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Psichedelico dell’ayahuasca e depressione: una singola dose riduce i sintomi, lo studio su Nature Medicine

Un composto psichedelico dell’ayahuasca, la DMT (dimetiltriptamina), può avere effetti antidepressivi rapidi e duraturi: secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine, una sola somministrazione riduce i sintomi della depressione.
A cura di Valeria Aiello
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La dimetiltriptamina (DMT) è un composto psichedelico dell’infuso di ayahuasca, utilizzato nei rituali sciamanici in Sud America / Photo: iStock
La dimetiltriptamina (DMT) è un composto psichedelico dell’infuso di ayahuasca, utilizzato nei rituali sciamanici in Sud America / Photo: iStock

La DMT (dimetiltriptamina), composto psichedelico presente nell’ayahuasca – la bevanda tradizionale utilizzata nei riti sciamanici – può ridurre in modo rapido e duraturo i sintomi della depressione dopo una singola somministrazione. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine e condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra su persone con disturbo depressivo maggiore. L’effetto antidepressivo, secondo i risultati, si è mantenuto fino a tre mesi e, in alcuni partecipanti, fino a sei mesi.

Abbiamo dimostrato che una singola somministrazione di DMT della durata di circa 25 minuti è sicura, efficace e duratura, con effetti paragonabili ad altri promettenti trattamenti psichedelici che spesso richiedono sedute molto più lunghe” ha dichiarato il dottor David Erritzoe, principal investigator dello studio. “Sebbene questi risultati iniziali debbano essere interpretati con cautela, sono molto promettenti”.

Lo studio si inserisce in una fase di rinnovato interesse clinico per gli psichedelici nel trattamento della depressione, che negli ultimi anni ha prodotto evidenze rilevanti anche con la psilocibina, pubblicate su riviste come il New England Journal of Medicine (NEJM) e il Journal of the American Medical Association (JAMA). In questo contesto, la DMT viene valutata per una caratteristica distintiva: la durata molto breve dell’esperienza psichedelica, che potrebbe avere implicazioni pratiche nella gestione clinica delle sedute terapeutiche.

DMT contro la depressione: i risultati del trial clinico

Lo studio, un trial clinico di fase 2a randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 34 pazienti con depressione da moderata a grave e una storia di almeno due trattamenti infruttuosi, sia di medicina convenzionale che di psicoterapia.

Inizialmente, metà dei pazienti ha ricevuto una singola infusione di DMT (21,5 mg somministrati in circa di 10 minuti), mentre l’altra metà ha ricevuto un placebo (stessa dose, stesso metodo di somministrazione, ma senza il composto psicoattivo). “Tutti i partecipanti hanno ricevuto lo stesso supporto psicoterapeutico, inclusi colloqui pre-dose, pratiche di visualizzazione e supporto di persona durante il periodo di somministrazione” precisano dai ricercatori.

Prima e dopo il trattamento con DMT o placebo, la gravità dei sintomi depressivi è stata valutata attraverso la Montgomery-Åsberg Depression Rating Scale (MADRS), uno degli strumenti clinici più utilizzati negli studi sulla depressione. Le differenze nei punteggi sono state utilizzate come misura primaria del cambiamento nei sintomi depressivi.

Il gruppo DMT ha mostrato riduzioni significativamente maggiori anche solo una settimana dopo la somministrazione, con una riduzione media di 10,8 punti nei punteggi MADRS. A due settimane, la diminuzione dei punteggi è risultata significativamente maggiore rispetto al placebo, con variazione media di 7,4 punti rispetto al basale. Gli effetti antidepressivi erano ancora presenti 3 mesi dopo e, in alcuni partecipanti, fino a 6 mesi. Il regime terapeutico è risultato ben tollerato e sicuro: non si sono verificati eventi avversi gravi correlati al trattamento e non si sono verificati cambiamenti preoccupanti nei pensieri suicidari.

In una successiva fase di sperimentazione, entrambi i gruppi hanno ricevuto una dose di DMT. Le analisi secondarie non hanno rilevato differenze significative negli esiti clinici tra i partecipanti che hanno ricevuto una dose di DMT rispetto a quelli che ne hanno ricevute due, suggerendo che una singola dose potrebbe essere sufficiente per ottenere benefici a lungo termine.

Perché questo studio sulla DMT è importante

La depressione è una delle principali cause di disabilità nel mondo e colpisce centinaia di milioni di persone, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che evidenzia come una quota significativa di pazienti non ottenga una remissione completa con i trattamenti disponibili. In questo contesto, gli studi clinici che valutano nuove strategie terapeutiche — come quello appena pubblicato sulla DMT — vengono esaminati con particolare attenzione dalla comunità scientifica e dagli specialisti del settore.

Tra questi, il professor James Stone, docente di psichiatria alla Brighton and Sussex Medical School, che in un intervento su Science Media Center parla di “uno studio preliminare entusiasmante e ben progettato” che fornisce “la prima ipotesi sull’utilità della DMT come agente antidepressivo”. Stone richiama però anche ai suoi limiti: il numero di partecipanti è ridotto rispetto agli studi definitivi sugli antidepressivi e alcune persone potrebbero inoltre essere più vulnerabili a esperienze psicologiche intense o negative durante la fase acuta dell’effetto, un aspetto che richiede ulteriori approfondimenti.

Anche il dottor James Rucker, psichiatra consulente presso il South London & Maudsley NHS Foundation Trust e docente al King’s College di Londra, ha osservato che lo studio “si aggiunge a un crescente numero di prove secondo cui le droghe psichedeliche possono avere effetti antidepressivi rapidi e duraturi se somministrate in un contesto controllato”. Allo stesso tempo, ha richiamato un nodo metodologico comune in questo tipo di ricerche: l’intensità e la riconoscibilità dell’esperienza psichedelica rendono difficile mantenere pienamente il disegno in doppio cieco, e una parte del miglioramento osservato potrebbe essere influenzata anche dalle aspettative dei partecipanti.

Entrambi gli esperti, come gli autori dello studio, concordano su un punto: i risultati sono promettenti, ma non ancora conclusivi. Il trial rafforza la necessità di studi più ampi e rigorosi, in grado di definire con maggiore precisione efficacia, sicurezza e possibile ruolo clinico della DMT nel trattamento della depressione.

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