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Questa creatura preistorica di 300 milioni di anni riscrive la nascita degli animali erbivori

Un team di ricerca internazionale ha scoperto e descritto il fossile di una creatura straordinaria vissuta 307 milioni di anni fa, che riscrive la nascita dell’erbivoria. Tyrannoroter heberti fu infatti uno dei primi animali erbivori noti alla scienza. Ecco cosa hanno scoperto i paleontologi.
A cura di Andrea Centini
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Illustrazione di Tyrannoroter heberti. Credit: Hannah Fredd
Illustrazione di Tyrannoroter heberti. Credit: Hannah Fredd

All'interno di un antichissimo tronco fossilizzato recuperato in Canada i ricercatori hanno trovato i resti di una piccola creatura vissuta circa 300 milioni di anni fa. Si tratta di un microsauro pantilide, tra i primi animali ad essersi adattati alla vita sulla terraferma, dopo il rivoluzionario “sbarco” dei vertebrati avvenuto tra i 390 e i 360 milioni di anni fa, nel Devoniano. Questa creatura, cui è stato dato l'altisonante nome scientifico di Tyrannoroter heberti, appartiene a un gruppo di “pionieri” che gli scienziati chiamano amnioti del ramo basale, strettissimi parenti del gruppo che diede vita a rettili e mammiferi. A rendere la nuova specie particolarmente interessante non è però la sua storia evolutiva (filogenesi), bensì ciò che i ricercatori hanno trovato all'interno del suo cranio dopo accurate scansioni tridimensionali, ovvero denti capaci di macinare e triturare le piante. In sostanza, siamo innanzi a uno dei primi animali erbivori noti ai paleontologi. Questa scoperta indica che l'erbivoria si è sviluppata poco dopo il passaggio alla vita sulla terraferma dei vertebrati, e non in una fase successiva come ritenuto sino ad oggi. Ecco perché Tyrannoroter heberti è un animale davvero speciale.

A scoprire e descrivere il microsauro pantilide risalente a 307 milioni di anni fa (Carbonifero superiore) è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati canadesi dell'Università Carleton di Ottawa, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Negaunee Integrative Research Center del Museo di Storia Naturale Field di Chicago (Stati Uniti) e del Dipartimento di Paleobiologia del Museo Nazionale di Storia Naturale presso la Smithsonian Institution. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Hillary C. Maddin, docente di Paleontologia nel Dipartimento di Scienze della Terra dell'ateneo canadese, hanno recuperato il tronco fossilizzato in una zona di marea sull'Isola di Capo Bretone in Nuova Scozia, Canada. A individuarlo per primo è stato il paleontologo amatoriale Brian Hebert, al quale gli autori dello studio hanno dedicato l'epiteto del nome scientifico della nuova specie. Sul tronco era presente il fossile del cranio di Tyrannoroter heberti, l'unica parte recuperata. Dalle dimensioni e dai confronti con altri pantilidi noti, i ricercatori hanno determinato che era lungo una trentina di centimetri e aveva una forma affusolata, più o meno come quella di un pallone da rugby.

Illustrazione di Tyrannoroter heberti. Credit: Hannah Fredd
Illustrazione di Tyrannoroter heberti. Credit: Hannah Fredd

È interessante notare che il cranio, con la tipica forma a cuore e il muso appuntito, aveva la bocca chiusa; pertanto, per indagare a fondo sui denti e altre strutture era necessario procedere con una scansione tridimensionale ad hoc, nel caso specifico una micro TC. I ricercatori si sono trovati innanzi a una scoperta incredibile: una dentatura su mandibole e palato adatta a macinare e tritare materiale di origine vegetale. “Eravamo molto emozionati di scoprire cosa si nascondesse all'interno della bocca di questo animale una volta scansionata: una bocca piena zeppa di un'intera serie di denti aggiuntivi per frantumare e macinare il cibo, come le piante”, ha affermato la professoressa Maddin in un comunicato stampa. “Tyrannoroter heberti è di grande interesse perché si è a lungo pensato che l'erbivoria fosse riservata agli amnioti. È un amniote del ramo basale, ma ha una dentatura specializzata che potrebbe essere utilizzata per la trasformazione degli alimenti vegetali”, le ha fatto eco il dottor Hans Sues, coautore dello studio. Questi risultati indicato che questa creatura fu una delle prime a nutrirsi di organismi vegetali e che l'erbivoria nacque poco dopo lo sbarco sulla terraferma dei primi tetrapodi.

I primi vertebrati terrestri a quattro zampe (tetrapodi) sono originati da pesci a pinne lobate – come il celeberrimo celacanto – che impararono a “camminare” sulla terraferma. Ciò, come indicato, avvenne tra i 390 e i 360 milioni di anni fa. I primi tetrapodi rimasero strettamente connessi all'acqua, ma nella fase successiva si trasformarono in animali esclusivamente terrestri in grado di affrancarsi da fiumi, mari e laghi grazie alle uova con l'amnios, da cui deriva il nome amnioti. Curiosamente, i tetrapodi ancestrali non si interessarono alle piante – già presenti da 100 milioni di anni – ma continuarono a mangiarsi fra loro per un lungo periodo. Le piante, del resto, non erano ricche di tessuti nutrienti ed erano complicate da digerire; inoltre servivano adattamenti specifici per poterle sfruttare. All'epoca c'erano però già degli invertebrati che se ne nutrivano. Piccoli tetrapodi come i pantilidi, probabilmente, nutrendosi di questi insetti costituirono dentatura e microbiota intestinale adatti a sfruttare anche gli organismi vegetali, e così nacquero i primi erbivori. Ma non vegani, dato che probabilmente anche Tyrannoroter heberti si nutriva di una certa quota di proteine animali. L'erbivoria divenne vantaggiosa con la diffusione delle gimnosperme e delle felci nel Carbonifero. I dettagli della ricerca “Carboniferous recumbirostran elucidates the origins of terrestrial herbivory” sono stati pubblicati su Nature Ecology & Evolution.

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