanford, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti figurano il Dipartimento di Pediatria dell’Emory Vaccine Center presso l’Università Emory di Atlanta; l’Advanced Health Institute (AAHI) dell’Università di Washington; il Dipartimento di Immunobiologia dell’Università dell’Arizona e altri.
I ricercatori, coordinati dal professor Bali Pulendran, docente presso l’Istituto per l’Immunità, i Trapianti e le Infezioni dell’ateneo di Stanford, hanno realizzato il promettente vaccino sperimentale partendo dai risultati di una precedente ricerca. Sospettavano da tempo che l’immunità innata potesse durare più a lungo rispetto ai pochi giorni della norma; uno dei casi più studiati in questo senso è il vaccino contro la tubercolosi basato su Bacillus Calmette Guérin, per il quale è stato dimostrato che è in grado di proteggere da varie infezioni per mesi. Nello studio pubblicato nel 2023 hanno scoperto proprio questo: il vaccino innescava una risposta innata della durata di mesi. Hanno determinato che le cellule T derivate dalla risposta adattativa inviavano segnali alle cellule immunitarie innate (come neutrofili, cellule dendritiche e macrofagi) affinché rimanessero attive contro il patogeno. “Quelle cellule T fornivano un segnale fondamentale per mantenere l’attivazione del sistema innato, che in genere dura pochi giorni o una settimana, ma in questo caso potrebbe durare tre mesi”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Pulendran.
L’idea, pertanto, è stata quella di realizzare un nuovo vaccino basato non sul riconoscimento degli antigeni, bensì sull’imitazione dei segnali che le cellule immunitarie usano per comunicare e mantenere attiva anche la risposta innata. Così è nato GLA 3M 052 LS+OVA, che replica i segnali delle sopracitate cellule T e stimola le cellule immunitarie innate. Contiene anche ovoalbumina o OVA, un antigene usato per reclutare le cellule T nei polmoni.
Testato sui topi, il nuovo preparato si è mostrato formidabile nell’efficacia. Oltre a respingere gli attacchi di vari virus respiratori, come diversi coronavirus responsabili del raffreddore e quello che provoca la COVID-19, il vaccino nasale ha tenuto a bada anche i batteri Staphylococcus aureus e Acinetobacter baumannii e persino gli allergeni degli acari della polvere, che possono innescare l’asma allergico. Il nuovo preparato agisce in modo rapidissimo (bastano tre giorni, anziché le due settimane dei classici vaccini) e abbatte la carica virale presente nei polmoni di centinaia di volte: i virus “sfuggenti” possono poi essere distrutti dalla risposta adattativa per completare il lavoro. Di fatto, si tratta di un’arma estremamente efficace che ha protetto i topi da diversi patogeni. “Penso che abbiamo a disposizione un vaccino universale contro diverse minacce respiratorie”, ha affermato con orgoglio il professor Pulendran.
Come indicato, ci vorranno diversi anni prima che il vaccino sperimentale superi tutta la trafila della sperimentazione preclinica e clinica, durante la quale dovranno essere determinate sicurezza ed efficacia nell’essere umano, ma siamo innanzi a una delle scoperte più preziose in ambito medico degli ultimi anni. Sono del resto più di 200 anni che i vaccini funzionano nello stesso modo e con grande efficacia, ma spesso vanno aggiornati perché i patogeni mutano costantemente (è il motivo per cui il vaccino antinfluenzale va fanno ogni anno).
Il vaccino nasale sperimentale potrebbe farci trovare pronti in caso di nuova pandemia; inoltre offrirebbe un’eccellente protezione dai patogeni già circolanti, compresi i virus influenzali che provocano solo in Italia una media di circa 8.000 morti all’anno. “Immaginate di poter utilizzare uno spray nasale nei mesi autunnali che vi protegga da tutti i virus respiratori, tra cui COVID 19, influenza, virus respiratorio sinciziale e raffreddore comune, oltre alla polmonite batterica e agli allergeni di inizio primavera. Questo trasformerebbe la pratica medica”, ha chiosato il professor Pulendran. I dettagli della ricerca “Mucosal vaccination in mice provides protection from diverse respiratory threats” sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Science.