Scoperta una molecola che può attaccare le cellule tumorali dall’interno: lo studio sperimentale

Una delle sfide più decisive su cui si concentra oggi la ricerca oncologica è quella di trovare nuovi trattamenti in grado di attaccare in modo selettivo le cellule tumorali, senza danneggiare quelle sane. In questo modo diventerebbe infatti possibile contrastare il tumore limitando il più possibile gli effetti collaterali, oggi ancora associati, sebbene siano più tollerabili rispetto al passato, a molti dei trattamenti antitumorali oggi disponibili.
Era questo l'obiettivo di un gruppo di ricercatori dell'Università di Ginevra e dell'Università di Marburgo che studiando gli amminoacidi, ovvero i mattoni alla base delle proteine, ha osservato in un nuovo studio come una specifica forma dell'amminoacido cisteina sia in grado di attaccare da dentro alcune cellule tumorali senza impattare su quelle sane. L'amminoacido in questione si chiama D-cisteina (D-Cys) ed è la forma speculare dell'amminoacido cisteina, uno dei 20 amminoacidi che combinandosi formano le proteine in tutte le forme viventi.
Cos'è l'amminoacido D-cisteina
Dobbiamo tenere presente infatti che le proteine, ovvero le unità base della vita, sono formate da diverse combinazioni di questi 20 amminoacidi. Tuttavia, di questi amminoacidi esistono due forme – in termini tecnici si chiamano "enantiomeriche" – ovvero la forma L (levogira) e la forma D (destrogira). In sostanza sono due forme speculari non sovrapponibili dello stesso amminoacido, proprio come lo sono la nostra mano destra e la sinistra. Per formare le proteine – spiegano i ricercatori – il nostro corpo utilizza soprattutto la forma L degli amminoacidi.
Ma studiando il ruolo degli amminoacidi nel funzionamento delle cellule tumorali in esperimenti di laboratorio, i ricercatori si sono accorti che la forma D della cisteina frenava in modo significativo la proliferazione delle cellule tumorali senza attaccare quelle sane. Questa alta specificità della D-cisteina dipende dal fatto che può essere importato soltanto all'interno delle cellule da uno specifico trasportatore che si trova su alcune cellule tumorali e non su quelle sane.
Come agisce contro i tumori
In sostanza, una volta che questo amminoacido, che presenza un atomo di zolfo, viene trasportato dentro la cellula tumorale, blocca un enzima fondamentale per alcuni processi di sopravvivenza delle cellule stesse, come la respirazione e la sintesi del DNA. Man mano che, in una sorta di effetto domino, questi processi vengono ostacolati, il DNA viene danneggiato e le cellule tumorali non possono più crescere.
Dopo aver osservato questi effetti dell'amminoacido negli esperimenti di laboratorio, gli scienziati hanno voluto verificarli in uno studio sperimentale sui topi. Così hanno somministrato la D-cisteina in topi con tumore mammario altamente aggressivo e difficile da trattare e hanno osservato come evolveva la malattia. I risultati sono stati incoraggianti: la crescita del tumore è rallentata e non sono stati registrati effetti collaterali significativi nei topi.
La speranza dei ricercatori è che la D-cisteina possa essere utilizzata come nuova terapia contro i tumori dotatati di quello specifico trasportatore in grado di portare all'interno della cellula l'amminoacido. Tuttavia, sono necessari ancora altri studi per verificare se nella pratica è possibile somministrare in modo sicuro questa molecola anche negli esseri umani e con gli stessi risultati.