Polmonite da influenza, Bassetti: “Quali sintomi devono preoccuparci e richiedono il Pronto Soccorso”

L'influenza è una malattia infettiva respiratoria assai comune durante la stagione fredda, ma non va assolutamente sottovalutata. Basti sapere che in Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) si registrano circa 8.000 morti ogni anno a causa di essa. Ma quando i sintomi influenzali devono preoccuparci a tal punto da rendere necessaria l'assistenza di un medico? A spiegarlo in modo chiaro è il professor Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova.
Il medico, che è stato in prima linea anche nella divulgazione durante la pandemia di COVID-19, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook ha indicato cosa deve preoccuparci e spingerci a richiedere assistenza sanitaria, non prima però di aver fatto un cenno sulla situazione epidemiologica attuale, dove si riscontrano appunto numerosi casi di polmonite da influenza. Il professor Bassetti ha spiegato che in questo momento nel nostro Paese “sono davvero tanti i casi di polmonite”, aggiungendo che “sono aumentati in maniera significativa gli accessi al Pronto Soccorso, in generale in ambito ospedaliero.”
Chiaramente non tutti coloro che si ammalano di influenza devono recarsi al Pronto Soccorso, pertanto il medico ha innanzitutto indicato quando la visita si può evitare: “Certamente non per due o tre giorni di febbre, se anche la febbre è a 38 o 39, ma anche se fosse a 39 e mezzo”, perché “è il normale decorso dell'influenza”. Poi ha puntato il dito contro il sintomo sibillino, l'insufficienza respiratoria, una condizione che si verifica quando “il livello ematico di ossigeno si riduce oppure quello di anidride carbonica diviene pericolosamente elevato”, spiegano gli autorevoli Manuali MSD per operatori sanitari. “Dobbiamo avere paura e andare al Pronto Soccorso quando insieme alla febbre c'è l'insufficienza respiratoria, cioè quando mettendo il dito nel saturimetro la saturazione scende sotto 90-88%, se normalmente siamo intorno a 97-98, quindi una decina di punti di riduzione”, sottolinea Bassetti, aggiungendo anche “dolore al petto, tosse insistente, forte che non recede con nessun tipo di trattamento.”
Il medico spiega nel video che questi sintomi potrebbero essere gli effetti di una broncopolmonite da influenza, una condizione che in questo periodo sta colpendo non solo i soggetti fragili e anziani, ma anche tanti giovani. “Questo è un messaggio che bisogna dare perché l'influenza è tutto tranne che un'infezione banale che può colpire tutti, da 0 fino a 100 anni”, ammonisce l'infettivologo. La chiosa è sull'importanza della prevenzione e del vaccino antinfluenzale, che può essere fatto anche in questi giorni a ridosso del picco massimo. Grazie alla vaccinazione, evidenzia Bassetti, magari l'influenza la si prende lo stesso, ma non arriva in maniera grave.
Sebbene i dati dell'ultimo bollettino di RespiVirNet indichino un calo nell’incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) rispetto alla settimana precedente, con un'incidenza di 14,5 casi per 1.000 assistiti, le polmoniti legate all'influenza sono infatti ancora diffuse, così come sono tanti gli italiani che si stanno recando al Pronto Soccorso per chiedere assistenza. Le sindromi influenzali da virus, infatti, indeboliscono le vie respiratorie e le difese immunitarie, permettendo ai batteri respiratori di colpire i polmoni (è possibile anche una polmonite virale). La scorsa settimana il professor Rino Agostiniani, Direttore dell'Area Pediatria e Neonatologia ASL Toscana Centro e Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), aveva evidenziato un vero e proprio boom di accessi dei bambini a causa dell'influenza. A catalizzare i contagi vi è in particolar modo la massiccia circolazione della variante K del virus dell'influenza A(H3N2) – sottoclade K, che non è più aggressiva “dell'influenza normale”, come sottolineato a Fanpage.it dal virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università Statale di Milano, ma immunoevasiva, cioè capace di eludere il sistema immunitario e quindi può innescare più facilmente l'infezione.