video suggerito
video suggerito

Perché l’intestino infiammato può causare il cancro al colon: la scoperta che lo spiega

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Immunology identifica un meccanismo immunitario che collega l’infiammazione cronica dell’intestino allo sviluppo dei tumori.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Un meccanismo immunitario, attivato dall’infiammazione cronica dell’intestino, può contribuire allo sviluppo del cancro del colon–retto / Photo: iStock
Un meccanismo immunitario, attivato dall’infiammazione cronica dell’intestino, può contribuire allo sviluppo del cancro del colon–retto / Photo: iStock

Un meccanismo immunitario nel tratto intestinale può spiegare perché l’infiammazione cronica dell’intestino, come quella osservata nella malattia infiammatoria intestinale (IBD), aumenta il rischio di cancro al colon-retto. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Immunity da ricercatori della Weill Cornell Medicine, che identifica un percorso immunitario in grado di collegare l’infiammazione persistente allo sviluppo dei tumori intestinali.

Il team di scienziati si è concentrato su TL1A, una proteina di segnalazione infiammatoria già nota per essere coinvolta sia nelle IBD sia nei tumori del colon-retto, il cui ruolo specifico nei meccanismi tumorali non era stato finora chiarito in modo completo. I ricercatori hanno mostrato che l’attivazione di TL1A esercita gran parte della sua influenza attraverso un gruppo di cellule immunitarie dell’intestino, chiamate ILC3. “Quando TL1A attiva tali cellule, queste richiamano un gran numero di neutrofili e ne alterano il comportamento in modi che promuovono la formazione del tumore” osservano i ricercatori nello studio.

Questi risultati sono importanti dato il forte interesse della comunità medica nel comprendere il ruolo di TL1A nelle malattie infiammatorie intestinali e il suo potenziale impatto nei tumori del colon-retto associati” ha spiegato il dottor Randy Longman, autore principale dello studio e direttore del Jill Roberts Center for Inflammatory Bowel Disease della Weill Cornell Medicine.

Il legame tra le malattie infiammatorie intestinali – come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa – e i tumori del colon-retto è riconosciuto anche dalle principali autorità sanitarie internazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea infatti come l’infiammazione persistente dell’intestino rappresenti un fattore di rischio rilevante per questo tipo di cancro, evidenziando l’importanza di una migliore comprensione dei meccanismi biologici alla base del processo.

Il meccanismo immunitario che collega infiammazione cronica dell’intestino e tumore del colon-retto

Nello studio, i ricercatori hanno scoperto che l’attivazione della proteina TL1A nell’intestino infiammato stimola cellule immunitarie residenti — le ILC3 — spingendo queste a rilasciare segnali che scatenano un rapido aumento della produzione di neutrofili (un tipo di globuli bianchi) nel midollo osseo. Questo processo, noto come “granulopoiesi di emergenza”, promuove il movimento di questi neutrofili nel tessuto intestinale, dove possono modificare l’ambiente locale in modo da favorire la crescita tumorale.

Il meccanismo immunitario individuato dallo studio: nell’intestino infiammato, la proteina TL1A attiva specifiche cellule immunitarie (ILC3), stimolando la produzione di neutrofili nel midollo osseo. Queste cellule, una volta richiamate nel colon, contribuiscono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo del tumore / Credit: Pires S. et al., Immunity 2026
Il meccanismo immunitario individuato dallo studio: nell’intestino infiammato, la proteina TL1A attiva specifiche cellule immunitarie (ILC3), stimolando la produzione di neutrofili nel midollo osseo. Queste cellule, una volta richiamate nel colon, contribuiscono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo del tumore / Credit: Pires S. et al., Immunity 2026

Secondo i ricercatori, la semplice presenza di questi neutrofili, nei modelli murini studiati, “era sufficiente ad accelerare lo sviluppo del tumore”. Gli scienziati hanno anche osservato che i neutrofili così stimolati esprimono un profilo genico associato alla progressione tumorale, e che questa firma era meno pronunciata nei modelli in cui TL1A era bloccato sperimentalmente.

Lo studio suggerisce inoltre che i diversi passaggi di questo percorso immunitario — inclusa la segnalazione mediata da TL1A e le cellule da essa attivate — potrebbero rappresentare bersagli terapeutici per ridurre il rischio di cancro del colon-retto nelle persone con IBD, aprendo nuove strade di ricerca.

Penso che sarà entusiasmante per i medici che si occupano di malattie infiammatorie intestinali scoprire che è in atto un processo sistemico, che coinvolge sia l’intestino che il midollo osseo, con il potenziale di promuovere la medicina di precisione nelle malattie infiammatorie intestinali” ha affermato la prima autrice dello studio, la dott.ssa Sílvia Pires, post-doc presso il Jill Roberts Center for Inflammatory Bowel Disease.

Il team sta ora studiando come i segnali infiammatori provenienti dall’intestino possano influenzare nel tempo il midollo osseo, rendendolo più reattivo e aumentando la suscettibilità alle malattie infiammatorie intestinali, con possibili ricadute su strategie di intervento e prevenzione più precoci.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views