Scoperte 5,5 milioni di api in un cimitero di New York: “Tra le più grandi aggregazioni al mondo, sono preziose”

In un grande cimitero di Ithaca, una città dello Stato di New York (Stati Uniti), i ricercatori hanno fatto una scoperta sorprendente: nel suo terreno vivono infatti ben 5,5 milioni di api. Potrebbero essere addirittura 8 milioni, secondo le stime degli esperti. Siamo di fronte a una delle più grandi aggregazioni di api terricole al mondo. A differenza delle api da miele (Apis mellifera) e di altri imenotteri sociali, le api terricole non formano colonie e non vivono negli alveari: sono solitarie e scavano piccoli tunnel nel terreno. Eppure possono vivere in aggregazioni immense, come quella identificata presso l’East Lawn Cemetery di Ithaca. I ricercatori hanno calcolato che ci sono circa 850 esemplari per metro quadrato. Poiché il cimitero si estende per oltre 6.500 metri quadrati e le varie zone presentano concentrazioni diverse, è stato determinato che qui sono presenti da 3 a 8 milioni di individui, con una media di 5,56 milioni. È come se ci fossero fino a 270 alveari di api da miele in meno di un ettaro. Una concentrazione incredibile e preziosa, considerando che questi insetti, appartenenti alla specie Andrena regularis (le api “minatrici” o scavatrici comuni), sono importantissimi impollinatori, in particolare delle mele.

A descrivere l’immensa aggregazione di 5,5 milioni di api è stato un team di ricerca del Dipartimento di Entomologia della Cornell University. I ricercatori, coordinati dal dottor Steven T. Hoge (oggi alla Divisione di Nefrologia del Brigham and Women’s Hospital di Boston) e dal professor Bryan N. Danforth, devono la scoperta alla collega Rachel Fordyce e al costo dei parcheggi. Per raggiungere il laboratorio del professor Danforth, infatti, la giovane ricercatrice parcheggiava gratuitamente all’East Hill Plaza e attraversava a piedi il cimitero. Un giorno di primavera del 2022 arrivò in università con un barattolo pieno di api scavatrici, raccontando che il cimitero ne era colmo. In breve tempo il team si è organizzato per condurre un’indagine scientifica in loco, con l’obiettivo di determinare la dimensione della popolazione, la presenza di altre specie, il rapporto tra maschi e femmine, il tasso di parassitismo (in particolare da parte dell’ape nomade Nomada imbricata) e altri parametri.

Per effettuare le verifiche hanno piazzato emergence traps (e traps) in varie parti del cimitero: si tratta di tende di circa 1 metro quadrato con un barattolo posto in cima per catturare gli insetti che emergono dal terreno. Ne hanno posizionate dieci tra il 30 marzo e il 16 maggio 2023, periodo scelto perché le api scavatrici emergono proprio in aprile per riprodursi. Durante la raccolta hanno catturato 3251 individui di 16 specie diverse, tra api, mosche e coleotteri. Dai campioni raccolti hanno potuto determinare densità di popolazione, rapporto tra i sessi, tasso di parassitismo e molto altro. In media, ogni metro quadrato del cimitero ospita circa 850 api scavatrici, dato che porta alla stima complessiva di 5,56 milioni di individui. I ricercatori hanno osservato che i maschi (60,6 percento del totale) emergono prima dal terreno e attendono le femmine per riprodursi. Il tasso di parassitismo è risultato molto basso: 1,4% per Nomada imbricata e meno dell’1 percento per altre due specie. La presenza delle api terricole in questo cimitero, costruito nel 1878, è documentata almeno dal 1935. I ricercatori ritengono che la loro enorme abbondanza sia dovuta a più fattori: la vicinanza del grande frutteto Cornell, a mezzo chilometro; il terreno sabbioso, ideale per le api terricole; l’assenza di pesticidi; e il disturbo minimo tipico dei cimiteri. In sostanza, un habitat perfetto.

“La ricerca valorizza le api solitarie che nidificano nel terreno e dimostra quanto siano abbondanti, quanto siano importanti come impollinatrici e quanto sia necessario preservare questi siti di nidificazione”, ha affermato il professor Danforth in un comunicato stampa. “Esistono certamente altre grandi aggregazioni nel mondo che non abbiamo ancora identificato, ma in base alla letteratura questa è una delle più grandi”, ha aggiunto il dottor Hoge. Ora che gli studiosi sono consapevoli dell’enorme aggregazione, faranno il possibile per tutelarla. Come ha spiegato Danforth, se si decidesse di asfaltare il cimitero si perderebbero in un colpo solo 5,5 milioni di api. I dettagli della ricerca “Emergence dynamics and host-parasite associations in a large aggregation of Andrena regularis (Hymenoptera: Apoidea: Andrenidae)” sono stati pubblicati sulla rivista Apidologie.