video suggerito
video suggerito

Scoperta nuova specie di dinosauro dal becco d’anatra: perché li chiamano le “mucche del Cretaceo”

Analizzando a fondo fossili recuperati nel 1916 nel New Mexico, negli Stati Uniti, un team di ricerca internazionale ha scoperto una nuova specie di dinosauro dal becco d’anatra, l’adrosauride Ahshislesaurus wimani. Il rettile era lungo fino a 12 metri e aveva un peso di circa 9 tonnellate. Ecco perché questi dinosauri erano chiamati le “mucche del Cretaceo”.
A cura di Andrea Centini
57 CONDIVISIONI
Il dinosauro dal becco d’anatra Ahshislesaurus wimani. Credit: Sergey Krasovskiy/NMMNHS
Il dinosauro dal becco d’anatra Ahshislesaurus wimani. Credit: Sergey Krasovskiy/NMMNHS

I ricercatori hanno scoperto una nuova specie di grande adrosauride, un cosiddetto dinosauro dal becco d'anatra, vissuto nel tardo Cretaceo (circa 75 milioni di anni fa) in quello che è oggi il New Mexico, negli Stati Uniti. Come spesso accade in paleontologia, la descrizione di una nuova specie non è legata al ritrovamento “fresco” di fossili, bensì alla rivalutazione di reperti custoditi nei musei già classificati in passato. Grazie a un maggior numero di campioni e intuizioni geniali, come quelle che hanno permesso al medico in pensione Jeremy Lockwood di rivoluzionare la paleontologia, gli studiosi possono infatti rivalutare precedenti analisi, facendo nuove scoperte come nel caso di Ahshislesaurus wimani, il dinosauro dal becco d'anatra oggetto della ricerca.

Questi dinosauri erano chiamati così per via delle strutture cornee della labbra, che permettevano loro di strappare le foglie coriacee della vegetazione mesozoica. Gli adrosauridi vengono talvolta chiamati “le mucche del Cretaceo”, per via del fatto che erano erbivori molto numerosi che vivevano in grandi mandrie. A questo gruppo appartengono specie iconiche come il Parasaurolophus; visto anche nella saga di Jurassic Park; l'Edmontosauro conosciuto per le “mummie” con gli zoccoli recuperate negli USA; l'Ouranosauro caratterizzato da una grande cresta dorsale; l'Olorotitan che ha permesso di fare una scoperta significativa sull'accoppiamento dei dinosauri e il recente Cariocecus bocagei, descritto dal paleontologo italiano Filippo Bertozzo.

A scoprire e descrivere la nuova specie di dinosauro dal becco d'anatra Ahshislesaurus wimani è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi dell'Università di Scienza e Tecnologia di Harrisburg (HSU) e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università Statale del Montana, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti l'Università Statale della Pennsylvania, il Museo di Storia Naturale del New Mexico e il Centro per la Paleobiologia Integrativa dell'Università Pavol Jozef Šafárik (Slovacchia). I ricercatori, coordinati da Steven Jasinski, Edward Malinzak e Sebastian Dalman, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i fossili di un dinosauro precedentemente classificato come Kritosaurus navajovius, un altro adrosauride.

I suoi resti furono recuperati nel 1916 nella località Ah-Shi-Sle-Pah (da cui deriva il nome del genere della nuova specie) nella famosa Formazione Kirtland del Cretaceo nei pressi di Four Corners, nel New Mexico nordoccidentale. Qui sono stati recuperati i resti di molti dinosauri, tra i quali ceratopsidi (come il famoso Pentaceratops), anchilosauridi, ornitomimidi, tirannosauridi, pachicefalosauridi e altri, tutti gruppi famosissimi che gli appassionati di dinosauri hanno potuto ammirare nelle saghe di Jurassic Park e Jurassic World.

Illustrazione del dinosauro dal becco d’anatra Ahshislesaurus wimani. Credit: Sergey Krasovskiy/NMMNHS
Illustrazione del dinosauro dal becco d’anatra Ahshislesaurus wimani. Credit: Sergey Krasovskiy/NMMNHS

I ricercatori si sono concentrati in particolar modo sulle ossa del cranio, che sono spesso dirimenti e molto più significative di altre per descrivere una specie. Nel caso specifico, si sono accorti che i fossili raccolti dal famoso collezionista Charles H. Sternberg all'inizio del XX secolo – e descritti nel 1935 dal paleontologo Charles Gilmore – non appartenevano a Kritosaurus navajovius, bensì a una specie completamente nuova. Risultano infatti differenze rilevanti nelle ossa quadrato, dentario e giugale, ma anche in quelle dell'ischio (un osso del bacino). Dopo la valutazione, il professor Dalman è colleghi hanno deciso di attribuire i resti alla nuova specie Ahshislesaurus wimani. Secondo le stime degli scienziati questo adrosauride era lungo fino a 12 metri e aveva un peso di circa 9 tonnellate. Era quindi un animale di notevoli dimensioni, che vivendo in grandi mandrie giocava un ruolo significativo nell'ecosistema del Tardo Campaniano (Cretaceo superiore, prima dell'impatto dell'asteroide dell'evento di Chicxulub che sterminò i dinosauri non aviani 66 milioni di anni fa). Secondo gli esperti l'adrosauride era predato dal grande teropode Bistahieversor, un tirannosauro.

Gli adrosauri sono stati talvolta definiti in modo colorito ‘le mucche del Cretaceo'”, ha affermato il dottor Jacinski in un comunicato stampa. “Sebbene questa possa non essere una metafora perfetta, probabilmente vivevano in mandrie e sarebbero stati presenti in modo evidente negli ambienti del New Mexico settentrionale verso la fine del Cretaceo”, ha aggiunto l'esperto. “Gli Hadrosauridae, una famiglia di grandi dinosauri erbivori, furono tra i dinosauri più abbondanti negli ecosistemi terrestri del Cretaceo superiore del bacino interno occidentale del Nord America per circa 20 milioni di anni”, ha sottolineato il dottor Dalman in un altro comunicato. Secondo gli esperti le caratteristiche della nuova specie hanno una rilevanza significativa anche dal punto di vista delle migrazioni degli adrosauri, che non si spostavano solo tra nord e sud nel continente americano, ma giungevano anche in Asia dall'antico passaggio sull'attuale Stretto di Bering. I dettagli dello studio “A new saurolophine hadrosaurid (ornithischia: hadrosauridae) from the upper cretaceous (campanian) hunter wash member, Kirtland Formation, San Juan basin, New Mexico” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Bulletin of the New Mexico Museum of Natural History and Science.

57 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views