“Solo 85 secondi alla fine del mondo”: per l’Orologio dell’Apocalisse 2026 mai così vicini alla mezzanotte

L'Orologio dell'Apocalisse, il Doomsday Clock , ha compiuto altri due ticchettii e le lancette si sono fermate a 85 secondi dalla mezzanotte. È il punto più vicino alla fine simbolica dell’umanità mai raggiunto nella sua storia. La decisione è stata annunciata dal Bulletin of the Atomic Scientists, che ogni anno aggiorna il celebre indicatore del rischio globale. Per la commissione, il mondo si è ulteriormente avvicinato alla fine per come lo conosciamo e il rischio è che presto potremmo raggiungere il punto di non ritorno.
Cos'è l'orologio dell'Apocalisse e a cosa corrisponde la mezzanotte
L'Orologio dell'Apocalisse nasce nel 1947, all'alba dell'era nucleare, per iniziativa di un gruppo di scienziati legati al Progetto Manhattan che portò alla realizzazione della bomba atomica. Fondato due anni prima da Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer e altri ricercatori dell’Università di Chicago, il Bulletin of the Atomic Scientists ideò l’orologio come strumento simbolico per comunicare al pubblico quanto l'umanità fosse vicina all'autodistruzione.
Nel corso dei decenni, le lancette dell'orologio sono state spostate avanti e indietro in base all’evoluzione dei rischi globali. Il momento di maggiore distanza dalla mezzanotte risale al 1991, quando, dopo la fine della Guerra Fredda e la firma di importanti accordi sul disarmo nucleare, le lancette arrivarono a 17 minuti. Più recentemente, nel 2023 e nel 2024 il tempo si è arrestato a 90 secondi.
Perché nel 2026 le lancette si sono avvicinate all'Apocalisse
Rispetto al 2025, quando le lancette erano ferme a 89 secondi dalla mezzanotte, l'orologio del 2026 è andato avanti di altri quattro secondi. Un passo piccolo solo in apparenza. In realtà si tratta di un netto un peggioramento complessivo delle condizioni di sicurezza globale. Secondo il comitato scientifico del Bulletin, i rischi esistenziali non solo non sono stati contenuti, ma si sono aggravati, mentre le risposte politiche continuano a essere lente, sporadiche o, in certi ambiti, del tutto assenti.
Alla base della decisione ci sono dunque quattro fattori principali: la minaccia nucleare sempre più incombente, l'avvento di tecnologie dirompenti come l'intelligenza artificiale, le vulnerabilità biologiche e la crisi climatica, da qualche tempo passata in secondo piano nell'agenda di media e politici.
Sul fronte nucleare, sempre più Paesi fanno affidamento sugli arsenali atomici non solo come mezzo di deterrenza, ma anche come strumento di pressione geopolitica. I programmi di modernizzazione delle armi avanzano, le relazioni diplomatiche sono sempre più tese e il rischio di una nuova corsa agli armamenti torna a crescere.
A preoccupare è anche lo sviluppo accelerato (e forse incontrollato) dell'intelligenza artificiale, spesso privo di un quadro normativo condiviso. La competizione tecnologica tra grandi potenze rischia così di prevalere sulle logiche di cooperazione per uno sviluppo condiviso, mentre l‘uso dell’AI in ambito militare e biologico solleva interrogativi ancora senza risposta. A questo si aggiunge l'impatto della disinformazione e dei deep-fake, amplificata proprio dalle nuove tecnologie, che mina la fiducia e rende più difficile affrontare le crisi globali.
Secondo il Bulletin, la crisi climatica resta invece un moltiplicatore di instabilità. Nonostante la maturità delle tecnologie rinnovabili, le politiche di riduzione delle emissioni procedono a rilento. Parallelamente, il sistema globale di risposta alle minacce biologiche appare indebolito: dalla ricerca in ambiti come la biologia sintetica fino alla mancanza di piani coordinati per affrontare nuove pandemie, il quadro delineato dagli scienziati rimane allarmante.
Cosa si può fare per evitare la mezzanotte
L'Orologio dell’Apocalisse non rappresenta naturalmente una previsione, ma un avvertimento. Gli stessi scienziati che ne decidono il tempo sottolineano che invertire la rotta è ancora possibile.
"Stati Uniti e Russia possono riprendere il dialogo sulla limitazione dei loro arsenali nucleari", scrive esplicitamente il Bulletin nel comunicato che ha ufficializzato il nuovo orario del Doomsday Clock. "Tutti gli stati dotati di armi nucleari possono evitare investimenti destabilizzanti nella difesa missilistica e rispettare l'attuale moratoria sui test nucleari esplosivi". Gli scienziati hanno anche invitato il Congresso degli Stati Uniti a contrastare la lotta di Donald Trump alle energie rinnovabili e fornire maggiori investimenti sulla ricerca. Per quanto riguarda l'avanzata inesorabile dell'IA, la speranza è quella di una presa di coscienza da parte della comunità internazionale per "impedire la creazione di forme di vita speculari" e "ridurre la possibilità che l'intelligenza artificiale venga utilizzata per creare minacce biologiche".