53 CONDIVISIONI
video suggerito
video suggerito

Pioggia di stelle cadenti d’autunno sull’Italia: a che ora e come vedere le Orionidi di ottobre

Il cielo di ottobre è impreziosito dalle Orionidi, le stelle cadenti d’autunno, tra gli sciami meteorici più spettacolari dell’anno. Ecco a che ora e come vedere i picchi massimi previsti nel weekend tra il 20 e il 22 ottobre 2023.
A cura di Andrea Centini
53 CONDIVISIONI
Credit: NASA/MSFC Meteoroid Environment Office
Credit: NASA/MSFC Meteoroid Environment Office

A ottobre potremo ammirare nel cielo un affascinante spettacolo astronomico, il picco massimo dello sciame meteorico delle Orionidi, le più belle stelle cadenti d'autunno. Il maggior numero di meteore, ovvero di scie luminose che infiammano il cielo, dovrebbe essere visibile nel weekend tra il 21 e il 22 ottobre, tuttavia, come specificato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI), le Orionidi non hanno un singolo picco, ma più massimi che si manifestano tra il 18 e il 23 ottobre, con circa 20 – 30 fiammate per ogni ora. Meteo permettendo, le stelle cadenti d'autunno garantiranno un bellissimo spettacolo in tutti i cieli d'Italia; non a caso la NASA le contempla tra i più begli sciami meteorici dell'intero anno.

A che ora vedere le stelle cadenti d'autunno

Le Orionidi sono uno sciame meteorico provocato dalle polveri e dai detriti della cometa di Halley (formalmente 1P/Halley), tra le più spettacolari e brillanti comete periodiche conosciute dagli astronomi. La sua esistenza è nota sin dall'antichità. Questo corpo ghiacciato, che ha un diametro medio stimato in 11 chilometri, torna a farci visita ogni 76 anni; l'ultima volta è stata nel 1986, mentre il prossimo passaggio è previsto nel 2061. A ogni transito ravvicinato la cometa rimpingua la sua scia di polveri, che la Terra intercetta durante il moto di rivoluzione attorno al Sole, tipicamente tra l'inizio di ottobre e l'inizio di novembre. Quando i frammenti della cometa – più o meno grandi – finiscono contro l'atmosfera terrestre vanno incontro al processo di ablazione e si infiammano, trasformandosi in bolidi (più raramente) e meteore, le sopracitate stelle cadenti. Questo soprannome ovviamente non ha nulla a che vedere con le vere stelle come il Sole, Sirio e Vega.

Le Orionidi sfrecciano a una velocità di 66 chilometri orari e sono nel quintetto delle più veloci. Come indicato, il picco massimo ha un tasso orario zenitale (ZHR) di 20 – 30, ciò significa che possiamo vedere nel cielo tra le 20 e le 30 meteore ogni ora. Nell'emisfero settentrionale / boreale il momento migliore in assoluto per osservare l'evento del 2023 dovrebbe verificarsi in orario diurno per l'Italia, la mattina di domenica 22 ottobre. Pertanto dovremo accontentarci – si fa per dire – delle altre finestre osservative, in particolar modo quelle nella seconda parte della notte tra il 20 e il 21 e tra il 21 e il 22 di ottobre. Come già ricordato, le Orionidi hanno più picchi massimi e quindi lo spettacolo sarà garantito.

La posizione nel cielo delle Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2023. Credit: Stellarium
La posizione nel cielo delle Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2023. Credit: Stellarium

Come vedere le Orionidi, le stelle cadenti d'autunno

Per ammirare le stelle cadenti non sono necessari strumenti ottici, dato che i nostri occhi sono il mezzo migliore per gustarsi il fenomeno celeste. Come accade per tutti gli sciami meteorici, anche quello delle Orionidi prende il nome dalla costellazione di riferimento (Orione) associata al radiante, cioè la porzione del cielo da cui sembrano originare. In questi giorni la costellazione di Orione – la più spettacolare della volta celeste – sorge nel cuore della notte a Est. Per cercare le scie luminose basterà scrutare il cielo orientale, senza trascurare qualche occhiata più ampia (tenendo presente che le stelle cadenti più veloci possono attraversare larga parte del firmamento).

Fortunatamente quest'anno il disturbo della Luna sarà limitato, considerando che il novilunio si è verificato il 14 ottobre alle 19:55 e la fase di Primo Quarto è attesa per il 22. Quindi il satellite sarà poco luminoso, oltre a essere basso sull'orizzonte. Il consiglio è quello di recarsi in un luogo buio e privo di inquinamento luminoso, come un pratone in collina / montagna o magari una spiaggia “remota”. Meno luci artificiali disturbano il cielo, maggiori sono le stelle cadenti che si possono ammirare. Con la speranza di qualche bel boato prodotto da bolidi, che scaturiscono dall'ablazione di frammenti della cometa più grandi della media.

53 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views