video suggerito
video suggerito

Uomo salvato dal fegato di un maiale collegato alla sua gamba: ora è in condizioni stabili

Presso l’Ospedale Xijing (Cina) i medici hanno compiuto un intervento pionieristico di perfusione extracorporea, salvando la vita a un malato terminale con insufficienza epatica acuta. Il paziente è stato collegato al fegato di un maiale geneticamente modificato, che gli ha permesso di sopravvivere fino al trapianto di organo. Ora è in condizioni stabili.
A cura di Andrea Centini
0 CONDIVISIONI
Immagine

Un uomo di 56 anni colpito da insufficienza epatica acuta – una condizione potenzialmente mortale – è stato salvato grazie a un fegato di maiale geneticamente modificato. Il paziente non è stato sottoposto a un trapianto, o più correttamente a uno xenotrapianto, bensì a una procedura chiamata perfusione extracorporea. In parole semplici, il fegato del suino è stato tenuto all'esterno del corpo, collegato tramite un tubo a un'arteria della gamba. Lo scopo era mantenere in vita l'uomo fino alla disponibilità di un organo umano per il trapianto vero e proprio, che è stato eseguito con successo non appena il fegato idoneo è giunto in sala operatoria.

Per i medici che hanno eseguito il pionieristico intervento siamo innanzi a una procedura che potrebbe salvare la vita a moltissime persone con epatopatia cronica in attesa di un trapianto. Molti dei pazienti inseriti nelle liste d'attesa, infatti, perdono la vita proprio per lo sviluppo di un'insufficienza epatica acuta, che comporta una compromissione delle funzionalità dell'organo vitale.

A eseguire la perfusione extracorporea con il fegato di maiale è stato un team di medici dell'Ospedale Xijing dell'Università Medica dell'Aeronautica Militare di Xi'an. Gli specialisti, coordinati dal professor Lin Wang, non hanno usato un fegato di maiale qualsiasi, ma un organo prelevato da un suino geneticamente modificato, allevato presso la ClonOrgan Biotechnology di Chengdu. Gli organi prelevati da questi animali presentano modifiche a diversi geni (nel caso specifico sei geni: tre di maiale disattivati e tre umani introdotti) al fine di migliorare la compatibilità con l'essere umano e ridurre il rischio di rigetto.

Recentemente, come raccontato in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hepatology, un uomo cinese affetto da cirrosi correlata a epatite B cronica e da carcinoma epatocellulare, a seguito di una grave insufficienza ha ricevuto un pezzo di fegato di maiale nano Diannan che gli ha permesso di vivere 171 giorni dopo il trapianto, un intervento considerato storico in epatologia. Fegati di maiale erano stati trapiantati con successo anche in persone clinicamente morte per osservare la funzionalità.

Come spiegato in un articolo pubblicato su Nature dedicato al nuovo intervento, circa una dozzina di persone in Cina e negli Stati Uniti hanno ricevuto cuore, timo, rene e fegato di maiali OGM, ma questa è la prima volta che è stata applicata la procedura di perfusione extracorporea. Il fegato del suino è stato collegato a un'arteria della gamba dell'uomo con lo scopo di filtrare il sangue e disintossicarlo, ma ha svolto anche funzioni di sintesi e metaboliche. “Durante tutto il processo, indicatori chiave come la bilirubina, i livelli di transaminasi e l'attività protrombinica sono migliorati in modo continuo e significativo”, ha spiegato l'agenzia di stampa governativa cinese Xinhua.

Non sappiamo quanto tempo l'uomo sia rimasto collegato al fegato del suino, quale terapia di immunosoppressione cui è stato sottoposto (fondamentale per evitare i rischi di rigetto), e nemmeno come siano cambiati i parametri epatici prima, durante e dopo il trattamento salvavita; come indicato a Nature dal professor Wayne Hawthorne, chirurgo e ricercatore sui trapianti presso l'Università di Sydney, sarà fondamentale conoscere questi dati per determinare l'efficacia del trattamento.

Al momento, del resto, non sono ancora disponibili articoli scientifici, ma il professor Lin Wang e colleghi hanno annunciato la futura pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria. Stando a quanto riportato da Xinhua.net, le condizioni del paziente sono comunque stabili, “con parametri fisiologici e biochimici prossimi alla normalità”. Si ritiene dunque che tutto abbia funzionato per il meglio. Non a caso la perfusione extracorporea con organi di suino potrebbe rappresentare una speranza per le centinaia di migliaia di persone in lista d'attesa di un organo compatibile, molte delle quali perdono la vita proprio per l’indisponibilità di organi da trapiantare. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per determinare la reale efficacia e la replicabilità dell'intervento, senza dimenticare le significative implicazioni etiche di sfruttare animali come "fabbriche di organi" a uso e consumo della nostra specie.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views