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Semaglutide e cecità improvvisa, farmaco per perdere peso associato a un rischio più alto: lo studio

Un team di ricerca canadese ha fatto emergere che la formulazione per perdere peso della semaglutide (Wegovy) è associata a un rischio superiore di cecità improvvisa rispetto a quella contro il diabete di tipo 2 (Ozempic). La condizione, chiamata NAION, può essere permanente. Negli uomini il rischio sarebbe triplo rispetto alle donne. Saranno necessari studi più approfonditi per confermare l’associazione con il grave effetto collaterale.
A cura di Andrea Centini
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I ricercatori hanno trovato un’associazione tra il principio attivo semaglutide – alla base dei nuovi farmaci per perdere peso e contro il diabete di tipo 2 – e il rischio di cecità improvvisa, una condizione chiamata neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION). In sostanza, un "ictus" degli occhi. Tale rischio sarebbe dipendente dal dosaggio, dalla formulazione e dal genere. Un nuovo studio, infatti, ha fatto emergere che i pazienti trattati con la versione dimagrante del farmaco (Wegovy) presentano una probabilità cinque volte superiore di cecità improvvisa rispetto a quelli trattati con Ozempic, che viene invece prescritto per contrastare la malattia del “sangue dolce”. Gli uomini, inoltre, presentavano un rischio triplo rispetto alle donne.

Entrambi i farmaci basati sulla semaglutide appartengono alla famiglia degli agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1) e sono considerati estremamente efficaci e sicuri, sebbene – come accade per ogni farmaco – non esista la sicurezza assoluta. L’autorizzazione per l’immissione in commercio da parte delle autorità regolatorie, come l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti, si basa sempre sul rapporto fra rischi e benefici, che per i GLP-1 pende decisamente a favore dei secondi, alla luce dei gravi rischi per la salute legati a condizioni come obesità e diabete di tipo 2. Ciò nonostante, come spiegato anche a Fanpage.it dalla farmacologa Annalisa Capuano, dai trial clinici sono emerse associazioni con potenziali reazioni avverse significative, fra le quali la pancreatite acuta e la sopracitata cecità improvvisa. Sebbene molto rare, sono gravi e quindi riportate nei foglietti illustrativi.

Per quanto concerne la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, tale associazione era già emersa in precedenza. Uno studio condotto da scienziati del Massachusetts Eye and Ear della Scuola di Medicina dell’Università di Harvard, ad esempio, aveva rilevato 17 casi fra 17.000 partecipanti. Un’incidenza molto bassa ma comunque da non sottovalutare, considerando che in molti casi la cecità diventa permanente. Nel nuovo studio gli scienziati hanno voluto valutare il rischio di cecità improvvisa sulla base della formulazione della semaglutide (Ozempic, Wegovy o Rybelsus) e del confronto con altri farmaci, come la tirzepatide. A condurlo è stato un team di ricerca canadese guidato da scienziati della Facoltà di Medicina dell’Università di Ottawa, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Chirurgia – Sezione di Oftalmologia dell’Università di Calgary e del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Toronto.

I ricercatori coordinati dal professor Moiz Lakhani hanno analizzato oltre 30 milioni di dati relativi allo studio FAERS – sulle segnalazioni di reazioni avverse – condotto tra il 2017 e il 2024, con circa 32.000 casi legati alla semaglutide. È emerso che il rischio di cecità improvvisa, indicato con il Reporting Odds Ratio (ROR), è stato di 74,89 con Wegovy e 18,81 con Ozempic, quindi cinque volte superiore per il farmaco dimagrante. Il rischio maggiore sembra associato al dosaggio più elevato, considerando che per Wegovy si arriva fino a 2,4 milligrammi. Le probabilità di NAION sono risultate oltre tre volte superiori negli uomini rispetto alle donne. Non sono invece emerse associazioni con la tirzepatide.

È doveroso sottolineare che siamo innanzi a uno studio di associazione che non mostra alcun rapporto di causa-effetto tra la somministrazione del farmaco e il rischio di cecità improvvisa. Secondo il professor Lakhani e colleghi, il meccanismo biologico alla base di questa possibile e grave reazione avversa risiederebbe nella riduzione del flusso sanguigno al nervo ottico, a causa di un crollo della pressione locale. Ciò che rende particolarmente spaventosa la comparsa di questa cecità improvvisa è il fatto che risulta permanente in molti casi. “Questi risultati evidenziano una potenziale problematica di sicurezza dose-dipendente che giustifica un’urgente valutazione prospettica per orientare la prescrizione e le politiche regolatorie”, spiegano gli scienziati nell’abstract dello studio.

Il rischio di effetti collaterali di NAION nei pazienti a cui è stato prescritta la semaglutide è estremamente basso. Tuttavia, come per tutti i medicinali, pazienti e medici prescrittori devono essere consapevoli dei sintomi di potenziali effetti collaterali, anche se il rischio è molto basso, per garantire che i pazienti ricevano tempestivamente il trattamento appropriato qualora si manifestassero”, ha sottolineato al Guardian la dottoressa Alison Cave, responsabile della sicurezza presso l’Agenzia britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA). “Questo studio si è basato sugli effetti collaterali segnalati e pertanto non può dimostrare un nesso causale né determinare quanto sia realmente diffuso questo problema. Tuttavia, un aumento di questa forma di ‘ictus’ del nervo ottico non è stato ampiamente osservato nella pratica clinica di routine presso il St Thomas’ di Londra, dove lavoro. Sono quindi necessari ulteriori studi per chiarire se questo aumento del rischio sia effettivamente reale”, ha aggiunto la dottoressa Samantha Mann, oftalmologa presso il Royal College of Ophthalmologists.

Novo Nordisk, la casa farmaceutica che produce i farmaci, ha sottolineato che la sicurezza dei pazienti è la prima priorità dell'azienza e che collabora a stretto contatto con le autorità regolatorie. Sulla base dei dati disponibili, ritiene che il rapporto rischi-benefici sia ancora favorevole per la semaglutide. I dettagli della ricerca “Ischemic optic neuropathy with semaglutide: global observational analysis of sex- and formulation-specific risk” sono stati pubblicati sul British Journal of Ophthalmology.

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