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Quali sono le cause della perdita dell’udito e come si previene: colpisce 1,5 miliardi di persone

In occasione del World Hearing Day l’OMS ricorda l’enorme diffusione e le conseguenze della perdita dell’udito, una condizione che entro il 2050 interesserà oltre 2,5 miliardi di persone. Quali sono le cause principali e come si previene.
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A cura di Andrea Centini
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Un bambino con un apparecchio acustico in mano
Un bambino con un apparecchio acustico in mano

A partire dal 2007, il 3 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Udito, il World Hearing Day, una campagna messa a punto dall'Office of Prevention of Blindness and Deafness dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) volta a sensibilizzare sulla prevenzione della perdita dell'udito e sulle misure per tutelare il prezioso senso. Inizialmente la campagna era nota come Giornata internazionale per la cura dell'orecchio, ma dal 2016 ha assunto la sua denominazione definitiva, per abbracciare un concetto più ampio. Ogni anno l'OMS presenta un nuovo tema per promuovere la campagna; quello del 2023 è “Cura dell'orecchio e dell'udito per tutti! Facciamo in modo che diventi realtà”, che ha come principale obiettivo quello di sottolineare l'importanza dell'integrazione delle cure dell'orecchio e dell'udito nell'ambito delle cure primarie, "come componente essenziale della copertura sanitaria universale". Ma quante sono le persone al mondo che soffrono di perdita dell'udito? E quali sono le cause principali di questa condizione?

L'OMS specifica che vi sono oltre 1,5 miliardi di individui nel mondo affetti da perdita dell'udito, una cifra destinata a crescere sensibilmente nei prossimi tre decenni. Si calcola infatti che entro il 2050 ci saranno più di 2,5 miliardi di persone colpite da questo problema, in grado di abbattere la qualità della vita. La perdita di un senso così prezioso, ad esempio, può determinare difficoltà nella comunicazione, ritardo nello sviluppo del linguaggio, deficit cognitivi e di apprendimento nei bambini, con tutto ciò che ne consegue nel prosieguo della vita. La condizione può inoltre sfociare in frustrazione, solitudine e isolamento sociale, soprattutto negli anziani, come evidenziato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Del miliardo e mezzo di persone con problemi di udito, ben 430 milioni hanno una condizione invalidante, con effetti potenzialmente devastanti sulla vita sociale e lavorativa. I bambini affetti da sordità e ipoacusia di vario grado sono quasi 35 milioni; molti nascono con difetti congeniti che compromettono l'udito, ma in circa il 60 percento dei casi si tratta di condizioni prevenibili. Ecco perché l'OMS sottolinea l'importanza di promuovere la cura dell'orecchio e dell'udito, integrando in modo sistematico e capillare l'otorinolaringoiatria nei servizi di assistenza primaria.

Moltissimo c'è da anche da fare sotto il profilo della prevenzione. Basti sapere che sono circa 1 miliardo i giovani tra i 12 e i 35 anni esposti al rischio di perdere l'udito a causa dell'esposizione al rumore troppo forte, come la musica a tutto volume nei locali o sparata nelle orecchie attraverso cuffie e auricolari. “Milioni di adolescenti e giovani sono a rischio di perdita dell'udito a causa dell'uso non sicuro di dispositivi audio personali e dell'esposizione a livelli sonori dannosi in luoghi come discoteche, bar, concerti ed eventi sportivi”, aveva affermato lo scorso anno il dottor Bente Mikkelsen, direttore presso il Dipartimento per le malattie non trasmissibili dell'OMS. La raccomandazione degli esperti è quella di esporsi a un livello sonoro medio massimo di 100 decibel, nei luoghi e negli eventi in cui musica e il suono la fanno da padrone.

Naturalmente non vi è solo l'esposizione ai rumori forti a catalizzare il rischio di perdere l'udito, la cui manifestazione, come indicato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), varia sia dal punto di vista dell'origine che dell'intensità. Si spazia dalle ipoacusie (compromissione uditiva) di vario grado – leggera, moderata, severa e profonda – fino alla sordità totale, che può colpire un solo orecchio (unilaterale) o entrambi. L'ipoacusia si definisce "a trasmissione" quando è causata da "malformazioni, traumi ma soprattutto processi infiammatori a carico dell’apparato di trasmissione dei suoni nell’orecchio esterno e medio", spiega l'ISS, mentre quella neurosensoriale coinvolge disturbi / danni all’orecchio interno e al nervo acustico.

Sono molteplici le malattie in grado di innescare la perdita dell'udito, fino a sfociare nella totale sordità per i casi più gravi. Tra esse figurano patologie molto comuni alla stregua del morbillo, della rosolia e della parotite epidemica, così come la meningite e altre infezioni croniche dell’orecchio. Per questo i medici sottolineano l'importanza di vaccinarsi e fare sempre attenzione all'igiene, in particolar modo a un accurato lavaggio delle mani, procedura di cui tanto si è parlato durante la pandemia di COVID-19 ma fondamentale nella prevenzione di numerose malattie infettive.

Tra le altre cause che possono innescare la perdita dell'udito vi sono malattie genetiche ereditarie e l'utilizzo di farmaci ototossici, come alcuni antibiotici e trattamenti contro la malaria, noti per danneggiare la coclea (un canale a spirale nell'orecchio interno a forma di chiocciola). Anche l'assunzione di determinati medicinali durante la gravidanza, il parto prematuro, l'itterizia e la carenza di ossigeno possono sfociare in ipoacusia o sordità. Non va inoltre dimenticata la compromissione delle capacità uditive legata al naturale invecchiamento dell'organismo.

La perdita dell'udito, oltre al significativo impatto sanitario e sociale, ha anche un costo economico estremamente significativo, che l'OMS calcola in ben 980 miliardi di dollari all'anno. Una cifra enorme, destinata ad aumentare nei prossimi anni con l'incremento dei pazienti colpiti dalla condizione. Apparecchi acustici a basso costo, diffusione delle linee guida sulla prevenzione e integrazione dell'otorinolaringoiatria nelle cure primarie sono considerati tre degli strumenti principali che abbiamo a disposizione per combattere la perdita dell'udito.

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