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Una crema per bloccare i tumori della pelle, lo studio preclinico: “Rimuove il freno al sistema immunitario”

In nuovo studio preclinico i ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno elaborato una crema che attiva meccanismi antitumorali, rallentando la crescita delle lesioni precancerose e cancerose. L’autore Brian C. Capell: “Speriamo di iniziare una sperimentazione clinica di fase 1 nei prossimi 1-2 anni”.
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Il carcinoma cutaneo a cellule squamose è il secondo cancro della pelle più comune, dopo il carcinoma basocellulare. Come anticipa il nome, questo tumore si forma a partire dalle cellule squamose della pelle, ovvero i cheratinociti, "la struttura cellulare principale dell’epidermide", spiega il Manuale MSD. La sua comparsa è influenzata da alcuni fattori di rischio, come l'esposizione prolungata ai raggi UV del Sole o a infiammazioni croniche della pelle non trattate.

Solo negli Stati Uniti ogni anno colpisce circa un milione di persone, in Italia sono circa 19.000 i nuovi casi diagnosticati ogni anno, conferma l'associazione italiana di pazienti e specialisti dei tumori cutanei A.I.Ma.Me. Numeri che, complice l'invecchiamento generale della popolazione, aumentano di anno in anno: negli ultimi 20 anni l'incidenza globale è più che raddoppiata.

Anche se parliamo di un tumore che nella maggior parte dei casi viene trattato con successo con la chirurgia, la sua crescente diffusione ha spinto un gruppo di ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania a cercare un nuovo possibile approccio di cura e prevenzione: una crema che nei modelli preclinici si è rivelata in grado di rallentare la crescita di questi tipo di tumori o addirittura di bloccarli ancor prima della loro comparsa, agendo sulle lesioni precancerose. È fondamentale ripetere che si tratta di uno studio preclinico, ovvero siamo ancora lontani da un possibile nuovo farmaco.

Come agisce la crema sulle lesioni

Questo potenziale nuovo prodotto topico è stato progettato per attivare la risposta del sistema immunitario sfruttando gli stessi meccanismi di difesa della pelle. Si tratta infatti di un inibitore di uso topico a basso dosaggio di LSD1, "un enzima che normalmente agisce come un "freno" su alcune vie di attivazione immunitaria nelle cellule epidermiche", spiegano gli autori. La crema agisce proprio rimuovendo questa azione di freno. In questo modo le cellule della pelle si mettono in comunicazione con il sistema immunitario, chiedendo aiuto contro le possibili lesioni cancerose e precancerose.

Nei modelli preclinici in cui è stata testata, la crema, sopprimendo l'enzima LSD1, ha attivato una serie di meccanismi antitumorali specifici. "Sollevando il freno – spiegano i ricercatori – la crema ha spinto le cellule della pelle a segnalare l'aiuto immunitario. Quelle cellule hanno svolto un ruolo chiave nel rallentare la crescita del tumore".

Dalla ricerca preclinica ai test sull'uomo: le tempistiche

Dati questi primi risultati incoraggianti, ora i ricercatori puntano a passare il prima possibile alla sperimentazione clinica. Come ha spiegato l'autore senior Brian C. Capell, assistant professor del dipartimento di Dermatologia della Penn Perelman School of Medicine, in questo momento l'obiettivo è mettere a punto la formulazione della crema così da approdare presto a un nuovo studio per testare la sicurezza e l'efficacia della crema in una sperimentazione clinica di fase 1, ovvero sull'uomo, che sperano di iniziare nei prossimi 1-2 anni".

Nelle loro intenzioni, se i prossimi studi lo confermeranno, questa crema potrebbe essere applicata direttamente sulle lesioni cancerose e precancerose, con diversi benefici per i pazienti e per il sistema ospedaliero: questa crema potrebbe infatti da una parte migliorare il trattamento dei carcinomi a cellule squamose, ma anche potenziare e agevolare la prevenzione, alleggerendo il carico di interventi chirurgici oggi necessari per rimuovere le lesioni precancerose.

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