Perché le scarpe da basket stridono? Non è solo attrito: la scoperta che sorprende gli scienziati

Il rumore delle scarpe da basket che stridono sul parquet è uno dei suoni più riconoscibili delle partite. Per molti è semplicemente parte dell’atmosfera di gioco, ma per Adel Djellouli, scienziato dei materiali all’Università di Harvard, è diventato un dubbio scientifico da risolvere. Appena arrivato negli Stati Uniti, era andato a vedere i Boston Celtics per vivere un’esperienza tipicamente americana. Ma mentre il pubblico seguiva la partita, lui continuava a pensare a quel rumore. “Probabilmente gli appassionati di basket non ci hanno fatto caso, ma per me è stato piuttosto sorprendente” ha raccontato.
Così, insieme ai colleghi, ha deciso di studiarlo in laboratorio. I risultati dell’indagine sono stati appena pubblicati in uno studio su Nature.
L’idea più intuitiva era che lo stridio fosse semplicemente il risultato dell’attrito tra la suola in gomma e il parquet liscio. Ma la ricerca rivela qualcosa di diverso. Quando la suola scivola sul parquet, la gomma non si limita a strofinare contro la superficie: minuscole porzioni si deformano rapidamente, perdendo e riacquistando contatto con il pavimento migliaia di volte al secondo. Questa sequenza di micro-movimenti genera vibrazioni a una frequenza precisa — ed è proprio quella frequenza a determinare il caratteristico suono acuto che si sente in campo.
“Ci aspettavamo qualcosa di piuttosto banale… e invece abbiamo trovato qualcosa di completamente inaspettato” spiegano i ricercatori.
Lo stridio non dipende quindi soltanto dall’attrito, ma dal modo in cui la gomma si deforma mentre scivola sul parquet.
Non è solo attrito: cosa succede sotto le scarpe da basket

Per capire cosa produca davvero lo stridio, i ricercatori hanno fatto scorrere una scarpa con battistrada scanalato su superficie liscia, registrando il suono con microfoni e filmando il contatto con telecamere ad alta velocità.
Le immagini hanno mostrato che la suola non scivola in modo uniforme. La gomma, materiale morbido ed elastico, cambia forma in modo rapidissimo, aderendo e staccandosi dalla superficie in sequenze regolari. È la regolarità di questi micro-scatti a determinare l’intensità e l’altezza del suono percepito.
Un ruolo decisivo lo giocano le scanalature nella suola. Quando la superficie di contatto è completamente liscia, gli impulsi risultano più irregolari e il suono cambia, diventando meno definito. Le scanalature, invece, rendono il fenomeno più stabile e costante, dando origine al classico stridio delle scarpe da basket sul parquet.
In altre parole, non conta soltanto l’aderenza al pavimento: conta anche come la suola si deforma e come la sua struttura guida questi movimenti.
Comprendere questo comportamento può aiutare in futuro a controllare meglio l’attrito tra materiali diversi, o perfino a modulare il suono prodotto. Ma per ora resta soprattutto una curiosità affascinante: dietro uno dei rumori più iconici dello sport si nasconde un fenomeno molto più articolato di quanto sembri — proprio come accade per altri dettagli tecnici spesso poco noti nello sport.