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Se sei una persona altamente sensibile non sei solo empatico: come si manifesta questo tratto

La definizione di “persona altamente sensibile” (PAS) non indica una patologia, ma un tratto della personalità che si manifesta in più ambiti della vita quotidiana: dall’empatia nella relazioni con gli altri all’attenzione al minimo dettaglio.
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Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di "persone altamente sensibili", ma in pochi sanno davvero cosa significhi, anche perché il termine può essere facilmente frainteso. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, essere una persona altamente sensibile non equivale infatti soltanto a essere più emotivi degli altri. Questo termine indica un modo di essere e di interagire con il mondo molto più ampio, su cui la ricerca psicologica si è concentrata soltanto negli ultimi decenni.

Le persone altamente sensibili (PAS) – in inglese Highly Sensitive People (HSP) – sono infatti dotate di una maggiore sensibilità a tutti gli stimoli sensoriali, interni ed esterni. Questa caratteristica è una conseguenza della loro maggiore sensibilità dell’elaborazione sensoriale (Sensory Processing sensitivity o SPS). Non parliamo di una patologia, ma di un tratto innato della personalità.

Potremmo immaginarla come una diversa modalità di funzionamento del nostro cervello rispetto all'elaborazione degli stimoli. Tuttavia, anche in base al contesto, può diventare una risorsa o un ostacolo. La maggiore sensibilità agli stimoli rende queste persone in genere più empatiche, attente ai dettagli e intuitive, ma può trasformarsi anche in una fonte di stress a causa della costante sovrastimolazione del sistema nervoso.

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano la salute fisica e psicologica. Vogliamo raccontarle non solo per aumentare la consapevolezza su di esse ma anche per favorire una riflessione su condizioni che a volte vengono sottovalutate da politica e pubblica amministrazione. Invitiamo i nostri lettori a scrivere le loro storie cliccando qui.

Chi sono le persone altamente sensibili

A contribuire in modo decisivo al riconoscimento di questo tratto della personalità nell'ambito della ricerca psicologica è stata la ricercatrice e psicoterapueta Elaine Aron, che a partire dagli anni '90 ha raccolto tutta la letteratura scientifica esistente sulla sensibilità dell’elaborazione sensoriale.

Nelle sue ricerche Aron ha più volte ribadito che l'alta sensibilità non è un tratto patologico, anzi è più diffuso di quanto si possa pensare. Sarebbe infatti presente nel 20-30% della popolazione, una percentuale – spiega l'esperta – troppe elevata per poter considerare questo tratto un disturbo, ma troppo bassa per essere facilmente compresa dagli altri. Infatti in passato l'alta sensibilità è stata spesso confusa con la timidezza, sebbene siano due cose completamente diverse: l'alta sensibilità è innata, la timidezza è acquisita. Inoltre, una non implica necessariamente l'altra. Lo prova il fatto che circa tre persone altamente sensibili su dieci sarebbero estroverse.

Quali sono i tratti dell'iper-sensibilità

Per fornire un quadro completo di cosa significhi nel concreto essere una persona altamente sensibile, Aron ha elaborato l'acronimo DOES che riassume gli ambiti in cui si manifesta l'elevata sensibilità.

Depth of precessing (Profondità): le persone con questo tratto tendono a riflettere su ogni dettaglio e informazione in modo più profondo di quanto faccia la media delle persone

Over-arousability/over-stimulation (iper-eccitabilità/sovra-stimolazione): si parla di sovra-stimolazione in quanto queste persone hanno un'attivazione nervosa maggiore agli stimoli, esterni e interni, a cui sono esposti. Questo aspetto può causare stress mandando in sovraccarico il sistema nervoso.

Emphasis/empathy (Enfasi/Empatia): le persone PAS hanno una maggiore attività dei neuroni a specchio, ovvero – spiega Ipsico – una forte reattività emotiva. Questo significa non solo che le persone altamente sensibili sentono le emozioni degli altri come se fossero le loro, ma che tendono più facilmente a reagire. Alcuni studi hanno osservato una maggiore attivazione delle aree cerebrali legate alla consapevolezza, all'empatia e all'elaborazione emotiva quando sono esposte a stimoli emotivi o sociali.

Subtetlies (Sensibilità ai dettagli): con questo aspetto ci si riferisce alla predisposizione naturale di queste persone a notare anche i dettagli più nascosti. Questa maggiore esposizione agli stimoli è sia di tipo ambientale – ad esempio percepiscono in modo più intenso profondo suoni o luci – ma anche emotiva e interpersonale, rispetto al proprio vissuto e alle proprie emozioni.

Gli effetti sulla vita quotidiana

Anche se la ricerca su questo tratto di personalità è giovane, gli esperti hanno già evidenziato più volte come l'alta sensibilità può essere un'arma a doppio taglio. Da una parte l'empatia sviluppata e la maggiore attenzione ai dettagli può essere una risorsa, dall'altra però la sovrastimolazione può innescare stress. Inoltre, il fatto di avere un'attività neurologica così intensa può produrre un senso di stanchezza apparentemente immotivato. Per questo motivo spesso le persone altamente sensibili si sentono incomprese perché la maggior parte delle persone percepisce le loro preoccupazioni come esagerate o eccesive.

Questo, soprattutto per alcune categorie di persone, può esporre a un rischio maggiore di ansia o depressione, oppure può attivare atteggiamenti evitanti: la persona altamente sensibile dopo aver vissuto una certa esperienza che l'ha sovrastimolata, associando a essa emozioni negative, può in risposta evitare di nuovo quella data situazione. Da qui si comprende perché a lungo le persone altamente sensibili sono state confuse per timide o introverse.

Ovviamente queste informazioni sono utili se l'obiettivo è conoscere cosa significa essere altamente sensibili, ma è importante ribadire che anche se non stiamo parlando di un disturbo o una patologia non bisogna mai affidarsi all'autodiagnosi.

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