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Sonno irregolare e meno di 8 ore: rischio quasi doppio di infarto e ictus, secondo un nuovo studio finlandese

Un nuovo studio condotto in Finlandia mostra che, nelle persone che dormono meno di 8 ore per notte, l’irregolarità dell’orario di addormentamento è associata a un rischio quasi raddoppiato di infarto e ictus rispetto a chi mantiene ritmi di sonno regolari.
A cura di Valeria Aiello
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Andare a dormire a orari irregolari potrebbe essere collegato a un maggior rischio di infarto e ictus. È quanto suggerisce un nuovo studio condotto in Finlandia, pubblicato sulla rivista BMC Cardiovascular Disorders. Secondo i ricercatori, tra le persone con una durata del sonno inferiore alle otto ore per notte, un’elevata variabilità dell’orario a cui si va a dormire è associata a un rischio quasi raddoppiato di eventi cardiovascolari maggiori rispetto a chi mantiene orari regolari.

Studi precedenti hanno già collegato l’irregolarità del sonno ai rischi per la salute cardiovascolare, ma qui abbiamo analizzato separatamente l’orario di addormentamento, quello di risveglio e il punto medio del sonno, valutandone le associazioni indipendenti con gli eventi cardiovascolari maggiorispiega Laura Nauha, ricercatrice post-dottorato dell’Università di Oulu e prima autrice dello studio.

Nel lavoro, la durata e la tempistica del sonno sono state misurate attraverso dispositivi indossabili, in grado di registrare il tempo trascorso a letto. Questo ha permesso di valutare non solo quanto si dorme, ma anche la variabilità degli orari nel corso della settimana.

Lo studio sui ritmi del sonno e il rischio cardiovascolare

La ricerca ha coinvolto 3.231 persone nate in Finlandia nel 1966. I partecipanti sono stati monitorati per una settimana all’età di 46 anni per quanto riguarda il sonno, mentre gli esiti di salute sono stati seguiti per oltre dieci anni attraverso i registri sanitari.

Durante il follow-up, 128 partecipanti (4,0%) hanno manifestato eventi cardiovascolari maggiori (major adverse cardiovascular events, o MACE), definiti come condizioni che richiedono cure mediche specialistiche, incluso l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.

In questo gruppo, un’elevata variabilità dell’orario di coricamento è risultata associata a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari maggiori, ma l’associazione è emersa solo tra chi dormiva meno di otto ore per notte. In particolare, queste persone presentavano un rischio di MACE quasi raddoppiato rispetto a chi manteneva orari di coricamento regolari.

Tra i partecipanti con una durata del sonno inferiore a otto ore, un ritmo sonno-veglia irregolare è risultato un fattore di rischio significativo per gli eventi cardiovascolari avversi maggiori” riportano gli autori dello studio. Al contrario, l’irregolarità dell’orario di risveglio non ha mostrato un legame chiaro con gli eventi cardiovascolari.

La regolarità dell’orario in cui si va a dormire potrebbe pertanto essere un elemento rilevante per la salute del cuore. “L’orario del sonno riflette i ritmi della vita quotidiana e quanto questi fluttuano – ha aggiunto la dottoressa Nauha  – . Mantenere un orario regolare è un fattore su cui la maggior parte di noi può intervenire”.

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