Precipitazioni estreme nel Mediterraneo: 500 anni di dati dagli alberi rivelano eventi sempre più intensi

Il Mediterraneo sta vivendo un’alternanza sempre più marcata tra precipitazioni estreme e periodi di siccità prolungata, con eventi più intensi e frequenti di quanto la regione abbia mai sperimentato negli ultimi cinque secoli. È la tendenza che emerge con chiarezza da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Climate of the Past, basato su un’analisi di lungo periodo della variabilità delle precipitazioni nel Mediterraneo occidentale.
La ricerca ha ricostruito 520 anni di andamento delle piogge, dal primo Cinquecento a oggi, utilizzando i dati conservati negli anelli di crescita di alberi secolari. Secondo gli autori, “la ricostruzione pluricentenaria rivela una sostanziale variabilità nelle precipitazioni e un aumento della frequenza e dell’intensità degli estremi idroclimatici, sia umidi sia secchi, tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo rispetto alla linea di base a lungo termine”.
Lo studio è stato guidato da Marcos Marín-Martín, ricercatore in scienze ambientali e geografia presso il Museo Nacional de Ciencias Naturales del CSIC. “Abbiamo utilizzato le registrazioni degli anelli degli alberi per ricostruire l’idroclima passato nella catena iberica della Spagna orientale” spiegano i ricercatori, sottolineando come questo approccio consenta di estendere l’analisi ben oltre i limiti dei dati strumentali moderni.
Per l’analisi, il team si è concentrato sui pini di alta quota (Pinus sylvestris e Pinus nigra), cresciuti in ambienti montani della Spagna orientale, particolarmente sensibili alla disponibilità di acqua. “La rete di alberi campionati — alcuni dei quali hanno diversi secoli — ci ha permesso di ottenere una registrazione continua e calibrata delle precipitazioni, una delle più lunghe disponibili per il Mediterraneo occidentale” spiegano gli autori.
Secondo i ricercatori, l’intensificazione osservata negli ultimi decenni è coerente con quanto atteso in un contesto di riscaldamento globale. “L’aumento documentato degli estremi idroclimatici è in linea con le proiezioni sul cambiamento climatico e fornisce una base di riferimento fondamentale per valutare la resilienza degli ecosistemi e la vulnerabilità delle risorse idriche”. Un risultato che rafforza le evidenze già discusse nei rapporti dell’IPCC, che indicano il Mediterraneo come una delle regioni più esposte all’aumento della variabilità climatica.
Precipitazioni estreme nel Mediterraneo: cosa mostra la ricostruzione su 500 anni
Lo studio offre una delle ricostruzioni più dettagliate mai realizzate sulle precipitazioni nel Mediterraneo occidentale, coprendo il periodo 1505–2024. A differenza di molte analisi precedenti, spesso basate su indici di siccità, la ricerca si concentra direttamente sulle quantità annuali di pioggia, fornendo una misura più immediata dell’andamento delle precipitazioni nel tempo.

I dati mostrano che la variabilità climatica non è una novità per la regione: negli ultimi cinque secoli si sono alternati più volte periodi relativamente umidi e fasi secche, talvolta protratte per decenni. Tuttavia, ciò che distingue il periodo più recente è la concentrazione e l’intensità degli estremi, che risultano superiori a quanto osservato nella maggior parte della documentazione storica.
“La nostra ricostruzione evidenzia gruppi di anni estremi anche nei secoli XVI, XVIII e all’inizio del XIX – spiegano i ricercatori – ma rivela in modo cruciale un’intensificazione della frequenza e dell’entità degli estremi sia umidi sia secchi tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, che appare unica nel contesto degli ultimi 500 anni”.
Questo risultato fornisce un riferimento empirico importante per il dibattito sull’attribuzione degli eventi recenti, spesso discusso in relazione al ruolo del cambiamento climatico antropogenico rispetto alla variabilità naturale. Inserendo le osservazioni attuali in un arco temporale di mezzo millennio, lo studio contribuisce a chiarire quanto l’instabilità climatica osservata oggi rappresenti una rottura rispetto al passato e non semplicemente una ripetizione di oscillazioni già sperimentate in precedenza.