Sanremo 2026, la vita di Paolo Sarullo dopo il coma. I medici che lo seguono: “Risultati inaspettati”

La notte del 19 maggio 2024 Paolo Sarullo, oggi 25 anni, era appena uscito dalla discoteca nel Savonese dove aveva trascorso la serata con un amico, quando è stato brutalmente aggredito da un gruppo di ragazzi che volevano sottrargli il monopattino. Un pugno lo ha fatto cadere, facendogli sbattere la testa. L'urto è stato così violento da procurargli una grave emorragia cerebrale che ha reso necessari due interventi delicatissimi di 15 ore ciascuno, dopo i quali Paolo è rimasto tre mesi in coma, sospeso tra la vita e la morte.
Quando si è svegliato Paolo ha dovuto affrontare una diagnosi difficile e un lungo percorso di riabilitazione che continua tuttora. Oggi ha deciso di usare la sua storia per sensibilizzare contro la violenza. Lo ha fatto anche ieri, durante la terza serata del Festival di Sanremo, in collegamento con l'Ariston. A Carlo Conti ha detto: "Sono contento di essere qui. Stop alla violenza sui giovani" e ha aggiunto di aver perdonato i suoi aggressori, ma che quanto successo a lui "non deve più accadere a nessuno". Durante il collegamento Paolo era in diretta dal Centro S. Maria dei Poveri della Fondazione Don Carlo Gnocchi di La Spezia. È qui che da agosto 2025 sta affrontando un lungo percorso di riabilitazione, grazie alla quale ha però raggiunto "risultati importanti e inattesi".
Il percorso di Paolo
Il Centro Don Carlo Gnocchi ha spiegato che le condizioni iniziali di Paolo erano "drammatiche". Il ragazzo presentava infatti tetraplegia, era impossibilitato sia a parlare che a muoversi, e poteva comunicare solo attraverso lo sguardo.
Tuttavia, grazie alla lunga riabilitazione in questi mesi le sue condizioni sono migliorate in modo importante: "Oggi Paolo respira autonomamente, parla, mangia da solo e ha ripreso a muoversi", spiega l'istituto. Questi risultati sono il prodotto combinato – prosegue il team dell'istituto ligure – della determinazione di Paolo e del lavoro altamente specializzato che sta facendo con un'équipe multidisciplinare e con l'ausilio di tecnologie avanzate.
La lunga riabilitazione
"L’impiego della riabilitazione robotica per l’arto superiore e di specifici tutori gamba-piede gli consente progressi continui; grazie anche a uno speciale deambulatore, il Grillo, è attualmente in grado di camminare per brevi tratti", prosegue la Fondazione Don Carlo Gnocchi.
Il direttore sanitario del Centro, il neurologo Pietro Balbi, ha ribadito dopo le parole di Paolo ieri all'Ariston quanto i risultati da lui raggiunti non siano affatto scontati e anche per questo motivo di grande soddisfazione per il Centro: "Vederlo portare il suo messaggio di pace e speranza a un pubblico così ampio – ha dichiarato Balbi – sarà per tutti noi un motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, una grande responsabilità".