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28 Gennaio 2022
11:13

Prime inoculazioni del vaccino anti HIV a mRNA di Moderna finanziato da Bill Gates

Eseguite le prime inoculazioni del vaccino anti HIV a mRNA di Moderna, basato sulla stessa tecnologia anti Covid. Il progetto è finanziato da Bill Gates.
A cura di Andrea Centini
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Avviata la sperimentazione sull'uomo di un vaccino anti HIV a RNA messaggero (mRNA), la stessa tecnologia utilizzata per i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna contro il coronavirus SARS-CoV-2. Il nuovo farmaco è stato messo a punto proprio dalla società di biotecnologie americana Moderna, che sta collaborando a stretto contatto con l'International Aids Vaccine Initiative (IAVI), un'organizzazione di ricerca scientifica senza scopo di lucro. Il progetto di ricerca è finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, la fondazione presieduta dal fondatore di Microsoft Bill Gates e dalla sua ex moglie Melinda. Le prime dosi del vaccino – chiamato eOD-GT8 60mer mRNA Vaccine (mRNA-1644) – sono state già inoculate presso la Scuola di Medicina e Scienze della Salute dell'Università George Washington (GWU) di Washington DC, negli Stati Uniti.

Lo studio sperimentale di Fase 1 chiamato IAVI G002 coinvolgerà in tutto 56 volontari, tutti adulti sani e senza infezioni da virus HIV, il patogeno responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). L'obiettivo dello studio è valutare se la somministrazione del vaccino – che prevede anche inoculazioni di specifici adiuvanti – sia in grado di innescare la maturazione delle cellule B per la produzione dei cosiddetti “anticorpi ampiamente neutralizzanti” o bnAb. “L'induzione di bnAbs è ampiamente considerata un obiettivo della vaccinazione contro l'HIV e questo è il primo passo in quel processo”, si legge nel comunicato stampa di Moderna. A sviluppare gli antigeni del vaccino anti HIV è stato il professor William Schief, docente presso lo Scripps Research e direttore del programma di ricerca sui vaccini Neutralizing Antibody Center (NAC) dello IAVI e colleghi. Nel primo studio (IAVI G001) è stato determinato che, grazie a uno specifico adiuvante, è stata indotta la produzione di anticorpi ampiamente neutralizzanti nel 97 percento dei volontari che hanno ricevuto il vaccino. Nel nuovo studio appena avviato verranno valutate diverse combinazioni per determinare quella più efficace e meno reattogenica (ovvero in grado di indurre effetti collaterali).

Nello specifico, 48 dei partecipanti allo IAVI G002 riceveranno una o due dosi di eOD-GT8 60mer mRNA Vaccine (mRNA-1644); fra essi in 32 riceveranno l'immunogeno boost Core-g28v2 60mer mRNA Vaccine (mRNA-1644v2-Core), mentre in otto, si legge nel comunicato stampa, riceveranno il solo immunogeno boost. Le somministrazioni del vaccino anti HIV si terranno in quattro sedi: oltre alla già citata Università George Washington, saranno coinvolte la Hope Clinic dell'Emory Vaccine Center di Atlanta, il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e l'Università del Texas-Health Science Center di San Antonio.

“Siamo estremamente entusiasti di portare avanti questo nuovo programma per la progettazione del vaccino contro l'HIV con la piattaforma mRNA di Moderna. La ricerca di un vaccino contro l'HIV è stata lunga e impegnativa e disporre di nuovi strumenti in termini di immunogeni e piattaforme potrebbe essere la chiave per compiere rapidi progressi verso un vaccino contro l'HIV urgente ed efficace”, ha dichiarato Mark Feinberg, presidente e CEO di IAVI. “Siamo grati a tutti i nostri partner e in particolare alla Bill & Melinda Gates Foundation per aver finanziato questo processo”, ha aggiunto il dirigente. “Siamo molto lieti di collaborare con IAVI e la Bill & Melinda Gates Foundation per applicare la nostra tecnologia mRNA nell'ambito dell'HIV. In Moderna, crediamo che l'mRNA offra un'opportunità unica per affrontare bisogni critici di salute pubblica insoddisfatti in tutto il mondo”, gli ha fatto eco Stephen Hoge, Presidente di Moderna. “Riteniamo che l'avanzamento di questo programma su un vaccino contro l'HIV in collaborazione con IAVI e Scripps Research sia un passo importante nella nostra missione di sfruttare il potenziale dell'mRNA per migliorare la salute umana”, ha chiosato il dirigente. I primi risultati della sperimentazione di Fase 1 arriveranno nei prossimi mesi.

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