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Una tossina del colera ha frenato il cancro del colon-retto nei topi: “Uccide le cellule tumorali”

In uno studio sperimentale su topi i ricercatori hanno scoperto che una tossina prodotta dal batterio responsabile del colera può bloccare la crescita del tumore del colon-retto, stimolando l’azione del sistema immunitario.
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Negli ultimi anni esperti di tutto il mondo hanno lanciato l'allarme sul preoccupante aumento dei casi di tumore del colon-retto, ovvero la neoplasia che colpisce il colon e il retto, le due parti che costituiscono l'intestino crasso, nella popolazione più giovane. Infatti se fino a qualche tempo fa questa forma di cancro tendeva in media a insorgere dopo i 50 anni, negli ultimi tempi, come sottolinea il sito della Fondazione Airc, si sta registrando a livello internazionale un aumento delle diagnosi anche nelle persone tra i 20 e i 49 anni. Pierpaolo Sileri, primario di Chirurgia Colorettale dell’Irccs Ospedale San Raffaele, ha spiegato a Fanpage.it come la dieta occidentale sia sospettata di essere uno dei principali fattori di rischio oggi.

Sebbene il cancro al colon-retto venga oggi trattato sia chirurgicamente che attraverso chemioterapia, radioterapia e altre terapie mirate, anche a fronte di questo inquietante fenomeno, la ricerca sta puntando non solo a individuarne le cause, così da lavorare sulla prevenzione, ma anche a scoprire nuove possibilità di trattamento. Oggi, un importante risultato arriva da un gruppo di ricercatori dell'Università di Umeå, in Svezia, che in uno studio su topi potrebbero aver individuato una nuova sostanza dalle grandi potenzialità.

Cos'è la tossina utilizzata nello studio

La sostanza in questione è una tossina, nello specifico una citotossina prodotta dal batterio del colera Vibrio cholerae (MakA). In questo studio sui topi i ricercatori hanno visto che la somministrazione sistematica di questa sostanza, precedentemente trattata, ha ridotto in modo significativo la crescita dei tumori del colon-retto e in genere ha favorito l'azione del sistema immunitario contro il tumore.

Tutto questo senza – specificano gli autori – causare danni visibili agli organi o tessuti sani né determinare effetti collaterali sul peso corporeo, sulla salute generale o sulla funzione degli organi vitali, anche dopo un dosaggio ripetuto della tossina. "Ciò suggerisce che l'effetto di MakA è locale e specificamente mirato ai tumori", spiega l'università svedese.

Come agisce

I ricercatori ritengono quindi che la tossina sia stata in grado di accumularsi in modo selettivo e mirato nel tessuto tumorale e in questo modo abbia favorito la morte delle cellule tumorali e inibito la crescita del tumore. Da test successivi è emerso che nel raggiungere questo obiettivo la tossina ha anche stimolato la produzione delle cellule immunitarie, che hanno attaccato a loro volta il tumore.

"La sostanza non solo uccide direttamente le cellule tumorali. Rimodella l'ambiente tumorale e aiuta il sistema immunitario a lavorare contro il tumore senza danneggiare il tessuto sano", ha spiegato Sun Nyunt Wai, professoressa all'Università di Umeå tra gli autori principali dello studio. Certo, come accade ogni volta con uno studio sperimentale, i ricercatori restano prudenti e specificano che ci sarà bisogno di nuovi studi a sostegno della loro scoperta, ma sperano di aver fatto il primo, decisivo passo sulla strada che potrebbe portare a nuovi trattamenti contro il tumore al colon-retto.

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