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Perché quest’anno le zanzare ci faranno “compagnia” fino a Natale: la previsione degli esperti

Secondo alcuni entomologi quest’anno in alcune parti d’Italia le zanzare adulte resisteranno ben oltre il normale ciclo stagionale, tormentandoci fino a Natale.
A cura di Andrea Centini
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Quest'anno le zanzare ci faranno compagnia – per così dire – fino a dicembre inoltrato, continuando a pungerci anche mentre prepariamo i regali di Natale. Lo ipotizzano alcuni esperti di entomologia, sulla base delle temperature anomale che stiamo vivendo da settimane e che continuano a restare ben oltre la media stagionale. In parole molto semplici, dopo un'estate rovente fa ancora molto caldo e questi insetti, che di solito spariscono in questo periodo dell'anno (non tutte le specie, naturalmente), continuano a riprodursi, moltiplicarsi e a tormentare i malcapitati. Fin quando perdureranno queste anomalie dovremo dunque fare l'abitudine alle sgradevoli punture anche a ottobre, novembre e oltre.

Ovviamente l'Italia ha climi piuttosto diversi da Nord e Sud e non è assolutamente una novità che le zanzare possano sopravvivere fino a dicembre; in Sicilia, ad esempio, come riportato in un articolo del 2019 dal Giornale di Sicilia, la zanzara tigre (Aedes albopictus) si avvista regolarmente in questo periodo dell'anno, a causa della sua notevole capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici che ne ha favorito la diffusione. Da alcuni anni fanno notizia anche gli arrivi di altre zanzare “resistenti al freddo” come la zanzara giapponese (Aedes japonicus) e la zanzara coreana (Aedes koreicus), entrambe segnalate in varie zone del Settentrione, in particolar modo nel Nord Est. Tutte queste specie sono di interesse anche per la salute pubblica poiché potenziali vettrici di patologie, alla stregua di Dengue, encefalite giapponese, chikungunya e altre ancora. Sapere che si stanno diffondendo sempre di più a causa del riscaldamento globale non è certo una buona notizia, trattandosi fra l'altro di specie aliene ed invasive, con un impatto potenziale molto significativo sugli equilibri ecologici.

Tornando alle zanzare più longeve, per così dire, è stato fatto un riferimento specifico alla zona di Roma e dintorni. Come spiegato a Repubblica dal professor Pierfilippo Cerretti, docente di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin (BBCD) dell'Università Sapienza di Roma, nella Capitale da alcuni anni non è raro vedere questi insetti in ottobre; il problema è che quest'anno alla fine del mese ci saranno ancora temperature di 22 / 23 ° C, di alcuni gradi superiori rispetto alla media del periodo. Nei prossimi giorni secondo i meteorologi avremo picchi con massime di 26° C, a causa di un colpo di coda dell'anticiclone africano che sposterà alta pressione e aria calda sul nostro Paese. Un "invito a nozze" per le zanzare, che continueranno indisturbate a riprodursi nei depositi d'acqua fino all'arrivo del vero freddo.

Come specificato dal professor Cerretti a Repubblica, infatti, le zanzare resteranno con noi ancora per un po’, almeno fin quando non ci sarà “un brusco calo di temperature ”, che determinerà la morte della maggior parte degli esemplari adulti. Le uova, infatti, continueranno a resistere fino alla prossima stagione, dando inizio al nuovo ciclo di tormenti. Alcune specie come la zanzara giapponese e la zanzara coreana sono note per avere uova particolarmente resistenti alle basse temperature: anche per questo sono considerate così invasive. Al momento sono confinate in alcune regioni d'Italia, ma non si esclude che possano avere un boom come le zanzare tigre, con tutti i rischi che ciò comporterebbe, anche dal punto di vista sanitario. La diffusione di malattie tropicali a causa dell'ampliamento dell'areale di distribuzione di specie vettrici – come la famigerata zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti) – è considerata uno dei principali fattori di rischio dei cambiamenti climatici.

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