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Polmoniti sospette in Cina, Pechino nega nuovo virus. OMS: “Preoccupa resistenza agli antibiotici”

L’aumento delle infezioni respiratorie nei bambini sarebbe dovuto alla circolazione di almeno 7 agenti patogeni noti, tra cui il Mycoplasma pneumoniae, un batterio che “muta costantemente e diventa resistente ai farmaci” avvertono i medici.
A cura di Valeria Aiello
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La Cina ha ribadito che la misteriosa epidemia di polmoniti che sta colpendo i bambini, soprattutto nel nord del Paese, non è dovuta a un nuovo virus ma alla revoca delle restrizioni per il Covid e alla circolazione di molteplici agenti patogeni noti, tra cui il Mycoplasma pnenumoniaeun batterio che provoca generalmente sintomi come mal di gola, affaticamento e febbre, ma che è anche causa comune di polmonite, in particolare di polmonite acquisita in comunità.

Come già affermato una prima volta lo scorso giovedì, in risposta alla richiesta ufficiale di informazioni presentata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Commissione Sanitaria della Cina non ha segnalato alcun “patogeno insolito o nuovo”, anche a Pechino e nel Liaoning, nonostante i dati inchino che il numero delle infezioni respiratorie è rapidamente aumentato nelle ultime settimane, con una percentuale di visite ambulatoriali e ricoveri ospedalieri che ha raggiunto il 6,2% nel nord della Cina, ovvero 2,5 volte quella dello stesso periodo negli ultimi tre anni.

Ad alimentare le preoccupazioni degli esperti non sono però solo i numeri dell’epidemia ma le caratteristiche dei patogeni in circolazione, tra cui appunto il Mycoplasma pneumoniae, contro cui l’antibiotico più comune per il trattamento dell’infezione, l’azitromicina, risulta spesso inefficace, a causa di una più alta diffusione di ceppi resistenti al farmaco.

Secondo quanto riportato da Yin Yudong, un medico di malattie infettive a Chaoyang raggiunto da Beijing News all’inizio di questo mese “fino al 60%-70% dei casi negli adulti e fino all’80% dei casi nei bambini non rispondono all’azitromicina e ad altri farmaci della stessa classe di antibiotici”.

Ospedali pediatrici presi d’assalto e scuole chiuse: cosa sta succedendo in Cina

Da ottobre, la Cina ha segnalato un “aumento delle malattie simil-influenzali”, soprattutto in età pediatrica, rispetto allo stesso periodo dei tre anni precedente.

Il riscontro di tali incrementi arriva dagli ospedali cinesi dove, secondo quanto riportato dai media locali, a partire dall’agosto 2023 si segnalano “epidemie collettive di polmoniti, febbre e infezioni respiratorie tra gli studenti delle scuole primarie e i bambini di molte località della Cina, che hanno raggiunto il picco a novembre. Gli ospedali pediatrici di tutta la Cina hanno continuato ad essere affollati e le scuole di molte località sono state chiuse”.

Attualmente, nelle grandi città come Pechino, Tianjin, Dalian, Shanghai e Hangzhou, gli ambulatori degli ospedali “sono gremiti di persone e le code per la registrazione sono migliaia. Il volume ambulatoriale giornaliero dell’ospedale pediatrico di Tianjin ha superato i 10.000 accessi. Alcuni ospedali hanno addirittura convertito i loro reparti di ortopedia e ginecologia in reparti per la cura delle infezioni respiratorie”.

I video che circolano in rete mostrano immagini di ospedali presi d’assalto, pieni di bambini che ricevono flebo e code di pazienti che “devono aspettare in fila per oreha affermato uno dei membri dell’ospedale pediatrico di Dalian.

Polmoniti da Mycoplasma pneumoniae e altri “agenti patogeni noti”

L’aumento di malattie respiratorie, attribuito alla revoca delle restrizioni per il Covid, è sostenuto dalla co-circolazione di almeno sette patogeni noti: secondo quando riportato dalle autorità sanitarie cinesi, gli aumenti delle visite ambulatoriali e dei ricoveri ospedalieri di bambini sarebbero infatti dovuti a polmonite da Mycoplasma pneumoniae da maggio e a virus respiratorio sinciziale (RSV), adenovirus e virus dell'influenza da ottobre (principalmente di tipo A), nonché alla circolazione del Covid.

Alcuni di questi aumenti – ha evidenziato l’OMS – sono avvenuti prima rispetto a quanto storicamente sperimentato, ma non sono inaspettati data la revoca delle restrizioni COVID-19, come sperimentato in modo simile in altri Paesi”.

Preoccupa la resistenza agli antibiotici

Le autorità sanitarie cinesi non hanno segnalato alcun cambiamento nei sintomi delle malattie respiratorie – mal di gola, affaticamento e febbre nei bambini più grandi e negli adulti con un sistema immunitario robusto, mentre i bambini più piccoli sono inclini a sviluppare polmoniti, con sintomi che durano per settimane.

Tuttavia, ad alimentare la preoccupazione sono soprattutto le infezioni da Mycoplasma pneumoniae, un batterio che “muta costantemente e diventa resistente ai farmaciavvertono alcuni medici. Il fenomeno della resistenza agli antibiotici, nel caso del Mycoplasma pneumonie, è già stata ampiamente segnalato in Cina, dove i dati mostrano che più dell’80% degli isolati è resistente ai macrolidi, una classe di antibiotici di cui fa parte anche l’azitromicina, che è considerato l’antimicrobico di scelta per il trattamento delle infezioni da micoplasma.

Gli studi mostrano che i pazienti con infezioni dovute a ceppi resistenti ai macrolidi possono avere febbre e tosse per un periodo più lungo rispetto ai pazienti infettati da ceppi sensibili a questi farmaci, comportando grandi difficoltà nel trattamento del micoplasma, soprattutto nei bambini sotto gli 8 anni. “Dovrebbero essere adottate diverse misure per frenare la resistenza agli antibiotici macrolidici, altrimenti si arriverà a una situazione in cui non ci saranno farmaci disponibili per i pazienti pediatrici” ha spiegato il dottor Yin Yudong.

Infezioni di questo tipo comportano il ricorso a un maggiore uso di altri antibiotici, tra cui i fluorochinoloni e le tetracicline, il che aumenta la probabilità che emergano ceppi multi-resistenti. “A causa della resistenza ai farmaci, gli antibiotici e altri agenti antimicrobici diventano inefficaci e le infezioni diventano difficili o impossibili da trattare, aumentando il rischio di diffusione delle infezioni, di malattie gravi e di morte” ha evidenziato l’OMS in una nota.

Attualmente, la Cina ha adottato numerose misure, tra cui il fatto che alcuni ospedali abbiano classificato l’azitromicina come un farmaco soggetto a restrizioni, che può essere prescritto solo dai medici al di sopra del medico curanteha aggiunto il dottor Yin Yudong – . Anche le associazioni mediche di tutti i livelli hanno lavorato molto per diffondere la conoscenza sull’azitromicina l’uso razionale degli antibiotici. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che l’uso di macrolidi a lunga durata d’azione, come l’azitromicina, è più strettamente correlato allo sviluppo di resistenza ai farmaci e potrebbe essere possibile orientare il trattamento verso l’uso di macrolidi a breve durata d’azione, come l’eritromicina. In ogni caso, questo sarà un processo a lungo termine

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